domenica 15 giugno 2014

David Lynch e l'ideazione di Twin Peaks



Twin Peaks (1990-1991, o "I segreti di Twin Peaks" come venne ribattezzata in Italia nel 1991) è una delle serie televisive più importanti degli anni '90, sebbene la sua produzione e la sua messa in onda negli USA e in altri paesi (come l'Italia) abbiano dovuto scontrarsi con numerosi problemi, che l'hanno condotta ad una conclusione prematura. Grazie principalmente al libro-intervista Lynch secondo Lynch di Chris Rodley (edito da Baldini & Castoldi nel 1998 e attualmente fuori catalogo), testo fondamentale per comprendere realmente il regista David Lynch e molte delle sue opere (il libro si interrompe trattando il film Strade Perdute, prodotto nel 1997), si riportano alcuni degli avvenimenti principali che segnarono l'ideazione di questo telefilm di culto che, fin da subito, dovette scontrarsi con obblighi contrattuali, scadenze e imprevisti, a cui Lynch seppe creativamente reagire in modo esemplare.


L'IDEAZIONE


Inizialmente, David Lynch entrò in contatto con Mark Frost, il futuro co-creatore di Twin Peaks, aderendo alla proposta di un produttore della Warner Bros. interessato a fargli dirigere un film su Marylin Monroe, basato sul libro Goddess: The Secret Lives of Marylin Monroe di Anthony Summers e sceneggiato da Frost. Egli si incontrò con Lynch, ma dalla loro frequentazione nacque la sceneggiatura per una commedia, intitolata "One Salive Bubble", che però, come nel caso del film tratto da Goddess, fu un progetto che non riuscì mai a concretizzarsi. Tuttavia i due continuarono a frequentarsi e, come ricordato da Lynch, "a un tratto ci venne in mente l'immagine di un corpo avvolto nella plastica e trasportato dalla corrente di un lago. (...) Fu così che ebbe inizio la cosa" (cfr. Lynch secondo Lynch di Rodley, pag. 223). Va però aggiunto che le immagini del ritrovamento del corpo di Laura Palmer nell'episodio pilota di Twin Peaks, presentano diverse analogie con le scene del ritrovamento del corpo senza vita di una ragazza nel film I ragazzi del fiume ("River's Edge", 1986) diretto da Tim Hunter, compagno di corso di Lynch all'AFI (American Film Institute) e suo grande amico, che in seguito diresse alcune puntate di Twin Peaks. Come chiarito da Lynch, Hunter, in precedenza, gli "aveva mostrato tutti i suoi primi film, davvero straordinari; aveva un'ossessione per i mondi onirici tipo Shangri-las! Faceva delle cose davvero forti ed ero convinto che fosse uno di quelli destinati a sfondare. Sono sempre stato un suo fan". (cfr. pag. 244). Il trailer di I ragazzi del fiume (dal quale emergono anche ulteriori analogie con Twin Peaks) è qui visionabile.

