sabato 10 febbraio 2018

Per Dolores O'Riordan (1971-2018), la "regina" di Limerick



Tributo alla cantante irlandese Dolores O'Riordan (nome completo: Dolores Mary Eileen O'Riordan), nata a Ballybricken nella Contea di Limerick il 6 settembre 1971 e scomparsa il 15 gennaio 2018 a Londra, a 46 anni, in circostanze non ancora del tutto chiarite. Nonostante l'oscurità che ha circondato Dolores per tutta la vita (come rappresentato dalla foto in alto, scattata da Bryan O'Brein nel 2007), la sua luce interiore e la sua attività musicale - in particolare con la band The Cranberries -, le hanno permesso di raggiungere persone in tutto il mondo, conquistandone l'affetto, trasmettendo loro emozioni e messaggi importanti.


Cartina dell'Irlanda per individuare Limerick
(fonte)

Prima dell'avvento di Dolores e dei Cranberries (composti da 
Fergal Lawler, Noel e Mike Hogan), la città di Limerick era quasi del tutto sconosciuta all'opinione pubblica internazionale, essendo una zona di campagna in precedenza caratterizzata da povertà, arretratezza socio-economica e da una forte presenza della religione cattolica, come raccontato nel film Le ceneri di Angela (Angela's Ashes, 1999) di Alan Parker, tratto dall'omonimo libro semi-autobiografico di Frank McCourt (1930-2009). A libro e film è attualmente ispirato il percorso turistico Angela's Ashes Walking Tour, proposto per far conoscere ai visitatori della cittadina irlandese il passato di Limerick. Oltre ad esso, nella Contea di Limerick si trova il Dromore Castle, il castello presente nel film High Spirits - Fantasmi da legare (1988) del regista irlandese Neil Jordan. Alla fine degli anni '90, in parallelo col successo mondiale dei Cranberries, Limerick è inoltre purtroppo coinvolta nelle denunce contro le violenze avvenute nelle "Case della Maddalena" (o "Case Magdalene", "Magdalene Asylum" in inglese), dato che a Limerick era presente una di quelle strutture, collegata a un orfanotrofio cattolico dove venivano portati i figli delle ragazze madri (considerate "donne pentite"), come raccontato da Brigid Young (nata nel 1939) nel documentario Sex in a Cold Climate (1998), opera a cui è ispirato il film Magdalene ("The Magdalene Sisters", 2002; ambientato nel 1964) di Peter Mullan. La Young ricorda che "Non dovevamo parlare con le donne della Maddalena, guardarle né avere alcun contatto con loro. Ci facevano credere che erano delle ragazze molto cattive, dei diavoli, delle peccatrici".


Edizione statunitense del romanzo Le ceneri di Angela
(fonte)

Nel corso di Sex in a Cold Climate, Brigid Young prosegue la sua testimonianza con il racconto dettagliato di una traumatica umiliazione sessuale che le venne inflitta da un sacerdote (lui si masturbò su di lei) nel periodo in cui essa si trovava nell'orfanotrofio, tale da influenzarne negativamente il resto della sua vita, anche dopo aver lasciato quell'istituto nel 1957 ed essersi sposata: "Il passato mi aveva condizionato, perché... se non fosse mai successo... Anche se ti sposi con un brav'uomo... non puoi... non puoi affrontare il matrimonio con gioia ed essere felice, perché in fondo alla tua mente tu non ne vuoi sapere. È qualcosa che... Per il modo in cui ci è stato presentato... io non ne volevo sapere. La vita sessuale non dura. Non la vuoi e basta. È un incubo".



Dal documentario Sex in a Cold Climate
La Young era malata di cancro quando venne intervistata

Oltre alla testimonianza della Young, nel documentario sono presenti le interviste ad altre tre donne che furono per anni "recluse" nelle Case della Maddalena presenti in altre zone dell'Irlanda. Tra di esse, va ricordata quella di Martha Cooney (nata nel 1927), rinchiusa nel 1941 in seguito a una violenza sessuale: "A 14 anni mi mandarono da un cugino per aiutarlo nella sua fattoria. Mi portò... in una fattoria vicina. Aveva bevuto molto. Sulla strada del ritorno mi saltò addosso e abusò di me. Io raccontai a un altro cugino cosa era successo. Lui andò a spifferare tutto, e così si liberarono subito di me. Avere un bambino senza essere sposata, non solo era peccato, ma era uno scandalo. Se i vicini non lo scoprivano e se ti mandavano via, non ci sarebbero stati né chiacchiere né scandali. Quindi era meglio liberarsi di te. Così partivi per Dublino".



