domenica 20 luglio 2014

Twin Peaks - La scelta di Sheryl Lee, il tema dell'incesto, la "rosa blu", la cura del linguaggio e gli errori dell'edizione italiana



Con il film Fuoco cammina con me (1992) David Lynch consentì ad un'attrice fino ad allora poco nota, Sheryl Lee, di avere la grande occasione per dimostrare il proprio talento in un difficile ruolo da protagonista, riaffidandole il personaggio di Laura Palmer, di cui la pellicola racconta gli ultimi 7 giorni di vita, segnati dal suo istinto autodistruttivo derivante dai continui abusi sessuali a cui venne sottoposta dal padre fin dall'età di 12 anni. Purtroppo parte dell'impegno dell'attrice nella recitazione è andato perduto e stravolto nell'edizione italiana, dove fatica ad emergere anche l'estrema cura, da parte di Lynch, nel sonoro e nell'uso del linguaggio con cui far parlare i suoi personaggi, composto dal ricorso a particolari effetti di pronuncia e a termini con molteplici significati.


Inizialmente, la scelta di Sheryl Lee per il ruolo di Laura Palmer al momento della preparazione dell'episodio pilota della serie tv, avvenne in modo quasi casuale da parte di Lynch, come da lui stesso ricordato nel libro-intervista Lynch secondo Lynch (Baldini & Castoldi, 1998) di Chris Rodley:
La scegliemmo da una foto. Sapevamo che avremmo girato a Seattle e, dato che quel personaggio era morto e quindi non aveva battute, non volevamo prendere qualcuno di Los Angeles, a cui avremmo dovuto pagare alloggio, diaria e tutto il resto solo per interpretare il ruolo di un cadavere: doveva essere qualcuno di Seattle. Feci scorrere un enorme mucchio di foto e, a un certo punto, eccola lì: ebbi subito la sensazione di aver trovato il soggetto giusto! Fu così che arrivò Sheryl Lee, anche se non era esattamente come nel ritratto. A volte ti capita di vedere una persona in foto e ti sembra di sognare, e poi quando la vedi in carne e ossa il sogno svanisce. Ma in quel caso non fu così: spiegai alla ragazza che volevo che il suo corpo, tinto di una tonalità grigiastra, giacesse esanime sulla sponda di un fiume. Lei accettò. In seguito confessò che era molto nervosa e che aveva lavorato passivamente. A nessuno però, né a Mark [Frost, il co-creatore di Twin Peaks], né a me né ad altri, era mai venuto in mente che sapesse recitare, o che avrebbe avuto un impatto tanto forte nel ruolo di una morta, e nemmeno quanto sarebbe stata importante quella piccola decisione. 
(cfr. pag. 241).
 
Durante le riprese con lei faceva un freddo cane, si gelava. Se ne stava sdraiata là fuori, e ogni tanto dovevamo metterla al riparo dietro un tronco gigante dove avevamo preparato coperte e scaldini. Faceva cinque metri di corsa e poi entrava in una piccola tenda, al caldo, e ci rimaneva finché non le si rialzava la temperatura corporea, dopodiché usciva di nuovo e tornavamo a girare. Era uno spettacolo. E poi, sai, un giorno c'era e il giorno dopo non c'era più. Mentalmente però, era presente in ogni scena. (...) 
Sheryl aveva già girato un'altra scena - il video con Donna [Lara Flynn Boyle] al picnic - e fu quella a farmi decidere. Mi dissi: "Accidenti! Quella ragazza ha presenza scenica e capacità naturali". Voleva fare l'attrice ed era a Seattle per recitare. Ma fu quella scena, quella piccola scena del ballo, a trasformare tutto in realtà. 
(cfr. pag. 243).
La scena del ballo di Laura e Donna che colpì David Lynch
Dall'episodio pilota