Mentre Lynch e Frost riflettevano sul da farsi, l'agente del regista, Tony Krantz, insistette nel proporre loro di creare qualcosa per la televisione, sebbene essa per Lynch fosse "un medium orrendo, ma Tony continuava a insistere che se io e Mark ci fossimo messi assieme avremmo potuto produrre qualcosa di magico. Così, per scherzo, iniziammo a buttare giù delle idee. Presto ce ne innamorammo e una volta che ti innamori di idee e personaggi non importa più con quali mezzi li esprimi. Non potevamo più liberarcene. Ci presentammo all'ABC e da lì le cose sono andate avanti da sole" (cfr. l'articolo-intervista Twin Peaks di Lorenzo Soria, La Stampa, 8/01/1991). Così Lynch, affascinato dall'idea di una lunghissima storia a episodi, ha ricordato i momenti successivi della preparazione della sceneggiatura dell'episodio pilota della serie, per la quale lui e Frost attinsero anche ai ricordi del periodo in cui il regista viveva nel nord-ovest degli USA, vicino all'Oceano Pacifico:
Inizialmente, il progetto doveva chiamarsi "North Dakota". Ma in quello Stato tutto è deserto e noi volevamo alberi e foreste, così piano piano iniziammo a spostarci nella parte settentrionale della West Coast. Per un po' il titolo provvisorio divenne "Northwest Passage". Ma mentre entravamo nei dettagli di questa cittadina e iniziavamo a immaginare le persone che ci abitavano e quello che facevano, a pensare al lago su cui all'inizio affiora il corpo di Laura Palmer, continuavamo a vedere queste due montagne sullo sfondo. E così è venuto fuori il nome "Twin Peaks". (cfr. il sopracitato articolo di Lorenzo Soria). 
Quando vivevo nel nord-ovest, vicino al Pacifico, ho visto molte cose strane in quelle foreste. Avevo l'impressione che la gente raccontasse solo il dieci per cento di quel che sapeva. Stava a te scoprire l'altro novanta per cento. (...) A Twin Peaks ci sono due mondi: quello visibile col sole che sorge e tramonta, con la gente che va al lavoro, le auto sulle autostrade, e quello invisibile con le forze benigne e maligne che lottano per il potere, governate dall'energia. Un evento particolare, un amore, un assassinio, un incidente d'auto, scatenano energia. Quanti si trovano presi in questo inferno della psiche sono avvolti nel fuoco e non possono farci nulla. (cfr. l'articolo Quei maledetti sette giorni di Stefania Barile, Radiocorriere TV n. 44, novembre 1992).

LA PROPOSTA ALL'ABC


Così Lynch ricorda la sceneggiatura che, insieme a Frost, propose alla ABC:
Il tema principale era il mistero di chi ha ucciso Laura Palmer, che però poi sarebbe scivolato leggermente in secondo piano a favore degli altri abitanti della città e dei loro problemi. Ogni settimana l'episodio si sarebbe concentrato su alcuni aspetti. Il progetto era di mescolare un poliziesco a una soap opera. Avevamo disegnato una piantina della città e conoscevamo la posizione di ogni cosa; questo ci aiutò a stabilire l'atmosfera dominante e ciò che vi sarebbe accaduto. È difficile dire come Twin Peaks sia diventato Twin Peaks. Forse non sapevamo nemmeno noi che cosa fosse. Ma alla ABC dissero che volevano fare il pilot. (cfr. pag. 225 del sopracitato libro di Rodley).
Radiocorriere TV n. 4,
gennaio-febbraio 1991
In seguito, Robert Iger, responsabile dell'ABC, dichiarò: "Abbiamo rischiato, sperando che i telespettatori si aprissero alle novità e ai paradossi di Lynch" (cfr. l'articolo Quando la soap diventa thriller di Venanzio Ciampa, in Radiocorriere TV n. 4, febbraio 1991). Per il lancio promozionale della serie negli USA e nel resto del mondo, l'ABC decise di puntare proprio sul mistero dell'identità dell'assassino di Laura, formulando la frase di lancio "Chi ha ucciso Laura Palmer?". Essa, da un lato contribuì ad attirare l'attenzione e l'interesse del pubblico, ma dall'altro ebbe anche degli effetti negativi poiché, nel corso della messa in onda, gli spettatori erano sempre più impazienti di conoscere l'identità del colpevole, ritenendo che fosse quello l'unico motivo per cui valesse la pena seguire il telefilm, trascurando invece le vere intenzioni di Lynch e Frost, esplicitate dal secondo in questa sua dichiarazione, rilasciata quando gli ascolti della serie iniziarono a scendere negli USA: "Vogliamo che gli spettatori comincino a rendersi conto che nel telefilm non c'è soltanto Laura Palmer" (cfr. l'articolo Calo in USA - Ombre scure per il futuro di Giuseppe Ballaris, La Stampa, 17/01/1991). Pur di venire a conoscenza dell'identità del colpevole, negli USA, alcune persone erano disposte ad andare alla ricerca della vhs edita dalla Warner Bros. in alcuni paesi europei, dove all'episodio pilota di Twin Peaks erano stati aggiunti circa 20 minuti in cui si credeva che venisse fatta chiarezza sull'omicidio di Laura Palmer.