Una delle prime foto che ritraggono Dolores insieme ai membri dei Cranberries
(fonte)

Anche Dolores O'Riordan, dagli 8 ai 12 anni, fu vittima di ripetuti e umilianti abusi sessuali (come da lei rivelato, piangendo, in un'intervista rilasciata al suo amico giornalista Barry Egannel 2013), perpetrateli da un amico di famiglia. Questa traumatica esperienza fu possibile anche perché il padre della O'Riordan, Terence (1937-2011), era una persona che riportò lesioni cerebrali permanenti in seguito a un incidente in motocicletta avvenuto nel 1968, 3 anni prima della nascita di Dolores, che impedirono a Terence di proteggere adeguatamente la propria figlia dal suo molestatore: la cantante dichiarò che suo padre avrebbe voluto uccidere quell'uomo, che si presentò al funerale del padre della cantante, incontrandola piangendo, ma facendole così riemergere tutti i ricordi delle violenze che le aveva inflitto (Dolores era tormentata già da un anno prima della morte del padre, dal pensiero di dover rivedere il suo molestatore), che ne hanno fortemente condizionato tutta la vita (al punto da rilasciare dichiarazioni molto crude nei confronti di chi commette quel genere di reato nei confronti dei bambini), come accaduto in forma diversa anche a Brigid Young.



Dolores e i Cranberries ai loro esordi
(fonte)

Nonostante gli abusi e i problemi della sua famiglia (non tutti resi noti), Dolores manifesta fin da bambina uno spiccato talento per il canto e una grande passione per la musica, cimentandosi con brani come Crazy di Patsy Cline - la preferita di sua madre -, e iniziando molto presto a scrivere testi musicali, in modo da poter sfogare la propria sofferenza interiore: 
"Scrivevo canzoni da quando avevo 11 anni e tra i 15 e i 17 ho cercato una band con cui cantare e scrivere canzoni. Il fidanzato di una mia amica era il cantante dei Cranberries [inizialmente chiamati "The Cranberry Saw Us"] e li stava lasciando per un'altra band. Così sono andata a trovarli: mi sono subito piaciuti, perché non avevano problemi di ego. Volevano come me stare in una band per fare musica, non per diventare delle rockstar. (...) [All'inizio Dolores scriveva] Storie di infatuazione, cose molto ingenue, mi hanno fatta arrivare a Linger, che è la canzone del mio primo bacio vero. Avevo 17 anni e questo ragazzo sapeva baciare veramente bene. È stata la prima canzone che ho presentato alla band, quando li ho conosciuti" (cfr. l'articolo-intervista E ora voglio vivere in Italia, di Armando Gallo, Tutto Musica, n. 10, ottobre 1996).


Musicassetta del gennaio 1990 dei The Cranberry Saw Us
(fonte)

I genitori di Dolores non le impediscono di intraprendere l'attività canora e probabilmente proprio per questo lei sarà sempre molto legata a loro, al punto da renderli omaggio con la malinconica e delicata canzone Ode to my family (scritta quando Dolores si trovava negli USA in tournée per la prima volta), la quale rappresenta, dopo il brano Not Sorry contenuto nel primo album dei Cranberries, una forma di reazione alle critiche negative mosse dalla stampa britannica alla famiglia di Dolores, ai tempi in cui la sua band muoveva i primi passi nel mondo discografico. Attraverso la musica, inoltre, Dolores riesce a trovare anche la forza di parlare degli abusi sessuali che subì da bambina, con la canzone Fee Fi Fo (inserita nel quarto album della band), il cui titolo rimanda alle parole "Fee-fi-fo-fum", celebri per il loro uso nella fiaba inglese Jack and the Beanstalk ("Jack e la pianta di fagioli") e in particolare nell'edizione curata da Joseph Jacobs nel 1890, dove è presente la seguente quartina, pronunciata dal gigante nemico del protagonista: "Fee-fi-fo-fum, / I smell the blood of an Englishman, / Be he alive, or be he dead / I'll grind his bones to make my bread"; 
utilizzata come fonte di ispirazione anche per la versione disneyana della fiaba presente come secondo episodio nel lungometraggio Bongo e i tre avventurieri (Fun & Fancy Free, 1947).


Edizione italiana della fiaba Jack and the Beanstalk, con la quartina del gigante tradotta in italiano
Da I Raccontastorie n. 19
(fonte)

Il ricorso a quella filastrocca da parte di Dolores (autrice del testo del brano) contribuisce fin da subito a rivolgere il pensiero dell'ascoltatore all'infanzia,
 il periodo della vita della cantante che venne profanato e irrimediabilmente contaminato dal suo aggressore. Il testo del brano, oltre a rifarsi a Jack and the Beanstalk, affronta il tema degli abusi in modo esplicito, riflettendo anche sul ruolo di Dio nella società degli uomini:

Fee Fi Fo She smells his body
She smells his body

And it makes her sick to her mind
He has got so much to answer for
To answer for
To ruin a child's mind

How could you touch something so innocent and pure?
Obscure
How could you satisfaction from the body of a child?
You're vile
It's true what people say:
God protect the ones who help themselves in their own way

He was sitting in her bedroom
In her bedroom
And now what should she do?
She's got so much insecurity
And his impurity it was a gathering gloom
How could you touch something so innocent and pure?
Obscure
How could you satisfaction from the body of a child?