Sorpreso dal talento della Lee, Lynch la coinvolse nella realizzazione del "finale" dell'episodio pilota creato per il mercato home video europeo, in cui Laura appare all'interno della Stanza Rossa insieme all'agente Dale Cooper (Kyle MacLachlan) e al misterioso "man from another place" (Michael J. Anderson), riutilizzando poi questa sequenza al termine del terzo episodio della serie tv, inserendola come sogno dell'agente Cooper. Una delle particolarità di quella sequenza, è che Sheryl Lee e Michael Anderson recitano le proprie battute al contrario, ripetendo la stessa modalità anche per i successivi dialoghi, presenti in altre puntate del telefilm e del film, pronunciati in quella Stanza. Come ricordato dalla Lee (nel documentario presente come extra nel dvd di Fuoco cammina con me edito da Cecchi Gori nel 2003), in quelle sequenze ciò che doveva recitare "non erano parole semplici come 'cat' che diventa 'tac'", ma frasi molto più articolate e complesse che sono divenute una caratteristica peculiare di Twin Peaks. Riguardo a questa tipologia di recitazione, Anderson, ricordando le richieste di Lynch, si è così espresso:
Mi disse di imparare le battute al contrario senza sapere che alle elementari parlavamo sempre così, era il nostro linguaggio in codice. Parole pronunciate alla rovescia, che diventano comprensibili risentendole al contrario [come nel caso di "Redrum/Murder" in Shining (1980) di Stanley Kubrick]. Non conoscevamo David Lynch alle elementari, era un'idea nostra! Lui credeva di dovermi insegnare come fare e quando si accorse che lo sapevo fare benissimo, aggiunse battute al contrario agli altri attori e io divenni l'insegnante ufficiale. (...) Prendiamo la parola "Garmonbozia". Bisogna procedere per fonemi: "zia" diventerà "aiz", "bo" diventerà "ob" (...).
Dai tempi di Twin Peaks, i fan mi hanno mandato palindromi da tutto il mondo. Sapete cos'è un palindromo? Sono parole che possono leggersi in entrambi i sensi. Me ne sono arrivati tantissimi, in varie lingue, in latino, in tedesco! Alcuni sono molto brevi, altri incredibilmente lunghi. Il palindromo più lungo e quello che preferisco è: "Go hang a salami, I'm a lasagna hog".
 
(cfr. il sopracitato documentario nel dvd Cecchi Gori).
[Anderson ha anche realizzato un ironico e breve video (qui disponibile), in cui fornisce delle brevi lezioni su come pronunciare le parole al contrario]
Un esempio di frase palindroma, pronunciata da Michael J. Anderson in Twin Peaks
Nella versione italiana la frase è stata tradotta con "Ehi, Bob, ehi", perdendone la peculiarità palindroma
La frase è tratta dall'ultima puntata della seconda serie di Twin Peaks

Riguardo all'abilità di Anderson nel parlare al contrario, Lynch ne parlò ironicamente durante una sua partecipazione al programma David Letterman Show ("Late Show with David Letterman") nel 1991, riferendosi però alle scuole superiori e non alle elementari:
È lui che parlava al contrario sin dalle superiori. (...) Non sapevo che parlasse al contrario, gli ho chiesto di prepararsi a farlo e lui ha detto "no problem".
Angelo Badalamenti, Michael J. Anderson e David Lynch a Cannes nel 1992
(fonte)

L'inversione della pronuncia delle parole nella Stanza Rossa è uno degli elementi da cui risalta l'estrema attenzione che Lynch ha riposto nella cura del linguaggio e della recitazione dei suoi attori, caratteristiche che purtroppo sono estremamente difficili da tradurre e doppiare nella nostra lingua, basti pensare al già citato caso (in questo articolo) di un grave errore di traduzione durante il sogno dell'agente Cooper nel terzo episodio della serie, o, in Fuoco cammina con me, alla sequenza che viene raccontata da Phillip Jeffries (David Bowie) in cui lui, nella versione originale, afferma di aver assistito ad un incontro tra figure misteriose (il nano, Bob e altri esseri) facendo riferimento al "negozio conveniente" di cui parla Mike (l'uomo con un braccio solo) durante il sopracitato sogno di Cooper, mentre nell'edizione italiana Jeffries parla di "negozio di casalinghi", rendendo meno chiaro il riferimento a Mike e al "negozio conveniente". Questa scena, interamente doppiata in italiano e così disponibile nel dvd Cecchi Gori, è stata inserita parzialmente in lingua inglese all'interno dell'edizione in dvd curata dalla Paramount nel 2007.



