sabato 27 febbraio 2016

Nicoletta Artom: nuove notizie biografiche



A complemento di quanto già scritto finora sull'attività professionale di Nicoletta Artom (1941-2018) nella Rai degli anni '70 (cfr. questo articolo del blog) e sulle circostanze della sua "scoperta" della serie animata Atlas Ufo Robot - Goldrake raccontate da Sergio Trinchero (raccontate in quest'altro articolo), si riportano alcune sue informazioni biografiche finora completamente sconosciute, reperite grazie al libro Gli Artom - Storia di una famiglia della Comunità ebraica di Asti attraverso le sue generazioni (XVI-XX secolo), di Elena Rossi Artom (Silvio Zamorani Editore, Torino, 1997).


Come facilmente intuibile dal titolo del libro, le origini di Nicoletta Artom sono ebraiche, mentre per quello che riguarda il suo cognome, è l'autrice Elena Rossi Artom a raccontarne la storia nell'introduzione del suo volume:
La lettera iniziale sarebbe una H: infatti in alcuni documenti dei primi anni del XVII secolo ho trovato scritto Hartom e anche Hartoum. In italiano, non pronunziandosi l'H aspirata, essa è caduta e da questo deriva il cognome Artom in Italia.
Circa venti anni fa mio figlio David apprese dall'ora defunto Dr. Elimelech Rimald, membro del parlamento israeliano, dell'ipotesi, che per lui era quasi certezza, che la famiglia fosse originaria dal villaggio Harteim, non lontano da Francoforte. Siccome prima del 1600 i cognomi quasi non erano in uso e solo dal XVII secolo se ne iniziò la consuetudine, è possibile che gli antenati, trasferendosi da Harteim a Francoforte, abbiano assunto il cognome della città di origine. A Francoforte non ci sono tracce della famiglia, o per lo meno non sono riuscita a trovarne, anche interpellando il Dr. Dietrich Andernacht. (...)
Annette Weber, ricercatrice del Museo Ebraico di Francoforte, mi ha fatto notare che probabilmente la famiglia Artom proveniva dalla città rurale Hartoum, vicino a Minden, nella Germania settentrionale, dove esistevano famiglie ebraiche nel XVI secolo. Però, anche interpellando altri studiosi in materia in Germania, non sono riuscita a trovare documenti confermanti questa ipotesi. (...)
Nel 1902 erano in Asti 360 ebrei, ma nel 1930 erano soltanto 60, di cui 31 furono deportati e solamente una tornò dai campi nazisti di sterminio: Enrica Jona.
(cfr. pag. 34/36).
A pag. 211 del libro è indicata, oltre all'attività occupazionale di "redattrice radiotelevisiva", la seguente data di nascita di Nicoletta Artom: 10 marzo 1941. Secondo un'altra fonte legata alla sua famiglia, la sua data di nascita sarebbe invece il 10 maggio di quello stesso anno.

Il marito di Nicoletta Artom era Giancarlo Mencucci - scomparso, stando al libro Gli Artom, nel 1991 -, anch'esso lavoratore all'interno della Rai (qui ne sono disponibili alcune informazioni), tanto che gli fu intitolato il "premio Giancarlo Mencucci", di cui si fa menzione in questo articolo dell'Adnkronos risalente al 2002.


In quella stessa pagina, del padre della Artom, Enrico (1912-1991), vengono fornite le seguenti informazioni: Nel 1939, studente, abitava in Asti e fu discriminato durante le leggi razziali. Nel 1941 abitava in Asti, e si trasferì a Roma il 6/6/1942.

Probabilmente, quanto vissuto dal padre e dagli altri membri della sua famiglia durante il fascismo, influì sulla decisione della Artom di avere un approccio progressista con i programmi pre-serali dedicati all'animazione, in particolare nei casi di Drops (1976) e nella sua già citata scelta di trasmettere Goldrake, continuando a difenderlo da tutte le accuse di violenza che gli vennero rivolte, dichiarando, ad esempio, che "noi viviamo in un mondo violento. (...) Allora perché rifugiarci in un idilliaco tempo andato, nelle storie di cento anni fa? Guardiamolo in faccia, il nostro tempo" (cfr. l'articolo Questa volta si chiama Supergoldrake, di Teresa Buongiorno, Radiocorriere TV n. 46, 1979).

P.S. Della famiglia ebraica Artom, è particolarmente noto il caso di Emanuele Artom (1915-1944), partigiano di origini torinesi, autore di un diario, pubblicato col titolo Diari di un partigiano ebreo, gennaio 1940-febbraio 1944 (edito da Bollati Boringhieri nel 2008), che rappresenta un'importante testimonianza del periodo storico in cui venne scritto, trattando i temi della persecuzione razziale a Torino, degli effetti dei bombardamenti degli Alleati sulla popolazione, e della sua esperienza di partigiano, conclusasi tragicamente.