You're vile, sick!
It's true what people say:
God protect the ones who help themselves in their own way
And I often wondered to myself:
Who protect the ones who can't protect themselves?


La religione ha da sempre accompagnato la vita di Dolores, che ha ricevuto un'educazione cattolica dalla propria famiglia, ricevendo la propria formazione scolastica superiore all'interno di un istituto cattolico, la Laurel Hill Coláiste della congregazione FCJ (Faithful Companions of Jesus, "Fedeli compagne di Gesù") a Limerick, ricevendo lezioni di musica da Orla Colgan e cimentandosi anche nel suonare l'organo in chiesa, circostanza a cui allude la sottostante copertina del Singolo Linger dei Cranberries, distribuito nel 1993.

Copertina del Singolo col brano Linger (1993)
(fonte)

Dall'incontro avvenuto nel 1990 tra Dolores e gli altri componenti dei Cranberries scaturisce l'attività iniziale del gruppo, con la pubblicazioni delle prime canzoni, con le prime esibizioni live (qui si trova una recensione in inglese risalente all'ottobre 1991), con il videoclip della canzone Uncertain, e con un concerto
a Limerick nel dicembre 1991 a cui partecipano solo 36 persone, come raccontato in questo articolo del Limerick Leader dove si usa il termine "GIG" ("gigs", la forma plurale) per indicare il concerto, trattandosi di una parola associabile anche a eventi live di vario genere, coniata negli anni '20 dai musicisti jazz come diminutivo della parola "engagement" ("ingaggio", riferito alla possibilità di suonare in un locale). La diffusione del termine "gig" si associa, in particolare dalla fine degli anni '60, ai poster (chiamati "gig poster") che annunciano un festival musicale o l'esibizione live di un cantante o di una band negli ambienti underground/alternativi americani. Non è attualmente noto se il termine "gig" ha qualche attinenza anche con l'ideazione del manga e della serie animata giapponese Kotetsu Jeeg (1975-1976, in Italia nota come "Jeeg Robot d'Acciaio").


Volume del 2009 composto da una raccolta di Gig poster di eventi live
(fonte)

Tornando ai Cranberries, in seguito a quel
 concerto con poco pubblico, essi proseguono la loro attività che confluisce nella pubblicazione del loro primo album, Everybody else is doing it, so why we can't we? (1993). Il loro periodo iniziale viene così raccontato sulle pagine del quotidiano La Stampa:
Il sodalizio artistico avviene nel '90, quando i tre ragazzi trovano finalmente in Dolores la voce particolare, accattivante e grintosa che cercavano. La gavetta è nei locali della Gran Bretagna, un'ottima palestra quando si tratta di fare il supporter in apertura dei concerti di artisti già famosi. È un buon inizio il loro e nel '92 al London Fleadh Festival, che propone la musica irlandese rock, i tempi sono ormai maturi per pensare a un progetto discografico. Un anno dopo pubblicano Everybody else is doing it, so why we can't we? che diventa in poche settimane il numero uno della chart [classifica] britannica e vende la bellezza di 7 milioni di copie nel mondo.
(cfr. l'articolo Monaco, The Cranberries allo Sporting, di Andrea Munari, 30/7/2002)

Foto giovanile dei Cranberries
(fonte)

In Italia, sempre su 
La Stampa, nel 1993 viene pubblicata la seguente recensione del primo disco dei Cranberries:
Echi più jazz da club londinese mettono in mostra i Cranberries con "Everybody else is doing it, so why we can't we?" (Island, 1 Cd, Lp, Mc). La formazione è uguale a quella dei Clannad, tre maschietti e una voce femminile. Dodici canzoni che riportano alle atmosfere tipiche del vecchio quartiere dublinese di Temple Bar, i cui locali e pub sono una fucina inesauribile di idee innestate sui filoni di rock, jazz e folk. L'armonia domina sul ritmo, la forma elegante è preferita all'impatto energico.
(cfr. l'articolo La musica d'Europa ha sapore irlandese, di Alessandro Rosa, La Stampa, 24/05/1993)
Copertina del primo album dei Cranberries
(fonte)