LE RIPRESE DEL PILOT


Radiocorriere TV n. 7,
febbraio 1991
Nell'arco di 24 giorni segnati da un forte freddo, vennero effettuate le riprese dell'episodio pilota di Twin Peaks, durante le quali Lynch seppe prestare molta attenzione ad alcuni imprevisti e alla scelta delle location in cui filmare, come la vecchia segheria - in cui lavorava una donna addetta al controllo dei ceppi tagliati, fonte di ispirazione per il personaggio della "signora ceppo" presente nel telefilm - che si vede nella sigla di testa e che esprime il forte interesse di Lynch verso le fabbriche (presente in molte sue opere e ben approfondito nel documentario Lynch, 2007, di black AND White), da lui così motivato: "le macchine mi appassionano, le amo profondamente: rappresentano la forza, l'energia... Davanti alle macchine, in una fabbrica per esempio, ho l'impressione di trovarmi di fronte alla potenza stessa... Sono anche come una musica, perché sono orchestrate... Un martello cade, un pistone sale, qualcos'altro si muove, si solleva, ecc... Mi piacciono i martellamenti, il fuoco, il vapore, il fumo, il metallo, la varietà dei materiali. E le fabbriche sono fatte per costruire e non per distruggere" (cfr. David Lynch di Riccardo Caccia, Il Castoro, edizione del 2000, pag. 9). A questo suo interesse, va aggiunto che gli alberi e il legno che Lynch apprezza maggiormente sono i Douglas fir - noti in Italia col nome di "l'abete di Douglas" o di "douglasia costiera" -, citati nel corso di un dialogo tra l'agente dell'FBI Dale Cooper e lo sceriffo Harry Truman, durante l'episodio pilota.

Riguardo alla vecchia segheria, essa venne demolita circa due mesi dopo l'arrivo di Lynch e della sua troupe, e, malgrado le diverse intenzioni iniziali del regista, le immagini girate al suo interno (come le lame della sega), vennero inserite nella sigla di testa del telefilm, della quale esistono due versioni: nella prima, quella utilizzata per l'episodio pilota, vi sono più immagini dei macchinari interni della segheria e il titolo "Twin Peaks" appare sovraimpresso alle immagini delle lame in azione, mentre nella seconda edizione della sigla, le immagini dei macchinari della segheria sono più brevi e il logo "Twin Peaks" appare nell'inquadratura dove è presente il cartello "Welcome to Twin Peaks".

Cd di Falling

Riguardo al celebre brano musicale composto da Angelo Badalamenti e utilizzato come sigla di testa del telefilm, si coglie l'occasione per indicarne il titolo, Falling (lett. "cadendo"), e per precisare che di esso esistono due versioni: quella strumentale e quella cantata da Julee Cruise con il testo scritto da Lynch. Queste due versioni del brano rappresentano in modo esemplare la natura ambigua della serie, che coniuga misteri e inquietudini (ben suggerite dalla versione strumentale) a storie d'amore (nell'edizione cantata dalla Cruise, Falling è appunto una canzone d'amore, in cui si allude all'espressione "falling in love", cioè all'innamorarsi). A questo link, è disponibile il videoclip ufficiale di Falling, contenente varie immagini del telefilm.

Grazie al successo internazionale di Twin Peaks, Falling è divenuto un brano estremamente popolare ed è molto probabilmente servito come fonte di ispirazione a Hideki Taniuchi e Yoshihisa Hirano per la creazione del brano strumentale Intoro (aka "Intro", inserito nel cd Death Note Original Soundtrack II edito nel 2007) appartenente alla colonna sonora della serie animata nipponica Death Note (2006-2007), come se ne può facilmente dedurre dal suo ascolto.