Il "negozio conveniente" con la garmonbozia,
dal film Fuoco cammina con me

Ancor più grave è quanto avviene nel finale del film, durante la sequenza nella Stanza Rossa in cui Mike e il suo "braccio mancante" (il nano, che aveva affermato di "essere il braccio" e che si trova infatti seduto alla sinistra dell'uomo), chiedono a Bob di dar loro tutta la "garmonbozia", elemento di cui si nutrono gli spiriti della Loggia Nera, dall'aspetto simile a una minestrina di mais o di grano. Nell'edizione originale del film, Lynch inserì in questa sequenza dei sottotitoli in inglese per rendere più facilmente comprensibile ciò che dicono i due personaggi, aggiungendovi tra parentesi, il significato di "garmonbozia" - "pain and sorrow", cioè "dolore e afflizione", il che fa pensare che possa trattarsi di una metafora di coloro che traggono piacere dall'arrecare sofferenza al prossimo, commettendo una violenza sessuale o arricchendosi spacciando droga -, che è invece omesso nell'edizione italiana del film. La scena in lingua originale, con questi sottotitoli in inglese chiarificatori, è visionabile a questo link.


Un ulteriore problema nell'edizione italiana del film riguarda le diversi accezioni con cui, nell'edizione originale, è utilizzata la parola "blu", legata principalmente alla rosa blu ("rosa azzurra" nel doppiaggio italiano) dal significato misterioso che si vede all'inizio del film e che è associata all'omicidio della diciassettenne Teresa Banks (Pamela Gidley). Il termine "blu" torna in altre due occasioni nel corso del film:
  1. Nel primo caso, quando una donna misteriosa, Julee Cruise, canta la canzone Questions in a world of blue ("Domande in un mondo di blu", dove il colore, come da tradizione statunitense, può essere associato alla malinconia, cfr. l'espressione "have the blues") all'interno di un locale, che si può udire anche nell'edizione italiana facendo attenzione alle parole del brano. Va inoltre aggiunto che, nelle ultime immagini del film, Laura è illuminata da una luce blu all'interno della Stanza Rossa, il che sottolinea, probabilmente, la tristezza che la pervade, riallacciandosi alle emozioni da lei provate durante l'ascolto di Questions in a world of blue;
  2. Julee Cruise nel film
  3. Nel secondo caso, all'interno della sequenza in cui Mike incontra Leland e Laura, accusando l'uomo di aver rubato tutto il granturco - "corn" in originale, parola che si riferisce all'aspetto della garmonbozia e che viene usata anche da Laura, la quale, prima di un rapporto sessuale con James a scuola, dice di essere ormai spacciata: "I'm gone, long gone like a turkey in the corn", espressione (tradotta come "tacchino incenerito" nel doppiaggio italiano), che sembrerebbe alludere a un tacchino pronto per essere servito a tavola insieme alla minestra di grano, cioè alla garmonbozia; "turkey in the corn" è probabilmente anche una citazione della canzone blues Long gone like a turkey through the corn di Lightnin' Hopkins, risalente agli anni '60 -, provocando una forte reazione emotiva nei due, tanto che Leland, sconvolto, conduce frettolosamente la sua auto da un meccanico per poi descrivere, per ben due volte, Mike come "a man comes out of the blue" (tradotto nel doppiaggio italiano come "un pazzo che spunta dal nulla" e, nella seconda citazione, come "un pazzo"), espressione che allude a "out of the blue", cioè a un evento improvviso e inatteso accaduto con il cielo blu, simile al nostro "un fulmine a ciel sereno". In questo secondo caso, il blu è dunque associato alle parole furiose di Mike (negli USA, esiste l'espressione "blue in the face", cioè "livido di rabbia"), uno degli abitanti della Loggia Nera che è al corrente dell'omicidio di Teresa Banks commesso da Leland/Bob, che in quest'occasione fa riferimento al "negozio" e che cerca di rivelare a Laura i lati oscuri del proprio padre, coinvolto nel caso della "rosa blu".
La rosa blu nel film

Va infine aggiunto che, tra le diverse accezioni di significato del colore blu negli USA, vi è anche l'allusione al sesso, tanto che "blue movie" è un termine informale che indica i film pornografici, mentre le commedie con espliciti riferimenti al sesso vengono chiamate blue comedy. Lo stesso Lynch associò il blu a un film in cui il sesso rivestiva una forte importanza, con il suo Velluto Blu (1986). Uno dei possibili significati della rosa blu, potrebbe quindi essere quello di un omicidio legato al sesso (il blu) e a un'attraente ragazza (la rosa), come appunto quelli di Teresa Banks e Laura Palmer.