Al primo album fa seguito il secondo, No Need to Argue (1994), e la partecipazione, nel 1994, alla riedizione del concerto rock di Woodstock, realizzata per celebrare i 25 anni allora trascorsi dall'evento musicale epocale del 1969. Della presenza dei Cranberries a quella manifestazione ne viene offerto il seguente resoconto:
Il nome della formazione capitanata dalla bella e brava Dolores O'Riordan è The Cranberries e il disco d'esordio "Everybody else is doing it, so why we can't we?", ha nettamente dimostrato che la musica pop non ha bisogno di evitare l'intelligenza per carpire il successo.
Questa estate, per sottolineare l'interesse che i Cranberries hanno suscitato nel pubblico, ma anche negli addetti ai lavori, i ragazzi sono stati invitati al venticinquennale di Woodstock. Sul palco di Saugerties, che ha spaventato più di una collaudata rock-star, la O'Riordan e compagni hanno dato il meglio e l'applauso, fragoroso, dei 300 mila presenti ha salutato la nascita di queste nuove stelle della musica. (...)
1994: i Cranberries sul palco di Woodstock, mentre eseguono Zombie
(fonte)
Da poco, sono terminate le registrazioni del nuovo disco del gruppo intitolato "No need to argue". Le 13 canzoni originali dell'album chiariscono che i Cranberries hanno fatto molta strada dal loro fortunato debutto. Dice Dolores O'Riordan: "Penso che queste nuove canzoni abbiano una forte tensione. Dal primo disco ad oggi sono successe molte cose. Tutto ciò si riflette nei nuovi pezzi. In pratica non mi sono affatto goduta il successo del primo disco perché stavo passando un periodo abbastanza brutto. Ero infelice ma adesso no".I ragazzi che lavorano con la cantante sono Noel Hogan, il bassista Mike Hogan, ed il batterista Fergal Lawler, e, perfettamente in linea con le idee musicali della ragazza, sono riusciti ad amalgamare il loro insieme musicale così da poter proporre al meglio un discorso intelligente e, cosa più importante, unico.Ricordando i primi anni della carriera, Noel Hogan dice: "Siamo stati gettati allo sbaraglio. Abbiamo imparato a suonare i nostri strumenti e poco dopo esserci uniti la prima operazione è stata quella di inviare i demo-tapes a tutte le etichette discografiche esistenti. L'interesse si è dimostrato subito altissimo ma i discografici quando si interessano a un artista, lo spellano vivo. Cercano di succhiarti tutto il possibile e ti spremono come un'arancia. Siamo giovani (...) e non è semplice mantenere e far valere le proprie idee quando hai di fronte gli squali delle majors. Fortunatamente qualche persona intelligente c'è ancora e il direttore artistico che ci ha seguito, ha dato i suoi consigli senza obbligarci a fare nulla".
(cfr. l'articolo Ecco Dolores O'Riordan capo dei Cranberries, di Luca Dondoni, La Stampa, 23/10/1994)

La copertina del secondo album dei Cranberries
(fonte)

All'interno del secondo album dei Cranberries, è inoltre presente la canzone Yeat's Grave ("La tomba di Yeats", scritta da Dolores), la quale testimonia il legame della band con la cultura irlandese, essendo riferita allo scrittore e poeta William Butler Yeats (1865-1939), molto amato da Dolores. Il brano fu inoltre inserito successivamente all'interno del dis
co-tributo a Yeats intitolato Now and in time to be - A musical celebration of the works of W. B. Yeats (1997), curato da Frank Dunne e Michael Tuft, del quale si propone la seguente recensione apparsa sul quotidiano L'Unità:
L'incontro è strano, ma nemmeno poi tanto: le poesie di William Butler Yeats e il rock di artisti come Waterboys, Cranberries, Van Morrison. Come a dimostrare che l'arte va oltre e supera i confini di tempo, spazio e genere. In questo caso, comunque, esiste un unico grande comun denominatore: l'Irlanda. Terra legatissima alle proprie origini, tradizioni e storia, con una cultura che si tramanda spontaneamente di generazione in generazione. (...)
Ma cosa lega un poeta vissuto fra l'Ottocento e il Novecento (premio Nobel nel 1923 e morto nel 1939) alla musica rock? (...) Per prima cosa la facilità con cui le ballate di Yeats, con le loro memorabili riprese e la regolarità degli schemi metrici e delle rime, si prestano ad essere musicate. Yeats, infatti, si considerava come il prosecutore della tradizione degli antichi bardi, che declamavano o cantavano le loro poesie davanti alla gente. A questo si unisce anche l'accessibilità e la concretezza dell'opera di Yeats, artista che non ha mai gradito l'eccessiva e deliberata oscurità e complessità dei versi. Ma ai musicisti rock devono essere senz'altro piaciute la forza dello stile e la varietà dei contenuti, dove si spazia fra misticismo, leggende celtiche, folklore nazionale e occultismo, senza però dimenticare la vita quotidiana e i problemi della società.
Ecco, quindi, le pene autobiografiche di un amore rifiutato, il patriottismo, la politica, l'orgoglio nazionale, la satira. Insomma, per dirla con lo stesso Yeats: "Poeti irlandesi, imparate il vostro mestiere / cantate ogni cosa che sia ben fatta". Versi scritti in una delle sue ultime opere, Under Ben Bulben, come esortazione ai suoi successori. E che, significativamente, troviamo in apertura dell'album recitati dall'attore Richard Harris.
(cfr. l'articolo Il rock irlandese riscopre le ballate di Yeats, di Diego Perugini, L'Unità, 15/03/1997)

Copertina dell'album discografico dedicato a Yeats
(fonte)

