È disponibile per la vendita il terzo volume della collana "The Past", pubblicata dalla casa editrice milanese Past Publishing, in questo caso dedicato interamente all'anno 1977, raccontandolo attraverso 12 brevi saggi dedicati a un gruppo di produzioni cinematografiche, musicali, televisive, d'animazione, tecnologiche e videoludiche che lo hanno contraddistinto. Tra gli autori coinvolti nella realizzazione del volume ci sono anch'io, con il saggio breve Zambot 3: Il samurai robotico che parlò della guerra ai bambini giapponesi.
In occasione della partecipazione di David Cronenberg al Festival di Cannes 2022 con il suo nuovo film, Crimes of the Future, che segna il ritorno del regista canadese alle tematiche horror che hanno contraddistinto la parte più celebre della sua carriera cinematografica, si propone un approfondimento sul rapporto tra Cronenberg e l'Italia, dal suo incontro con La strada (1954) di Federico Fellini all'arrivo in Italia, nel 1977, del film cronenberghiano Il demone sotto la pelle (1975, titolo internazionale inglese: "Shivers"), nel cui cast è presente l'attrice britannica Barbara Steele, volto iconico a livello internazionale del cinema horror gotico italiano degli anni '60, firmato da registi come Mario Bava (La maschera del demonio), Riccardo Freda (L'orribile segreto del dottor Hichcock, Lo spettro), e Antonio Margheriti (Danza Macabra, I lunghi capelli della morte).
"Un volto tormenta la Germania Ovest alla fine degli anni '70. Uno sguardo allerta un intero Paese: la sua gioventù è alla deriva. Christiane F. vive a Berlino Ovest, al tempo circondata dal muro. Ha 13 anni, si droga e si prostituisce per pagarsi le dosi di eroina. (...) L'onda d'urto è immediata. I tossicomani non saranno mai più visti nello stesso modo".
È questo il coinvolgente incipit del documentario Christiane F. - Una generazione tossica (2021, titolo originale francese: "Moi, Christiane F., 13 ans, droguée, prostituée... - Une génération perdue"), scritto e diretto da Claire Laborey, in precedenza già autrice di Toni Morrison e i fantasmi dell'America (2020, aka "Toni Morrison: scrittrice attivista", trasmesso in Italia da Sky Arte, reperibile anche su Now Tv a questo link), due documentari che, per via del loro approccio antropologico, offrono allo spettatore uno sguardo in profondità sulla società tedesca della fine degli anni '70 e su quella statunitense, quest'ultima raccontata dal punto di vista della comunità afroamericana, scesa in strada, insieme ad altre persone, per protestare contro la morte di George Floyd nel 2020.

A quarant'anni dalla tragica vicenda di Vermicino (frazione del comune di Frascati), avvenuta dal 10 al 13 giugno 1981, in seguito alla caduta in un pozzo artesiano di un bambino di 6 anni - Alfredo Rampi, detto "Alfredino" -, morto per via del fallimento dei vari tentativi di salvarlo, sotto gli occhi di milioni di italiani che seguirono quell'evento nel corso di un'estenuante e controversa diretta televisiva della Rai, si coglie l'occasione per spiegare che fu a causa di quella circostanza che il fumettista giapponese Go Nagai - secondo quanto riportato in una sua intervista italiana risalente al 2013 -, venne per la prima volta a conoscenza dell'arrivo in Italia delle serie animate con protagonisti i suoi personaggi (Atlas Ufo Robot - Goldrake, Il Grande Mazinga, Jeeg Robot d'Acciaio, Mazinga Z, ecc..).
Si coglie, inoltre, l'occasione per parlare di due vicende accadute negli USA con vari punti in comune con quella di Vermicino: si tratta dei casi di Floyd Collins (1925) e di Kathy Fiscus (1949), due delle principali fonti di ispirazione per il film L'asso nella manica (1951, titolo originale: "Ace in the Hole") di Billy Wilder.
Prosegue l'approfondimento dedicato al libro Christiane F. - Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino (titolo originale: "Christiane F. - Wir Kinder vom Bahnhof Zoo", pubblicato in Germania nel 1978 e in Italia nel 1981; curato dai giornalisti Kai Hermann e Horst Rieck), del quale si è tornati recentemente a parlare per via della produzione di una serie tv ispirata, fin troppo liberamente, alle reali vicende che coinvolsero Christiane F. (pseudonimo di Vera Christiane Felscherinow, nata nel 1962), e altri ragazzini tossicodipendenti della stazione ferroviaria berlinese chiamata Bahnhof Zoo. Si ritiene più opportuno rivolgere l'attenzione a ciò che realmente accadde durante la fine degli anni '70 a Berlino Ovest (all'epoca una città divisa in due dal Muro), e in particolare alla storia di Babsi (1963-1977), la migliore amica di Christiane che morì a soli 14 anni, divenendo nota mediaticamente come la più giovane vittima tedesca dell'eroina, come mostrato anche nel finale del film diretto da Ulrich "Uli" Edel nel 1981. Della sua morte se ne parlò anche sulla stampa italiana nel 1977.

Tra i film dedicati alle conseguenze di un bombardamento atomico, vi è la produzione "fantascientifica" per la televisione britannica The War Game (1966, durata: circa 46 minuti; noto in Italia con i titoli "La posta in gioco", "War Time - Tempo di guerra", "Il gioco della guerra") di Peter Watkins, creata su richiesta della BBC basandosi su documenti storici relativi alla seconda guerra mondiale (in particolare facendo riferimento a fonti riguardanti i bombardamenti di Dresda, Darmstadt, Amburgo, Hiroshima e Nagasaki), ai quali si aggiungono delle ricerche sui test nucleari svoltisi nel deserto del Nevada nel 1954 all'interno della zona denominata "Nevada Test Site", e la consulenza di un apposito Comitato composto da 3 membri della Protezione Civile (Civil Defence), 2 strateghi militari, un medico, un biofisico e uno psichiatra. La presenza di quest'ultima figura scientifica è particolarmente rilevante, poiché in The War Game si presta molta attenzione alle conseguenze psicologiche traumatiche sulle persone (adulti, bambini, medici, infermieri, militari, ecc...), provocate dallo "stato di emergenza sociale" dovuto a un ipotetico bombardamento nucleare, fornendo così degli spunti utili a riflettere sul nostro presente.
Il 24 aprile 2021 è avvenuta la scomparsa del compositore Shunsuke Kikuchi, celebre in tutto il mondo per le sue colonne sonore realizzate per numerose opere d'animazione prodotte in Giappone. Alla sua morte ha dedicato un articolo anche la prestigiosa testata giornalistica Variety, come verificabile a questo link.
In occasione dell'anniversario dei 100 anni dalla nascita di Nino Manfredi (22 marzo 1921 - 4 giugno 2004), colgo l'occasione per pubblicare sul blog il mio progetto di una retrospettiva cinematografica che realizzai nell'anno della sua morte, durante un tirocinio universitario svolto presso la Cineteca di Bologna, che era volto alla progettazione di una rassegna cinematografica avente per tema il cinema di genere italiano. Avanzai due proposte, una su Nino Manfredi - per via della sua scomparsa - e un'altra sul regista Mario Bava - da realizzare sulla scia della retrospettiva Italian Kings of the B's - Storia Segreta del Cinema Italiano, patrocinata da Quentin Tarantino e Joe Dante alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2004 -, ma senza che nessuno dei due progetti riuscì a concretizzarsi.
Si presenta dunque il testo che avevo preparato per il progetto, basato sui materiali a disposizione, della rassegna dedicata a Nino Manfredi nel 2004.