Gli agenti FBI Tamara Preston e Albert Rosenfield
Dall'ep. 14 della terza serie di Twin Peaks

Nel corso della terza serie di Twin Peaks vengono forniti dei dettagli chiarificatori sul termine "rosa blu", che rimandano al progetto militare statunitense (realmente esistito) "Blue Book", relativo alle indagini su UFO e forme di vita extraterrestre, citato dal maggiore Garland Briggs (Don S. Davis) nel corso della seconda serie di Twin Peaks (venne tradotto con "libro azzurro"), dove è presente l'attore David Duchovny nel ruolo dell'agente FBI transessuale Dennis "Denise" Bryson, la cui presenza insieme ai riferimenti al Blue Book, rappresentano due importanti punti di contatto con la serie tv X-Files, iniziata nel 1993.



Cooper presenta Dennis "Denise" Bryson a Audrey.
Dall'ep. 12 della seconda serie di Twin Peaks

La chiarificazione sulla "rosa blu" avviene nel corso degli episodi 12 e 14 della terza serie, quando Albert Rosenfield (Miguel Ferrer), su richiesta e precisa volontà del suo superiore Gordon Cole (David Lynch), ne parla alla giovane agente Tamara "Tammy" Preston (l'attrice e cantante Chrysta Bell), per consentirle di entrare a far parte del ristretto gruppo di persone informate e competenti sulle indagini relative alla rosa blu.



Albert Rosenfield, Tamara Preston e Gordon Cole.
Dall'ep. 12 della terza serie di Twin Peaks

Nell'ep. 12, le parole di Albert sono le seguenti:

Nel 1970 l'aeronautica statunitense ha chiuso il Progetto Blue Book, e cioè 20 anni di indagini che avevano fatto sugli UFO. Avevano concluso che non esisteva alcuna prova credibile e che quindi non vi era alcuna minaccia alla sicurezza nazionale. In altre parole, è stato un enorme insabbiamento. (...)
Qualche anno dopo i militari e l'FBI hanno formato una task force top secret per indagare sulle preoccupanti astrazioni emerse dai casi rimasti irrisolti del Blue Book. L'abbiamo chiamata Blue Rose, ispirati dalla frase pronunciata da una donna di uno di quei casi, poco prima di morire. La frase suggeriva che le risposte potevano essere trovate soltanto seguendo una strada alternativa, strada che da allora noi percorriamo. Gordon ha suggerito di far guidare la squadra da un agente di nome Phillip Jeffries, che poco dopo ha assunto altre tre persone: il sottoscritto, Chet Desmond e Dale Cooper. Probabilmente non ti sarà sfuggito che io sono l'unico del gruppo a non essere sparito senza alcuna spiegazione, il che ha spinto Gordon a provare una certa riluttanza riguardo l'idea di portare nuove leve all'ovile. Fino a stasera.
Tammy e Albert, nell'ep. 14 della terza serie di Twin Peaks

Nel corso dell'ep. 14, Albert prosegue il suo discorso con Tammy, approfondendo la circostanza dell'origine del termine "rosa blu" che può essere interpretata da uno spettatore cinefilo come un riferimento alla parola "Rosebud" ("Rosabella" nell'edizione italiana), pronunciata in punto di morte dal protagonista del film Quarto Potere (Citizen Kane, 1941) di Orson Welles, dando così il via a una serie di indagini giornalistiche sul significato di "Rosebud", sulla vita e sulla personalità dell'uomo, facendone emergere contraddizioni e lati oscuri, per poi venire a conoscenza, nel finale del film, del fatto che si trattasse di un riferimento alla sua infanzia e ad un oggetto che gli era appartenuto. Anche nel seguente discorso di Albert, il termine "rosa blu" è infatti pronunciato da un personaggio in punto di morte:

Caso numero 1. È quello che ha dato il via a tutto. 1975. Due giovani agenti indagano su un omicidio a Olympia, Washington. Arrivano in un motel per arrestare una sospettata, di nome Lois Duffy. Fuori dalla sua camera sentono uno sparo e buttano giù la porta a calci. Nella camera trovano due donne, una di loro è a terra in punto di morte, a causa di un proiettile all'addome. L'altra ha in mano una pistola, che fa cadere nell'indietreggiare, quando entrano gli agenti. I due riconoscono la donna ferita, si tratta di Lois Duffy. Lois indirizza a loro le sue ultime parole: "Io sono come la rosa blu" ["I'm like the blue rose", in originale]. Sorride e poi muore. Dopodiché scompare sotto i loro occhi. L'altra donna sta gridando in un angolo e in quel momento i due si accorgono che anche lei è Lois Duffy. A proposito, Lois Duffy non aveva una sorella gemella. E poi, prima del processo, per l'omicidio che giurava di non aver commesso, la seconda Lois si impicca. I due agenti che l'avevano arrestata erano Gordon Cole e Phillip Jeffries.
Tammy parla della "rosa blu".
Dall'ep. 14 di Twin Peaks