I Cranberries hanno rivolto sempre molta attenzione alle loro origini irlandesi, citando anche John F. Kennedy in una canzone (I'm still remembering) del terzo album To the Faithful Departed (1996), la cui famiglia emigrò dall'Irlanda negli USA, paese in cui gli immigrati irlandesi erano spesso bersaglio di pregiudizi, come raccontato dalla figlia di Walt Disney, Diane, la cui famiglia era anch'essa di origine irlandese:
Voglio ricordare il diverso atteggiamento di mio zio Roy e di mio padre, gli otto anni di età che li dividono comportavano una bella differenza nel modo di pensare e di sentire riguardo le loro origini irlandesi. Roy Disney dichiarò in un articolo: "Non sapevo che la nostra famiglia avesse origini irlandesi". Nonostante avesse comprato casa in Irlanda insieme alla moglie Edna, dove trascorrevano molto tempo e che a lui piaceva moltissimo, non aveva mai saputo che suo padre fosse di origine irlandese. E lo disse probabilmente perché gli irlandesi erano considerati inferiori, erano gli immigrati, gli ultimi arrivati, quelli con i lavori più umili. Mentre mio padre era orgoglioso delle sue radici irlandesi, le celebrava. Questo era un modo diverso di pensare tra mio padre e mio zio, o forse era una differenza di personalità tra due uomini, non so. Ma mio padre pensava che essere irlandese fosse meraviglioso. Siamo andati in Irlanda diverse volte, mia madre ci aveva passato molto tempo e anche a lei piaceva tantissimo. Mia madre condivideva la passione di papà per queste cose e mi ricordo che un giorno mi parlò di una cartolina d'auguri disegnata da mio padre, di cui non sapevo nulla e che conservò fino alla sua morte. (...)Papà amava il modo in cui si parlavano gli irlandesi, amava la loro letteratura, amava le storie di Melville. Amava i folletti [leprechaun il termine usato in inglese e riportato in una nota di chiarimento]. E io sono cresciuta leggendo la letteratura irlandese.
(cfr. l'intervista a Diane Disney Miller, nel libro Prima stella a sinistra, di Mariuccia Ciotta, Bompiani, 2005, pag. 240-241; alla figura dell'immigrato irlandese allude anche il personaggio del gatto Thomas O'Malley ["Romeo" in Italia] nel film d'animazione disneyano Gli Aristogatti [The Aristocats, 1970])
Locandina originale del film disneyano Darby O'Gill e il Re dei folletti (1959)
(fonte)

Disney rese omaggio alle sue origini irlandesi con la produzione del film
Darby O'Gill e il Re dei folletti (Darby O'Gill and the Little People, 1959) - diretto da Robert Stevenson e interpretato da Sean Connery, ispirato a due libri dello scrittore Herminie Templeton Kavanagh -, dove è presente la canzone Pretty Irish Girl (eseguita nell'edizione irlandese da Brendan O'Dowda e Ruby Murray) abbinata alla protagonista femminile di religione cattolica, e dove vengono rappresentate alcune creature tipiche del folklore irlandese come i leprechaun (i folletti incontrati dal protagonista), la banshee (figura femminile caratterizzata da capelli lunghi e dal suo grido/canto, la cui apparizione solitamente preannuncia la morte o la sofferenza di chi la incontra), e il Cóiste Bodhar (aka Death Coach, uno spettrale cocchiere senza testa che carica sulla sua carrozza le persone per portarle nell'aldilà). Una macabra banshee volante appare anche nel video di Promises dei Cranberries, mentre il look di Dolores O'Riordan nel video del brano Animal Instinct sembra rimandare all'aspetto alternativo (vestito bianco e lunghi capelli biondi) che assumono a volte le banshee nel folklore irlandese, dove non sempre sono figure negative. La banshee è inoltre esplicitamente citata dai Cranberries nel testo della canzone The Glory, inserita nell'album Something Else (2017).



La Banshee nel film disneyano Darby O'Gill e il Re dei folletti


Una Banshee, secondo Henry Meynell Rheam
L'illustrazione rimanda alla ballata La Belle Dame sans Merci (1819) di John Keats
(fonte)