Tornando a parlare di location della serie, oltre alla volontà di Lynch di creare ambienti che ibridassero gli anni '50 e '90, merita di essere ricordato il Double R Diner frequentato da molti dei personaggi principali e realmente esistente, al quale Lynch si affezionò molto: "Quando arrivammo là, la proprietaria - si chiamava Peggy, credo - faceva sì e no sei torte al giorno, forse meno. Dopo Twin Peaks ne faceva sessanta! Gli autobus scaricavano davanti al locale tedeschi, giapponesi, gente da tutto il mondo che entrava nel diner e prendeva caffè con torta alle ciliegie. Quel posto rimarrà per sempre sulle carte!" (cfr. pag. 227-228 del sopracitato libro di Rodley). Oltre al caffè e alle torte di ciliegie, che hanno acquistato una rilevanza crescente nel corso delle riprese, in quel periodo Lynch prediligeva molto anche i ciambellotti al cioccolato, facendo apparire anch'essi in un'ironica scena dell'episodio pilota.


I ciambellotti nell'episodio pilota di Twin Peaks


IL FINALE ALTERNATIVO DEL PILOT


Per riuscire a realizzare con un budget adeguato le riprese dell'episodio pilota, Lynch è però costretto ad accettare alcune condizioni contrattuali che daranno origine al finale alternativo dell'episodio pilota - questa edizione del pilot venne distribuita in vhs, in Italia, dalla Warner nel 1991, presentandola come il "film tratto dal famoso serial televisivo" - e ad alcune delle successive e celebri svolte narrative che avverranno nel corso della realizzazione delle puntate successive. È lo stesso Lynch a raccontare come andarono le cose:
Retro della vhs Warner
La ABC stanzia una certa cifra per il pilot, o per un episodio, ma, chissà perché, non è mai sufficiente; è quasi una regola. Per cui devi trovare un finanziamento per colmare il deficit; ciò significa che un'altra società deve metterci il resto dei soldi, che non sono poi moltissimi. In realtà è una truffa: in cambio della miseria che ti danno ottengono i diritti per tutto il mondo. Chi è furbo non accetterebbe mai, e farebbe l'episodio con i soldi della ABC. Un po' di buon senso! Ma nel nostro caso ci convinsero: "Si fa così e basta". In seguito, a lavorazione iniziata, mi diedero altre indicazioni. Me ne avevano già parlato, ma non gli avevo dato ascolto. Alzarono la voce sempre di più, finché capii: "Devi girare un altro finale. Ci vuole un finale per i mercati stranieri". Avevo sempre creduto che, se mi fosse mai capitato, avrei risposto: "Scordatevelo!". Chiunque, credo, si sarebbe limitato ad attaccarci un finale posticcio, ma con quale coraggio? Se una cosa esce con la tua firma deve avere un senso, giusto? (cfr. pag. 230 del sopracitato libro di Rodley).
Non ricordo con precisione l'ordine degli eventi, ma nel pilot c'era un uomo senza un braccio, Mike. Una sorta di omaggio alla serie tv Il Fuggitivo (The Fugitive) ["Il Fuggiasco", in Italia; serie statunitense prodotta negli anni '60 e trasmessa dalla ABC, in cui il protagonista è a caccia di un uomo con un braccio solo, che gli ha ucciso la moglie]. La sola cosa che doveva fare era uscire da un ascensore. Nient'altro. (...) Fu scritturato perché aveva solo un braccio, ma si rivelò un grande attore e una persona squisita! Sono cose che fanno riflettere. Un giorno, andando a lavorare, avevo scritto queste parole: "Fra le tenebre del passato futuro il mago brama di scrutare. Qualcuno recita, a metà tra due mondi: 'Fuoco - cammina con me'". Quel giorno dovevamo girare molte scene in un ospedale, e stavamo raccogliendo materiale per il finale che dovevamo fare. Tastavamo il terreno. Arrivano Cooper e Truman e trovano questo Mike che pronuncia quei versi nel buio quasi completo, con una voce fantastica. (...) Fu più o meno così che venne fuori tutta la faccenda di Killer Bob. (cfr. pag. 232 del sopracitato libro di Rodley).
Questo finale alternativo aggiunto all'episodio pilota, ha inizio quando la madre di Laura Palmer, Sarah, ha una sorta di visione o di incubo. Nell'edizione a tutti nota dell'episodio, la donna vede delle mani che ritrovano l'altra metà della catenina a forma di cuore che apparteneva a sua figlia, mentre nel finale alternativo la donna rievoca il momento in cui era andata a cercare Laura nella sua camera da letto, al piano di sopra, senza trovarla. Durante questa visione, ai piedi del letto di sua figlia, appare improvvisamente un uomo misterioso coi capelli lunghi, la cui presenza spaventa fortemente la donna e ne spinge il marito ad informare, con una telefonata, l'assistente dello sceriffo Truman.