In seguito Albert esorta Tammy a riflettere sulla "rosa blu" e lei dice le seguenti parole: "Le rose blu non si trovano in natura. Non sono una cosa naturale. La donna morente non era naturale. Era stata evocata. Qual è la parola giusta? Era un tulpa". Della correttezza del suo ragionamento e della reale esistenza dei "tulpa" (copie, di origine soprannaturale, di persone reali), Tammy ne ha poi conferma nel corso dell'ep. 16 della terza serie.


Il locale con la musica alta in Fuoco cammina con me

Tornando ai problemi dell'edizione italiana di Fuoco cammina con me, va segnalata la sequenza che vede Laura e Donna (interpretata da Moira Kelly nel film) entrare in un locale dove le persone fanno sesso e si strusciano lascivamente davanti a tutti, in cui l'alto volume della musica (si tratta del brano The Pink Room), nell'edizione originale, sovrasta le voci dei personaggi, costretti a gridare per comunicare tra di loro, proprio come accade, nella realtà, all'interno di un pub o di una discoteca con la musica alta. Nella versione originale del film, i dialoghi in quella sequenza vennero sottotitolati in inglese per renderli comprensibili al pubblico (anche urlando, le parole pronunciate dai personaggi erano difficilmente udibili dagli spettatori), mentre nella versione italiana i personaggi parlano tra loro normalmente, poiché la musica ha un volume molto più basso che nell'edizione originale. Riguardo a questa sequenza, Lynch si è così espresso:
Da un lato volevo che parte del dialogo fosse comprensibile; dall'altro però non sopporto di abbassare il volume della musica a favore del dialogo. Di solito in un locale si sente qualcosa soltanto quando l'altro grida: l'idea era questa. Tirammo su la musica e manipolammo tutto l'insieme. Con la musica al massimo e la gente che gridava veramente per farsi sentire, la cosa funzionò. L'intenzione poi era d'inserire quelle battute, renderle appena udibili - ma senza preoccuparsi dell'intelligibilità - e infine sottotitolare l'intera sequenza. In questo modo la musica era a livello dieci e il dialogo a livello due, ma la faccenda non ci preoccupava affatto.
Il dialogo parte in modo un po' strano ma poi, nella seconda metà, Jacques Renault [Walter Olkewicz] si mette a parlare del padre di Laura. Quest'ultima non afferra realmente il senso delle sue parole: le sente ma non riesce a decifrarle. In quel momento l'arrivo di un gruppo di ragazzi distoglie la sua attenzione, anche se ormai deve aver intuito che suo padre è implicato in qualcosa di losco. Quella scena doveva mostrare come, in un mondo tanto piccolo, alla fine tutto tornasse a lei, per una via o per un'altra. E stava succedendo proprio in quel luogo. Erano tutti lì presenti; quell'idea mi piaceva molto. 
(cfr. il sopracitato libro di Rodley, pag. 261/262)
Laura Palmer

Dunque, in quella sequenza in cui la musica sovrasta le voci dei personaggi, Lynch non si limita a rappresentare in modo realistico i problemi di comunicazione verbale che si verificano all'interno di una discoteca, ma esprime anche la difficoltà di Laura nel comprendere pienamente ciò che viene detto da Jacques Renault quando fa riferimento a Teresa Banks e a suo padre (Leland Palmer/Ray Wise), intuendolo solo parzialmente e in modo disturbato, senza nessuno che la aiuti a fare chiarezza, in quanto le persone lì presenti vogliono solo divertirsi e fare sesso - Renault arriva addirittura a definire Laura e Ronette Pulaski (Phoebe Augustine), il suo "high school sandwich" ("le mie liceali da sandwich" nell'edizione italiana), alludendo alla volontà di fare sesso a tre con loro e riproponendo il parallelo tra Laura e un pasto di cui cibarsi (come nei sopracitati casi del tacchino e della garmonbozia), ribadito dalla stessa Laura in quella stessa sequenza, quando lei si definisce un "muffin" ("una bella meringa" nel doppiaggio italiano) -, oppure non sono in grado di aiutarla, come nel caso di Donna che, malgrado i suoi propositi di restarle vicina, diviene preda di quel luogo e delle persone che vi si trovano, costringendo Laura a intervenire in suo soccorso. È una sequenza che esprime le difficoltà crescenti che si trova ad affrontare Laura e la sua solitudine, il che fa di lei una ragazza che non riesce a comprendere pienamente ciò che sta accadendo, che non può contare sull'efficace aiuto di nessuno e che, di conseguenza, non trova un modo per reagire al corso degli eventi e salvarsi.

