martedì 8 luglio 2014

Isao Takahata, Touluse-Lautrec e Émile Cohl, il pioniere del cinema d'animazione



Tra le tante persone che hanno fatto la storia del cinema d'animazione internazionale e che purtroppo, col passare del tempo, sono andate dimenticate o non hanno mai ottenuto la dovuta attenzione, vi è senza dubbio Émile Cohl (pseudonimo di Émile Courtet, 1857-1938), considerato il creatore del cinema a disegni animati. A Cohl è dedicato un accurato volume francese dal titolo Émile Cohl - L'inventeur du dessin animé (pubblicato da Omniscience nel 2008, inedito in Italia), realizzato da Pierre Courtet-Cohl (1932-2008, nipote di Émile, purtroppo scomparso poco prima che avvenisse la pubblicazione del libro) e da Bernard Génin, che può vantare una prestigiosa prefazione scritta dal regista giapponese Isao Takahata, noto per il suo sodalizio artistico e produttivo con Hayao Miyazaki, nonché direttore di serie tv come Heidi (1974) e Anna dai capelli rossi (1979), ma anche di importanti film d'animazione come Hols il principe del sole (1968, aka "La grande avventura del piccolo principe Valiant") e Una tomba per le lucciole (1988).



Prima di procedere col resoconto di ciò che ha scritto Takahata nella prefazione (tradotta dal giapponese da Ilan Nguyên, presente a  pag. 7/15 e disponibile in formato pdf dal sito dell'editore Omniscience) del libro, e degli altri aspetti interessanti in esso contenuti, è necessario iniziare col presentare una delle opere più celebri e importanti di Cohl, il cortometraggio Fantasmagorie (1908), ritenuto la prima opera a disegni animati della storia del cinema, dove è presente Fantoche (qui rappresentato come un piccolo clown), personaggio poi divenuto protagonista di tante altre opere di Cohl prodotte fino al 1921 - anno in cui l'artista realizza La maison du Fantoche (aka Fantoche cherche un logement), opera dalla durata, allora eccezionale, di 8 minuti -, e presente anche sulla copertina del libro Storia del cartone animato (1960) di Gec (pseudonimo di Enrico Gianeri), il primo testo italiano dedicato alla storia del cinema d'animazione internazionale, dove ampio spazio viene dedicato a Cohl. Riguardo a Fantasmagorie, Takahata, nella prefazione, ha spiegato come il suo film "My Neighbors the Yamadas ["I miei vicini Yamada", 1999, inedito in Italia, ma distribuito in Francia col titolo "Mes voisins les Yamada"], uscito lo stesso anno del mio incontro con Pierre Courtet, e progettato molto prima del mio primo passaggio al Forum des images, si apre con le immagini di una metamorfosi continua. (...) A rivederla oggi, senza che ne fossi consapevole all'epoca, questa scena introduttiva mi appare come un modesto omaggio alla poesia di Fantasmagorie" (cfr. pag. 15) [Il cortometraggio Fantasmagorie è disponibile a questo link].

Tuttavia Cohl non esordì artisticamente con quest'opera e con il cinema, in quanto era già attivo da molti anni come illustratore e caricaturista (nonché come fotografo, creatore di francobolli e persino come attore teatrale per il Grand Guignol nel 1897), attività a lungo ignote a Takahata, che ne rimase molto sorpreso quando ne venne a conoscenza. Proprio con il racconto della sua "scoperta" del passato di Cohl, ha inizio la sua prefazione al volume. In essa, il regista nipponico parla della sua visita a una mostra che si è tenuta in Giappone tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008, intitolata "Toulouse-Lautrec e la vita parigina" e dedicata al celebre pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), che molti ricorderanno per essere uno dei personaggi principali del film Moulin Rouge! (2001) di Baz Luhrman, dove è interpretato da John Leguizamo.