La madre di Laura e il volto di Bob, riflesso nello specchio

Bob ai piedi del letto di Laura
L'apparizione di questo uomo misterioso è in realtà dovuta ad una serie di errori avvenuti durante le riprese, in cui Frank Silva, assistente dello scenografo, si trovava per caso in quella stanza per poi apparire, erroneamente, anche riflesso in uno specchio mentre veniva girata la scena in cui la madre di Laura si sveglia spaventata dall'incubo legato a sua figlia. Per via di queste casualità, Lynch decise di servirsi di Frank Silva come attore, filmandolo, in una ripresa panoramica all'interno della camera di Laura Palmer, ai piedi del letto della ragazza, senza aggiungervi null'altro e senza avere del tutto chiaro come sviluppare questo spunto, che si rivelò però fondamentale nel prosieguo delle riprese del finale alternativo e degli altri episodi della serie, in quanto Frank Silva divenne l'interprete di Bob, uno spirito malvagio appartenente ad un'altra dimensione, la Loggia Nera.

Tornando al prosieguo del finale alternativo, in esso Cooper viene svegliato nella notte dalla telefonata di Mike, l'uomo con un braccio solo, che lo invita a raggiungerlo in ospedale, nella stanza in cui l'agente aveva esaminato il corpo di Laura. Cooper e Truman raggiungono quella stanza, dove Mike fa loro questo discorso, derivante dalle parole che si era appuntato Lynch: "Nell'oscurità di un futuro passato, il mago desidera vedere. Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l'altro. Fuoco cammina con me. Noi viviamo tra la gente, tu lo chiameresti un negozio conveniente. Noi ci viviamo sopra. Proprio così, come lo vedi tu. Il mio nome è Mike ed il suo... il suo è Bob". Queste parole appaiono anche nel terzo episodio del telefilm, durante un sogno dell'agente Cooper, anche se tradotte in modo diverso ed errato nell'edizione italiana della puntata (qui si trova la spiegazione dell'errore), dove la frase "un uomo canta una canzone tra questo mondo e l'altro" si trasforma in "non esiste che un'opportunità tra questo mondo e l'altro". Va inoltre aggiunto che il riferimento a "un futuro passato", è legato ad uno spunto narrativo che purtroppo Lynch non riuscì mai a sviluppare nel corso del telefilm, limitandosi a riprenderlo solo nel film Fuoco cammina con me, il prequel della serie che venne girato nel 1992.