L'attenzione a tematiche politiche o sociali come l'immigrazione (in proposito, c'è stato chi, dopo la morte di Dolores, ha parlato di Linger come di una canzone sull'emigrazione dall'Irlanda), o come gli scontri tra l'IRA e le forze dell'ordine britanniche all'origine del celebre brano Zombie (a cui sarà dedicato un articolo apposito del blog), hanno da sempre caratterizzato parte delle canzoni dei Cranberries e dell'attività da solista di Dolores, giungendo a trattare argomenti come la morte di John Lennon (I Just Shot John Lennon, al termine della quale si sentono dei colpi di pistola; la morte di Lennon ha condizionato la vita di Dolores, contribuendo alla sua fobia verso i fan/stalker), la droga (Salvation e Ecstasy), le conseguenze della guerra sui bambini (War Child, scritta pensando alla guerra in Bosnia e incentrata sui bambini coinvolti in un conflitto bellico), il conflitto bellico in Jugoslavia (Bosnia), la "sindrome del terzo giorno" che colpisce le donne dopo il parto (Baby Blues, termine con cui è nota in inglese), la malattia (Stay With Me e Black Widow), il tormento dato dal comportamento scorretto dei giornalisti e 
dalla pressione mediatica (Not SorryFree to Decide, come mostrato in modo esplicito dall'inizio del videoclip del brano), le conseguenze dell'incidente nucleare di Chernobyl sulle persone (Time Is Ticking Out, brano che si lega all'attivismo di Dolores nel raccogliere fondi per i bambini di Chernobyl, aiutando l'associazione Chernobyl Children International, che le ha reso omaggio con questo articolo dopo la sua morte), gli eventi dell'11 settembre 2001 a New York (New New York, inserita come inedito nell'album-raccolta Stars: The Best of 1992-2002), rendendo inoltre omaggio a Kurt Cobain, il leader dei Nirvana morto suicida nel 1994, citandolo nella canzone I'm Still Remembering e verso il quale Dolores rivolse queste parole: "Kurt Cobain era un uomo con un grande cuore, era un'artista molto originale, tutte le sue canzoni erano molto sincere, genuine" (cfr. il documentario Mtv Rockumentary del 1996). I'm Still Remembering fu eseguito dai Cranberries all'interno del concerto acustico filmato nel 1995 per la serie MTV Unplugged (trasmessa con regolarità dal 1989 al 1999, a cui parteciparono artisti come i Nirvana e Alanis Morissette), mentre War Child fu purtroppo interrotta durante il concerto statunitense che i Cranberries tennero al Pine Knob Music Theatre (Michigan, nei pressi di Detroit) - un parco enorme con un auditorium per i concerti, attualmente noto col nome "DTE Energy Music Theatre" -,  nell'agosto 1996, con Dolores che salì sul palco con una vistosa imbracatura al ginocchio sinistro, al quale si era operata pochi mesi prima.

1996: Dolores al Pine Knob
In basso si intravede l'imbracatura al ginocchio sinistro
(fonte)
L'imbracatura indossata da Dolores dopo l'operazione al ginocchio nel 1996
(fonte)

Dell'origine di War Child e di quell'interruzione al Pine Knob se ne parla nel seguente estratto dal sopracitato articolo di Armando Gallo pubblicato sulla rivista Tutto Musica:
"Ho scritto questa canzone con davanti agli occhi le tristi immagini dei bambini di Sarajevo. Noi siamo qui e ci stiamo divertendo: siamo molto fortunati, ma cerchiamo di mandare loro un messaggio di speranza".A metà brano un tizio riesce a saltare sul palco e fa il deficiente. Dolores, che sta cantando con gli occhi chiusi, fa un salto indietro e interrompe la canzone, due tecnici se lo portano via di peso e Dolores gli grida: "Grazie per i bambini, stronzo!". E la band attacca furiosamente altri due bis, che chiudono lo show."Ero con la mente lontana mille chilometri e ho perso concentrazione quando ho visto quel tizio", mi dice il giorno dopo Dolores, quando ci troviamo per fare delle foto con la band. Non ha dormito, e porta un enorme paio d'occhiali scuri. "Ero ancora carica del concerto. Alle tre di notte continuavo a giocare con il telecomando". (...)
Dolores e i suoi occhiali scuri
Da Tutto Musica n. 10, ottobre 1996
Tra i paesi europei l'Italia è quello che si avvicina di più all'Irlanda. C'è il cattolicesimo e l'importanza della famiglia, di stare uniti e di aiutarci, ed emotivamente siamo entrambi molto passionali. Poi ci sono le estremità nere: voi avete la mafia e noi l'IRA. Mi piace vivere nella campagna dove sono nata, ma un giorno vorrei avere una casa anche in Italia.
Foto di Dolores al concerto di Pine Knob nel 1996
Dalla rivista Tutto Musica, n. 10 ottobre 1996




Riguardo all'Italia e all'impegno sociale che ha contraddistinto l'attività musicale dei Cranberries, si ricorda il caso della canzone Paparazzi On Mopeds (inserita nella riedizione del 2002 dell'album Bury the Hatchet), che Dolores scrisse in seguito alla morte di Lady Diana (1961-1997), da lei personalmente incontrata all'evento musicale italiano Pavarotti & Friends che ebbe luogo nel settembre 1995 a Modena, dove Dolores si esibì cantando Ave Maria di Schubert insieme a Luciano Pavarotti (la loro esibizione è stata utilizzata anche durante il funerale di Dolores a Limerick), Linger in coppia con Simon Le Bon dei Duran Duran, e partecipando, con altri artisti, all'esibizione canora conclusiva dell'evento, Nessun dorma. L'Ave Maria commosse Lady Diana, poiché, come da lei stessa raccontato a Dolores, si trattava di una canzone molto amata dalla propria madre, Frances.