Durante la sua visita a questa mostra, l'attenzione di Takahata è catturata da una caricatura che raffigura Touluse-Lautrec, risalente al 1897 e apparsa sulla copertina del numero 460 della rivista Les Hommes d'aujourd'hui. In questa illustrazione è rappresentato il pittore francese che, per porre rimedio alla sua bassa statura, è seduto su due sgabelli mentre sta dipingendo un suo buffo autoritratto, nel quale è raffigurato di profilo e in cui sono visibili, in basso a sinistra, le iniziali del suo nome (H, T e L) incastonate l'una nell'altra e collocate all'interno di un cerchio, fornendo l'impressione di essere un ideogramma giapponese. Per queste sue caratteristiche e per l'originalità della raffigurazione che non ricorre alle tradizionali deformazioni solitamente utilizzate in una caricatura, questa illustrazione conquista l'attenzione di Takahata, che ne descrive così il valore e la sorpresa nello scoprirne il nome dell'autore:
Touluse-Lautrec non ha realizzato che pochi autoritratti, ma era consapevole del proprio aspetto fisico, l'accettava, e lo ha rappresentato attraverso delle autocaricature. È per questa ragione che questo disegno sulla copertina mi apparve come un omaggio alla sua forza di carattere. Noi giapponesi abbiamo l'abitudine di considerare normali, al pari di autoritratti fedeli, dei disegni non realistici che ci accorciano ancora di più le gambe che noi abbiamo già corte, fino a ottenere delle proporzioni dove la testa occupa i 2/5 del corpo (come nel caso, per esempio, dei personaggi del mio film My Neighbors the Yamadas, creati da Ishii Hisaichi). E da un punto di vista giapponese come il mio, guardare il Lautrec lì raffigurato, mi suscita, in modo del tutto naturale, un sorriso.
 
È allora che ho scoperto con sorpresa il nome dell'autore di questo disegno: Émile Cohl... Ma non era il padre del cinema d'animazione? Dunque, lui aveva al suo attivo anche dei tali disegni? È solo allora che ho scoperto che Cohl, di 8 anni più vecchio di Lautrec, aveva avuto una lunga e importante carriera di illustratore e di caricaturista, prima di iniziare a farsi strada nel cinema. Per me, questo fu uno schock. Quindi questo significava che, quando inaugura con Fantasmagorie il cammino del film d'animazione nel 1908, Émile Cohl ha in realtà già più di cinquant'anni. Questa particolare circostanza gli ha permesso comunque di non farsi sfuggire, in quel momento, il suo incontro con lo stile formale del cinema d'animazione, che per lui sarà stato un colpo di fulmine e, contemporaneamente, una scoperta che avrà stimolato il suo desiderio di creazione.
Émile Cohl 
Per animare le cose secondo le sue idee, egli avrà dovuto semplificare i suoi disegni [quando si realizzano disegni per l'animazione, si è costretti a semplificare il disegno, in modo da rendere più semplice e rapida la creazione di tutti i numerosi disegni necessari a completare il proprio lavoro]. E per fare ciò, egli non aveva altra scelta che rinunciare alla competenza acquisita lavorando come illustratore. E questo in un momento in cui aveva già percorso per più di metà il cammino della sua vita. E per un periodo restante forse molto più corto. Malgrado tutto ciò, questo territorio totalmente inesplorato l'avrà prepotentemente attirato, chiamandolo a lanciarsi in una grande avventura in cui conquistare una montagna di tesori. Questa sicurezza di Émile Cohl, simile a quella di tutti i maggiori pittori che hanno sconvolto la pittura del XX secolo, si legge in tutte le sue opere: la sorprendente quantità di film realizzati nel corso dei primi tre anni, la diversità delle tecniche d'animazione nonché di contenuto dei suoi film, e, naturalmente, il fascino che se ne sprigiona, lo dimostrano con vitalità ed energia (cfr. pag. 8/9).
Émile Cohl