Il "grido muto" di Laura

Effetti sonori (come il particolare rumore che si sente quando Laura si accorge che alcune pagine del suo diario sono state strappate), dialoghi, recitazione e musica costituiscono quindi un unico corpus artistico ed espressivo che purtroppo risulta gravemente danneggiato nell'edizione italiana di Fuoco cammina con me, dove anche il doppiaggio di Sheryl Lee si dimostra poco efficace e addirittura fuorviante in alcune occasioni. Nella sequenza in cui il padre di Laura la esorta a lavarsi le mani e le chiede insistentemente se ha un nuovo "amante", la ragazza, nell'edizione originale, è talmente sconvolta da non riuscire ad emettere nessun suono sebbene abbia la bocca spalancata (il che ricorda il "grido muto" di Rod Steiger nel film L'uomo del banco dei pegni [1964]), mentre nell'edizione italiana emette dei mugolii che alterano la recitazione della Lee, incentrata sul silenzio del personaggio che, in originale, riesce ad emettere qualche breve gemito solo quando si alza per andare in bagno.


Laura sconvolta a colazione

Un'altra e ancor più grave alterazione avviene in una successiva scena tra Laura e Leland, quando l'uomo si trova nella camera di sua figlia, il giorno seguente alla notte in cui, entrando dalla finestra di quella stessa stanza, l'ha violentata, confermandole definitivamente che l'uomo che lei chiamava Bob, era in realtà suo padre. Come se nulla fosse accaduto, Leland, l'indomani mattina, si era seduto a tavola per fare colazione con sua moglie e sua figlia, ma quest'ultima, sconvolta da quanto accaduto di notte, non parla ed è talmente turbata da non riuscire a stare più seduta a quel tavolo, alzandosi senza finire la sua colazione e dirigendosi in camera sua. 
Leland, come se avesse completamente dimenticato quanto da lui commesso nella notte, la raggiunge in camera, comportandosi in modo apprensivo e rivolgendole termini dolci e affettuosi - "honey", "sweetheart", assenti nell'edizione italiana, dove lui si limita a dirle "Laura... che cos'hai? Che cos'hai stamattina?" -, ma la ragazza adesso è pienamente consapevole di ciò che lui le ha fatto fin da quando aveva 12 anni, ed è talmente furiosa e disgustata da quell'uomo, che rifiuta di essere toccata da lui e reagisce guardandolo con rabbia, dicendogli a bassa voce, con determinazione e sdegno, "Stay away from me", "Stai lontano da me". Nell'edizione italiana, purtroppo, Laura dice quelle parole a voce alta ("Vattene! Sta lontano da me!"), alterando quindi il tono e le caratteristiche che la Lee, con la sua recitazione diretta da Lynch, aveva dato a quella battuta. Come già spiegato in questo articolo del blog, l'interpretazione della Lee in questo film è particolarmente importante poiché molte donne statunitensi, realmente vittime di abusi da parte dei loro padri, la trovarono realistica, rispecchiandosi nel suo comportamento e nella sua situazione famigliare.

"Stay away from me"

In merito al tema dell'incesto e al comportamento della madre di Laura
, Sarah (Grace Zabriskie), che non riesce a porre un'efficace difesa a quanto sta accadendo a sua figlia per proteggerla da suo marito, Lynch ha dichiarato:
Probabilmente in casa c'erano alcune faccende che non quadravano e sulle quali glissava, poiché è sempre difficile guardare in faccia certi problemi. In seguito affiora qualche altra indicazione, motivi d'inquietudine in forma di astrazioni o di semplici sensazioni. Infine poi ti può capitare di scoprire o di vedere qualcosa, e allora subentra una sorta di consapevolezza, tanto che non ti puoi più nascondere la realtà e cominci a chiederti se non sia il caso di intervenire. È una decisione difficile da prendere, perché se agisci e la cosa non riesce, a causa della mancanza di prove, potresti provocare l'ira della persona in questione, e la prossima vittima saresti tu! Oppure puoi esserti sbagliato, e allora che cos'avresti combinato a quella persona? Forse la cosa migliore è aspettare e sperare che tutto finisca, o che il colpevole venga incastrato da qualcun altro.
(cfr. il sopracitato libro di Rodley, pag. 259-260) 
Sarah si riflette nello specchio in Fuoco cammina con me
Spesso, nei noir americani, una tale inquadratura sottolinea l'ambivalenza di un personaggio