Dolores O'Riordan e Luciano Pavarotti cantano l'Ave Maria di Schubert

Dell'edizione 1995 del Pavarotti & Friends (dedicata alle vittime della guerra in Bosnia e caratterizzata in particolare dalla canzone Miss Sarajevo) si fornisce inoltre il seguente resoconto:
Il contingente irlandese che oltre agli U2 comprendeva i Cranberries e i gloriosi Chieftains (che si sono pure divertiti a rifare Jumpin' Jack Flash [brano dei Rolling Stones] in versione gaelica), si è beccato i complimenti di Big Luciano, "gli irlandesi sono come noi, decidono prima con il cuore", ha detto di fronte alle telecamere. Magari tutta questa Irlanda non avrà fatto molto piacere a Lady Diana, seduta in prima fila tra le varie autorità, dal sindaco di Modena al ministro degli Esteri bosniaco [cfr. questo video con servizi giornalistici d'epoca]. (...)

Le spese dello spettacolo costato oltre due miliardi sono coperte dagli sponsor e dagli incassi del disco e del video che saranno tratti dal concerto; tutto il resto dei ricavi andranno a War Child per il progetto di Mostar [riguardava la costruzione di una scuola di musica, inaugurata nel dicembre 1997 con il nome di "Pavarotti Music Centre" (o "Pavarotti Muzicki Centar")].
(cfr. l'articolo Pavarotti & C. voci per la Bosnia, di Alba Solaro, L'Unità, 14/09/1995)
Copertina di Bury the Hatchet (1999), quarto album dei Cranberries
L'immagine è ispirata al romanzo 1984 di George Orwell

Oltre a quell'evento, Dolores venne in Italia in varie altre occasioni (a questo link se ne trova un elenco dettagliato in inglese), apparendo in tv e tenendo concerti con i Cranberries o anche da sola. Tra tutti gli eventi live che la coinvolsero, si offre il resoconto del concerto che nel 1999 tenne a Casalecchio di Reno (Bologna), in occasione della pubblicazione del quarto album dei Cranberries, Bury the Hatchet:
Dolores sembra un elfo dei boschi irlandesi. E saltella incessantemente nei passi della tradizione gaelica. È piccolissima e là in mezzo al palco, contrappuntato da due monoliti che emettono colori e luci, sembra quasi scomparire. Ma quando comincia a cantare giganteggia. Una gigantessa d'Irlanda che sovrasta l'entusiasmo di dodicimila fan. Sold out al Palamalaguti di Casalecchio di Reno, per la prima di domenica, e sold out anche questa sera ad Assago. Per i Cranberries sono solo due le date italiane dell'European Tour. Poco, forse, per tutte le richieste arrivate. (...)
Si fanno le nove e mezza e una luce scesa a stroboscopio comincia a "sotterrare l'ascia". È proprio uno dei brani del nuovo album che si intitola appunto (Bury the hatchet) ad aprire, sul boato del pubblico, la grande serata. Sono le promesse, Promises che Dolores O'Riordan ha scelto per cominciare questo rientro italiano. In parterre sventola una bandiera irlandese, le mani si alzano e le voci accompagnano uno per uno i ventiquattro brani minuziosamente incasellati per dar corpo al progetto. Che è poi un viaggio attraverso i sentimenti, la pace, la religione.
Dal quotidiano L'Unità, 9/11/1999
Dolores balla e canta, balla e suona. Imbraccia una fiammante chitarra elettrica e poi quella acustica. Si siede al pianoforte, intona un motivo al piccolo piano elettrico, raccoglie un maglione e una sciarpa e regala una giacca. Spiega qualche canzone. E intanto, quando è la volta di Daffodil [Lament], il fiore preferito dal poeta John Keats, alla base dei monoliti appaiono i fiori. E quando intona Just my imagination prendono il volo le farfalle.
Otto brani sono tratti dal nuovo album mentre il territorio meno frequentato è quello dell'album mentre il territorio meno frequentato è quello dell'album To the faithful departedÈ, questa, la dimostrazione della volontà di rimuovere un bruttissimo periodo che, circa quattro anni or sono spinse Dolores a farla finita. Poi successe qualcosa, qualcosa di importante: Dolores ebbe un figlio e da quel momento scaturì nuova energia.
Durante il concerto, dedica al figlio la canzone che ha composto per lui, You & me. Dal passato riemergono Salvation, la straordinaria Zombie, il ricordo della sua famiglia, Ode to my family. Intanto, nell'aria vagano i colori. Il rosso e il verde d'Irlanda, l'azzurro del cielo, le stelle. (...)
Chiude con Dreams e il palcoscenico si colora d'azzurro. "Goodbye Bologna", grida prima di andarsene e mentre il pubblico sfolla, gli altoparlanti rimandano una struggente Ave Maria. Le due ore scarse di concerto sono volate via.
(cfr. l'articolo Cranberries, i colori d'Irlanda, di Andrea Guermandi, L'Unità, 9/11/1999)

Dolores O'Riordan con un Teddy Bear
Foto scattata nel 2000 a Limerick da Olaf Heine
(fonte)