Takahata prosegue descrivendo i cortometraggi di Cohl che ritiene più importanti, come Les Allumettes animées (1908) realizzato animando degli oggetti in stop motion (si ritiene che qui sia stata utilizzata per la prima volta), e come Le Mobilier fidèle (1910) dove dei mobili (come un armadio e un letto) si muovono autonomamente nel mondo reale, interagendo con gli attori. Secondo Takahata, Cohl ha anche anticipato le tecniche utilizzate successivamente dal canadese Norman McLaren, inoltre, sempre secondo il regista giapponese, "Cohl ha dato il via, con Un drame chez les Fantoches [1908], al primo dramma dell'interiorità umana realizzato coi disegni animati, ma ha anche costruito in Le Cheveu délateur [1911], un viaggio del personaggio principale, con la valigia in mano, in una successione continua, concepibile unicamente col disegno animato e con un risultato veramente notevole, di passaggi, dalla sua partenza sul battello alla sua incarcerazione. Ma i suoi lavori più numerosi sono i film a disegni animati dove gli oggetti raffigurati mutano, senza sosta, di forma e d'aspetto, come per il tocco di un incantesimo della metamorfosi incessante, da una cosa all'altra, e quasi all'infinito. Con lui, la metamorfosi non risponde tanto a delle associazioni d'idee di ordine psicologico, ma a un movimento specifico delle linee e dei tracciati che, in quanto tale, segue un corso assolutamente imprevedibile. E ciò deriva sicuramente dal fatto che Cohl aveva trovato una gioia creatrice fondamentale non tanto nel piacere di far recitare dei personaggi durante la narrazione di una storia, ma bensì nel processo stesso del disegno d'animazione creato in modo solitario, concentrandosi, durante l'isolamento, nel dare forma ai suoi disegni sulla carta, immagine per immagine. Dallo spettacolo dei suoi film traspare in modo incessante, l'esaltazione che egli non avrà mai smesso di provare durante la loro realizzazione" (cfr. pag. 11/12).

Rivista Fantoche, n. 2
(aprile 1976)

Takahata prosegue spiegando come anche in Giappone Cohl sia noto come il padre del disegno animato e indissolubilmente legato al cinema d'animazione, tanto che, in passato, è stata pubblicata in Giappone una rivista sull'animazione internazionale chiamata Fantoche (qui si trova un articolo in inglese in cui si parla di un numero della rivista, che era quadrimestrale nel 1976), in omaggio al personaggio ideato da Cohl. Il regista giapponese si dichiara inoltre convinto dei legami che, in passato, hanno legato Cohl al Giappone: "Sui primi anni [di vita] del cinema d'animazione giapponese, molti aspetti restano ancora avvolti nell'ombra, ma una cosa è sicura: c'è l'influenza delle opere di Cohl negli esordi straordinariamente rapidi di questa produzione nazionale" (cfr. pag. 13). Questa sua certezza deriva da una scoperta casuale del regista nipponico, avvenuta nel 1999 in Francia grazie all'aiuto di Pierre Courtet, il quale nella ricerca e catalogazione di tutti i lavori del proprio nonno, si era imbattuto in un'opera incompiuta chiamata "La conquista dell'Inghilterra" (risalente al 1937) e ispirata a La Tapisserie de Bayeux - "l'arazzo di Bayeux", realizzato in nord Europa su tessuto ricamato nell'XI secolo con una lunghezza di circa 70 metri, che descrive in modo narrativo, con dei disegni realizzati uno di seguito all'altro, la conquista normanna dell'Inghilterra avvenuta nel 1066 e gli eventi che la precedettero -, sulla quale, a parte il titolo e i numerosi materiali di lavorazione composti da un'impressionante quantità di disegni colorati ad acquerello aventi come obiettivo la preparazione di un lungometraggio d'animazione, non era riuscito a trovare nessun altro tipo di informazione.