Tuttavia, nel corso della terza serie, il ruolo avuto da Sarah in tutta la vicenda degli abusi sessuali e della morte di Laura viene rimesso in discussione da alcuni importanti colpi di scena, che consentono di rivedere le prime due serie di Twin Peaks e Fuoco cammina con me da una prospettiva diversa - non casualmente la stessa sigla della terza serie mostra le cascate presenti nella sigla originale da un punto di vista diverso -, riflettendo sul reale ruolo che Sarah ha avuto per tutto il tempo, gettando un'ombra sinistra su di lei, sul suo passato (forse è Sarah la ragazza a cui entra un insetto in bocca nell'ep. 8 della terza serie) e sul suo reale rapporto con Laura, il quale è simbolicamente dimostrato in modo contrastante da due scene presenti negli ep. 2 e 14 della terza serie, che si ricollegano a una
 breve scena dell'ultima puntata della seconda serie di Twin Peaks, nella quale Sarah parla con una voce non sua, sottintendendo che essa sia posseduta e collegata agli spiriti della Loggia Nera, al maggiore Briggs (cfr. questo articolo del blog).

Sarah, con una voce diversa dalla sua, parla al maggiore Briggs
Dall'ultimo episodio della seconda serie di Twin Peaks.

Passando alle due brevi scene degli ep. 2 e 14, nel primo caso si vede Laura aprirsi il volto facendo fuoriuscire un'intensa luce bianca per poi avvicinarsi a Cooper e parlargli all'orecchio rivelandogli un nuovo segreto (come già aveva fatto nell'ep. 3 della prima serie, dicendogli che suo padre l'ha uccisa, come chiarito nell'ep. 9 della seconda serie) forse relativo alla propria madre, mentre nel secondo caso è Sarah ad aprirsi il volto mostrando qualcosa di oscuro e maligno al suo interno.


Laura si apre il volto nella Stanza Rossa, davanti a Cooper.
Dall'ep. 2 della terza serie di Twin Peaks.

Sarah si apre il volto, dopo essere stata minacciata da un uomo in locale.
Dall'ep. 14 della terza serie di Twin Peaks.

Un ulteriore dettaglio che collega Sarah alla Loggia Nera è la presenza del cavallo bianco, che appariva alla donna durante alcune sue allucinazioni o visioni, all'interno della Stanza Rossa nell'ep. 2 della terza serie. 
Tutto ciò si ricollega, inoltre, a una frase detta da Donna a James Hurley (James Marshall) nell'ep. 5 della prima serie: "Laura diceva che sua madre aveva degli strani poteri, strane visioni, strani sogni premonitori. Capitava[no] anche a Laura!".

Il cavallo bianco all'interno della Stanza Rossa.
Esso appare in seguito all'improvvisa e violenta scomparsa di Laura.
Dall'ep. 2 della terza serie di Twin Peaks
Sarah seduta a capotavola in Fuoco cammina con me
In questa scena Laura è sconvolta dal comportamento del padre