L'incontro tra Bob, Cooper e Truman nel finale alternativo

Mike poi riconosce Bob nel secondo indentikit che gli mostrano Cooper e Truman, corrispondente all'aspetto dell'uomo visto, durante la sua visione, dalla madre di Laura. Mike informa i due uomini che troveranno Bob nel sotterraneo dell'ospedale, dove ci sono le caldaie. Quando Cooper e Truman giungono nel sotterraneo, Bob, che ha creato sul pavimento un cerchio con delle candele, non oppone loro nessuna resistenza, dicendoli: "Salve, benvenuti nel rifugio dell'assassino. Scendete, non vi farò alcun male. Venite avanti. C'è anche Mike con voi?", per poi aggiungere, riferendosi a Mike, "Ti catturerò, con il mio sacco mortale".

Cooper nella Stanza Rossa,
dal finale alternativo
Bob rivela che le lettere ritrovate sotto le unghie dei corpi di Laura Palmer e di un'altra sua vittima, Teresa Banks, indicavano "Robert", cioè il suo nome di battesimo. Improvvisamente Mike spara a Bob, provocando la sua stessa morte, in quanto viene lasciato intendere che le esistenze dei due fossero strettamente collegate l'una all'altra, e che la morte di uno di loro avrebbe di conseguenza provocato anche la morte dell'altro. A questo punto, Cooper dice "Esprimi un desiderio" e un vento misterioso spegne le candele sul pavimento. Nell'inquadratura successiva Cooper, visibilmente invecchiato, si trova in una stanza dalle tende rosse, dove ci sono anche un misterioso nano (indicato come "man from another place", nei titoli di coda) e una donna somigliante a Laura Palmer...

Eraserhead - La mente che cancella (1977)

Come nel caso dell'ideazione di Bob, Lynch, sul punto di ultimare la lavorazione dell'episodio pilota, si affidò a intuito e improvvisazione per la creazione della Stanza Rossa, la quale, oltre ad avergli offerto la possibilità di lavorare con l'attore Michael J. Anderson che lo aveva colpito per i suoi vestiti bizzarri - quando Lynch lo incontrò per la prima volta, Anderson indossava scarpe ed abiti dorati -, si ricollega per varie ragioni anche ad alcuni elementi (scenografici e surreali) presenti nel primo film del regista, Eraserhead - La mente che cancella (1977), come da lui stesso ricordato:
"In Eraserhead doveva esserci un barbone che vendeva matite, e volevo che parlasse in modo strano. Nel 1971 Alan Splet e io avevamo registrato la mia voce che diceva, più o meno: "Ho delle matite", e l'avevamo fatta scorrere a ritroso. Io avevo memorizzato la frase al contrario e poi l'avevo ripetuta: era perfetta! Mi ricordai di quell'episodio, conobbi Mike [Anderson, il futuro interprete di "man from another place"] e... vidi quella stanza, la Stanza Rossa. Tutto quanto, Cooper e il piccolo Mike. Così in seguito riprendemmo la scena al contrario, e non solo fu la scena più divertente che avessi mai girato, ma anche il risultato fu straordinario. Non sapevo che cosa significasse, ma s'integrava bene. Era stata girata per il finale della versione europea, ma mi aprì un gran numero di opportunità". (cfr. pag. 233 del sopracitato libro di Rodley)
"Il finale poteva anche sembrare del tutto autonomo. L'ho rivisto non molto tempo fa. Succede tutto molto velocemente e comunque non c'è niente di veramente elaborato; erano tutte indicazioni per il futuro". (cfr. pag. 235 del sopracitato libro di Rodley).
Gran parte di queste scene vennero inserite, in versione rielaborata e rimontata, nel finale del già citato terzo episodio della serie tv, durante il sogno di Cooper. Ciò che poi accade nelle puntate successive e la conseguente presenza di elementi soprannaturali in Twin Peaks, è nota a tutti i suoi spettatori e cultori, anche se potrebbe riservare qualche ulteriore sorpresa, perché non solo i gufi non sono ciò che sembrano nel mondo di Twin Peaks e nel cinema di David Lynch...


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