La pubblicazione dei dischi, l'esibizione nei concerti, le interviste, le apparizioni mediatiche e tutti gli ulteriori impegni che incombono sui Cranberries in quegli anni, col passare del tempo fanno sentire il loro peso sui membri della band, come dichiarato da Dolores nel 2002, quando avviene la pubblicazione del primo greatest hits del gruppo
:
Dieci anni di carriera, dunque, per cinque dischi e una vita da stars alla quale hanno, inizialmente, avuto difficoltà ad adattarsi: "Dopo il successo dei primi due album - ha raccontato la minuta cantante - ai tempi di "To the Faithful Departed", nel '97, ci siamo trovati davvero sotto pressione, così abbiamo fatto due anni di pausa di riflessione. Il pubblico - conclude - i nostri fans, ci hanno aspettato: ne siamo tornati rinvigoriti". Dalla metà degli anni Novanta le esibizioni della band registrano ormai con regolarità il tutto esaurito negli Stati Uniti, in Europa, in Asia e in Australia.
(cfr. l'articolo Musica e passione con il rock dei Cranberries, di Simone Mercurio, La Stampa, 20/11/2002)
Copertina del greatest hits del 2002

Agli impegni professionali, si sommano poi quelli famigliari e privati, che contribuiscono a pesare su Dolores, sposatasi nel 1994 con Don Burton (il manager dei Duran Duran), dando alla luce tre figli. Il matrimonio termina nel 2014, dando inizio al periodo più oscuro e tormentato della vita della cantante, su cui tanto si è scritto in Italia e all'estero, soprattutto in seguito alla sua morte, parlando dei molti problemi di salute avuti dalla cantante nel corso del tempo: depressione, anoressia, attacchi di panico, esaurimenti nervosi, disturbo bipolare, ecc... Dolores si sentiva trattata come una "cash cow" ("vacca da cui mungere soldi") dal settore della discografia, avvertendo una forte sensazione di solitudine, senza essere soddisfatta del modo in cui le persone pensavano a lei, spiegando che "la gente ti guarda e vede un prodotto. Loro non vedono un'anima. Loro vedono un buco vuoto" (cfr. questo articolo del 2014). Tra i vari progetti musicali che Dolores avrebbe voluto realizzare per rinnovarsi come musicista, c'era il progetto della collaborazione per un album di inediti con Angelo Badalamenti - il compositore noto per la sua collaborazione con David Lynch e Julee Cruise (insieme realizzarono l'album Floating into the Night [1989] e la colonna sonora di Twin Peaks) -, che iniziò prima della loro partecipazione alle musiche del film Evilenko (2004) di David Grieco, come ricordato da Badalamenti:

Mi ha chiamato la cantante dei Cranberries, Dolores O'Riordan. Mi ha proposto di incontrarci e collaborare. Vorrebbe distaccarsi dallo stile tipico dei Cranberries e fare qualcosa di diverso, di nuovo... Non abbiamo ancora le idee chiare, ma ci vedremo prima o poi, impegni e progetti permettendo. Mi piacerebbe lavorare con lei, ha talento. Anche David [Grieco] l'ammira molto per la speciale "prepotenza" della sua voce. Dal nostro incontro potrebbe nascere qualcosa di originale (...). Mi piacerebbe scrivere di più, perché ho iniziato come cantautore. Scrivevo pezzi di Rhythm and Blues, e di musica nera, il genere di Nina Simone, Nancy Wilson e Melba Moore.
(cfr. l'intervista a Angelo Badalamenti presente negli extra dell'edizione a due dischi del film Evilenko, pubblicata da Mikado-Dolmen nel 2010; della collaborazione tra il compositore e Dolores, si è parlato anche in questo articolo inglese di un sito web dedicato a Twin Peaks e in quest'intervista a Badalamenti risalente al 2015, a cui va aggiunto quest'altro articolo in cui viene spiegato che i due hanno collaborato principalmente via internet, senza incontrarsi di persona)

Copertina della rivista irlandese Hot Press dedicata alla scomparsa di Dolores
(fonte)

Da questa collaborazione tra i due non è attualmente noto quanti brani siano stati effettivamente realizzati (esiste ad esempio la canzone The Butterfly, ascoltabile su youtube e pubblicata nell'album For the Record [2006] di Badalamenti). Nonostante la sua morte, Dolores può quindi ancora sorprendere il pubblico che in tutto il mondo l'ha amata e per il quale lei continuerà sempre a essere un importante punto di riferimento con la sua attività musicale, la sua sensibilità, il suo impegno sociale e il suo profondo affetto verso i bambini di tutto il mondo, mentre per la sua città, Limerick, lei continuerà a rappresentare un'importante artista che ha contribuito a riscattare la sua cittadina da un difficile passato, trasmettendo un'immagine più positiva di essa al resto del mondo.



Dolores O'Riordan, la "regina" di Limerick
(fonte)

Nessun commento:

Posta un commento

Per informazioni sulla gestione della privacy degli utenti che decidono di postare un commento su questo blog, si rimanda a questa pagina del blog:
https://alemontosi.blogspot.it/p/cookie-privacy-e-policy.html