Come fin qui dimostrato, Fuoco cammina con me e Twin Peaks possiedono ancora numerose caratteristiche e peculiarità che attendono solo di essere scoperte, approfondite e discusse, dimostrando ulteriormente il valore e la qualità di queste opere e del lavoro svolto da David Lynch e dai suoi collaboratori. Un ulteriore esempio potrebbe infatti essere l'inquadratura del film sopra riportata, in cui è Sarah a sedersi a capotavola a casa Palmer, per poi successivamente imporre la propria volontà a Leland, chiedendogli di fermarsi: in apparenza un dettaglio di poco conto, ma che alla luce degli eventi della terza serie può generare il sospetto che si tratti di qualcosa di più rilevante, considerando anche che, nell'ep. 5 della prima serie di Twin Peaks, Sarah non vorrebbe parlare della seconda visione - la catenina di Laura, con la metà di un cuore, ritrovata da una mano misteriosa - che ha avuto agli agenti che indagano sulla morte della figlia, ma lo fa solo in seguito alle parole del marito che ne fanno menzione ("Sarah, gli hai già raccontato del ciondolo? Questa storia ti piacerà, Harry. Lei ha avuto due visioni!"). Inoltre, da una pagina del diario di Laura mostrata per la prima volta nell'ep. 7 della terza serie, viene lasciato intendere che la ragazza fosse al corrente del fatto che, oltre a Bob, potesse esistere anche un'altra malvagia entità (cioè Judy, "creatrice" di Bob, come mostrato nell'ep. 8 della terza serie), dato che Laura nella pagina ricorre al pronome personale "IT" - "NOW I KNOW IT ISN'T BOB. I KNOW WHO IT IS", traducibile come "Ora so che Essa non è Bob. So chi è Essa" -, solitamente usato negli USA per indicare creature soprannaturali o aliene, come in molti titoli originali di film di fantascienza degli anni '50 (ad esempio It Came from Outer Space [1953], in Italia noto come "Destinazione... Terra!") e come nel celebre romanzo IT (1986) di Stephen King. Sempre nella terza serie di Twin Peaks, inoltre, il pronome "IT" viene utilizzato dal gigante (Fireman, cioè "vigile del fuoco" o "guardiano del fuoco") durante il suo criptico discorso a Cooper nel primo episodio: "It is in our house now" ("Esso" o "Essa" si trova nella nostra casa ora). Forse anche questo è un riferimento a un'entità presente all'interno della casa dei Palmer.


Locandina originale del film Destinazione... Terra!
(fonte)

Dopo un riferimento alla madre, Laura parla di qualcosa usando il pronome IT
Dall'ep. 7 della terza serie di Twin Peaks

Il contrasto tra Laura e sua madre, infine, rimanda a quello esistente nel film lynchano 
Cuore Selvaggio (1990) tra la protagonista Lula e sua madre (interpretate rispettivamente da Laura Dern e dalla sua vera madre Diane Ladd), accostata dalla figlia alla malvagia strega dell'Est presente nel Mago di Oz (1939), film molto amato e citato da Lynch. Nel finale di Cuore Selvaggio, inoltre, Sheryl Lee appare nel ruolo di una strega buona in opposizione alla volontà della madre di Lula, la cui "sconfitta" è suggerita dalla scomparsa della sua immagine da una propria fotografia.

L'immagine della madre di Lula si dissolve emettendo fumo.
Dal finale di Cuore Selvaggio

CONTINUA QUI



7 commenti:

  1. attenzione, è un errore che fanno un po' tutti, il nano non è il braccio - errore di traduzione - ma lo spirito che vive dentro l'uomo con un braccio solo ^_^

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  2. Ma è proprio il nano a dire "I am the arm", cioè "Io sono il braccio" nel film, ho controllato anche coi sottotitoli in inglese nel dvd Paramount.
    Al link sottostante sono riportati anche i dialoghi della sceneggiatura originale, ad ulteriore conferma che lui dice "I am the arm":

    http://davidlynch.forumcommunity.net/?t=1263184&st=15

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    1. si lui dice io sono il braccio, ma non in senso letterale, in realtà il significato è io sono il braccio che fa il male, infatti Mike/Phillip Gerard si toglie il braccio per non fare il male, non so se rendo l'idea :)

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    2. Infatti "braccio mancante" l'ho scritto tra virgolette nell'articolo, per lasciare una certa ambiguità al termine.
      Ma i due poi sono insieme alla fine del film e dicono all'unisono "I want all my garmonbozia" ("Voglio tutta la mia garmonbozia"), lasciando intendere che i due sono ancora "un unico essere", quindi non so se Mike sia del tutto "buono".
      Tra l'altro, nel film, lo stesso Mike sembra prendersela con Leland/Bob più per il furto della garmonbozia che per altre ragioni.
      Comunque tra i 90 minuti mancanti del film che ora sono stati recuperati, dovrebbero anche esserci più scene con Mike (tra cui una in cui dice "Fuoco cammina con me", come spiegato dal suo interprete nel documentario del dvd Cecchi Gori), quindi vedremo se verrà fatta maggiore chiarezza a riguardo.

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  3. i doppiaggi italiani paiono voler infantilizzare e banalizzare le situazioni, come nei casi descritti dall'autore dell'articolo parlando della recitazione di Laura

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