(fonte)

Alla famiglia Artom appartiene anche Alessandro Artom (1867-1927), ingegnere elettrotecnico nativo di Asti, ricordato per i suoi studi e le sue ricerche sulle radiocomunicazioni. A lui è dedicata questa pagina wikipedia e soprattutto tre pagine web dell'enciclopedia on-line della Treccani: la più approfondita delle tre è consultabile a questo link, mentre la seconda (dove si parla brevemente dei suoi studi sulle radiotrasmissioni) e la terza (un breve testo biografico) si trovano rispettivamente qui e qui. Altro importante membro della famiglia fu Isacco Artom (1829-1900), uomo di fiducia di Camillo Benso conte di Cavour dal 1858, che in precedenza aveva aderito come volontario alla Prima Guerra d'Indipendenza (1848) del Risorgimento italiano, e che successivamente fu nominato Senatore del Regno d'Italia nel 1876 (a questo link si trova la sua pagina biografica presente all'interno del sito web del Senato della Repubblica italiana).


Busto raffigurante Isacco Artom che si trova ad Asti
(fonte)

Alla famiglia Artom di Asti apparteneva anche la prestigiosa Villa Storica Il Chiossetto, nota anche come "Villa Artom", della quale si può leggere l'annuncio di messa in vendita, corredato da foto e da informazioni storiche, a questo link. "Villa Artom" sorge in una zona collinare del Monferrato dove visse per un periodo della sua vita anche Rita Levi Montalcini, come indicato in questo articolo, corredato da alcune fotografie scattate all'interno e all'esterno di "Villa Artom", tra cui un'immagine che mostra la curiosa presenza di una copia del libro Passaporto - L'Inglese alla TV (1957, pubblicato da Edizioni Radio Italiana [ERI]; titolo presente all'interno del libro: "'Passaporto' - 
Corso di lingua inglese alla tv") di Jole Giannini, legato a un programma televisivo intitolato "Passaporto - Lezioni di lingua inglese" (il sottotitolo poi divenne "Conversazioni di lingua inglese"), curato dalla Giannini e trasmesso all'interno della fascia pomeridiana (cioè dalle 17:30 circa) della "TV dei ragazzi" dalla Rai sul "Programma Nazionale" (l'attuale Raiuno) a partire dal 5 ottobre 1954, come risulta dalla consultazione del settimanale (all'epoca testata ufficiale Rai) Radiocorriere TV n. 40 dell'ottobre 1954.

Villa Il Chiossetto, o "Villa Artom"
(fonte)
Foto scattata all'interno di "Villa Artom", col libro sull'inglese in televisione di Jole Giannini
(fonte)
Copertina del libro di Jole Giannini
(fonte)
Palinsesto Rai col programma "Passaporto" di Jole Giannini
Dal Radiocorriere n. 40, ottobre 1954
Presentazione del programma "Passaporto" di Jole Giannini
Dal Radiocorriere n. 40, ottobre 1954

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Aggiornamento (04/04/2017): Per avere informazioni sull'attività lavorativa in Rai di Giancarlo Mencucci (marito di Nicoletta Artom) e sulla sua eredità professionale, si consiglia la lettura del libro "Con ironico zelo" - Scritti in onore di Giancarlo Mencucci (raccolta di scritti di autori vari, edito da Rai nel 1993), del quale si riporta la copertina e parte dell'indice.



Aggiornamento (08/05/2018): l'8 maggio 2018 è stata diffusa la notizia della morte di Nicoletta Artom Mencucci sui social network. Su Twitter ne ha parlato Andrea Salerno, amico e collega di Mercuzio Mencucci (figlio della Artom). Insieme i due hanno lavorato al programma Gazebo di Raitre.



Per maggiori informazioni sulla morte della Artom si rimanda a questo articolo del blog:


https://alemontosi.blogspot.it/2018/05/8-maggio-2018-addio-nicoletta-artom-la.html

Aggiornamento (16/08/2020): si segnala l'esistenza di una pagina wikipedia italiana dedicata alla "Comunità ebraica di Asti" (consultabile a questo link), contenente informazioni storiche sull'origine di questa comunità, a partire dall'812 d.C. fino al ricordo delle deportazioni avvenute durante il secolo scorso, che hanno fatto sì che la comunità ebraica astigiana, a causa delle molte perdite di vite umane, divenisse una sezione della Comunità ebraica di Torino. Esistono inoltre una pagina wikipedia dedicata alla Sinagoga e al museo ebraico di Asti, e un'altra al Cimitero ebraico di Asti dove sono sepolti alcuni membri della famiglia Artom, come Isacco Artom. Immagini del Cimitero ebraico di Asti sono visionabili a questo link, mentre ulteriori informazioni sulla storia della comunità ebraica astigiana sono consultabili in questa pagina web.
Sulla storia della comunità ebraica di Asti e della famiglia Artom esiste inoltre il libro I giorni del mondo di Guido Artom, pubblicato nel 1992 dalla casa editrice Morcelliana.


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