Copertina del libro di Takahata,
dedicato agli antichi rotoli nipponici

Seppur incompiuta, La conquista dell'Inghilterra è un progetto estremamente importante perché sancisce l'unione tra Cohl e La Tapisserie de Bayeux, opera molto simile agli antichi rotoli medievali realizzati in Giappone, i quali sono considerati le fonti alla base dei manga (particolarità che venne descritta già nel 1962 in Italia, nel libro I Primi Eroi [Garzanti], incentrato sulle origini e sui personaggi del fumetto internazionale) e dell'animazione nipponica, come sostenuto dallo stesso Takahata in un suo libro intitolato Jyu-ni Seiki no Animation ("Animation during the 12th century: Film and Animation Techniques as Seen in Kokuho Emaki Scrolls", lett. "Animazione del dodicesimo secolo: tecniche cinematografiche e d'animazione presenti nei rotoli illustrati conservati come tesoro nazionale", edito da Tokuma e in vendita qui), pubblicato in Giappone nello stesso anno del suo incontro con Courtet, il 1999; coincidenza volle che, di questo volume, Takahata regalò una copia a Xavier Kawa-Topor (anch'esso membro del Forum des images), proprio durante la sua visita in Francia avvenuta nel 1999.
Dunque sia in Giappone, sia in Francia, i pionieri del cinema d'animazione avevano attinto ad antiche opere medievali per i loro progetti cinematografici di narrare una storia con dei disegni animati. Questa interessante analogia ha stimolato molto l'interesse di Takahata e, probabimente, anche quello di Pierre Courtet, ma purtroppo, come raccontato dal regista nipponico nella prefazione al libro su Cohl, i due hanno successivamente avuto poche occasioni per approfondire maggiormente l'argomento, che, a causa della prematura morte di Courtet (per la quale Takahata esprime il suo rammarico e la sua vicinanza ai parenti e ai conoscenti del nipote di Cohl), non potrà più essere oggetto di discussione tra di loro.


Tornando a parlare di Cohl e delle informazioni presenti in questo libro francese del 2008, è interessante sottolineare come anche il regista d'animazione Paul Grimault (molto influente su Takahata, il quale ne ha pubblicato in dvd, in Giappone, il film Le Roi et l'Oiseau del 1980) abbia espresso parole di forte apprezzamento nei confronti di Cohl, descrivendo le sue opere come "la festa del disegno animato" (cfr. pag. 137) e sottolineandone la natura di creazioni rivolte non necessariamente ai bambini, ma al pubblico di tutte le età. Grimault ha inoltre omaggiato Cohl nel suo lungometraggio La Table tournante (1988, co-diretto insieme a Jacques Demy, inedito in Italia), dove appare una locandina in cui è raffigurato Fantoche.


Oltre agli apprezzamenti di Grimault, nel volume vengono riportati anche quelli scritti da Ado Kyrou nel saggio Le Surréalisme au cinéma (1953, inedito in Italia), dove Cohl viene definito come uno dei primi potenziali surrealisti, e di esso vengono elogiate le doti di creatore di incredibili trasformazioni, paragonandone le opere a quelle di pittori come Henri Rousseau, Joan Miró e a certi collage di Max Ernst. Kyrou, inoltre, predilige il lavoro di Cohl a quello di Walt Disney ("Siamo ormai frastornati oltre ogni limite dalle invenzioni di Walt Disney che non ha inventato altro che il modo di soffocare, con delle caramelle acidule, le storie più belle", cfr. pag. 136), sebbene quest'ultimo abbia ottenuto dalla Francia, a differenza di Cohl e, secondo molti, ingiustamente, la Legion d'onore nel 1934 (al momento della consegna del prestigioso rinoscimento avvenuta a Los Angeles, Disney ha perlomeno ricordato brevemente Cohl; cfr. pag. 126).

Pur senza citare direttamente gli autori dell'animazione statunitense, Émile Cohl, in occasione di una conferenza tenutasi in un cine-club parigino il 12 giugno 1920, dopo aver parlato dei primi trucchi cinematografici e ricordato con nostalgia i primi disegni animati realizzati in solitaria che erano "l'autentica emanazione della loro personalità, della loro propria e originale individualità", criticò le opere d'animazione di più recente produzione, "fabbricate in cinque secondi, come si fa con le gaufre sugli Champs-Elysées", dove si "riconosce a malapena, di tanto in tanto, il tocco dell'artista divenuto direttore di un'azienda" (cfr. pag. 130).

Parole che, dette da colui che tenne a battesimo molte delle tecniche poi divenute caratteristiche delle varie forme di animazione utilizzate nel cinema, forniscono ancora oggi numerosi spunti di riflessione, specie considerando l'evoluzione avuta dagli effetti speciali e dall'animazione nel corso dei decenni.

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