venerdì 28 marzo 2014

L'esordio dei manga in Italia - "I Primi Eroi" (Garzanti, 1962 e 1965)



Poco noto, sottovalutato e difficile da reperire, I Primi Eroi - edito da Garzanti nel 1962 e rieditato nel 1965 - è un volume che possiede caratteristiche molto importanti per l'Italia e per l'Europa, in quanto, tra i suoi molteplici spunti di interesse (come il ripetuto confronto tra cinema e fumetto, per sottolinearne le similitudini e le qualità), esso rappresenta il primo caso di pubblicazione italiana (e probabilmente anche europea ed occidentale) contenente un fumetto nipponico stampato in edizione non ribaltata, avente per protagonista un personaggio cruciale per il fumetto e per l'animazione giapponese, il quale rappresenta in modo emblematico anche i complessi legami culturali esistenti tra il Giappone e la Cina. Si tratta dello scimmiotto guerriero Son Goku, celebre fonte di ispirazione di Akira Toriyama per Dragon Ball.


François Caradec (fonte)
Fin da subito è importante chiarire l'intento del curatore del volume, il francese François Caradec (1924-2008): per quest'opera, egli si è avvalso della collaborazione di persone provenienti da vari paesi esteri - per il Giappone, si cita "Eichii Enomoto da Tokio" a pag. 6 -, per creare un'antologia, dotata di una prestigiosa prefazione del regista René Clair (trattata in questo articolo del blog), in cui rendere omaggio ai grandi pionieri e maestri del fumetto internazionale - in particolare a Wilhelm Busch, Richard Felton Outcault (l'autore di Yellow Kid) e a Christophe (pseudonimo di Georges Colomb), ai quali è dedicata la prima sezione del libro, intitolata "Li chiamiamo i Tre Grandi" -, approfondire le origini storiche di questo mezzo espressivo e riprodurre in modo del tutto fedele (rispettando colori, lettering e impaginazioni originali) degli estratti di storie a fumetti provenienti da tutto il mondo, terminando il volume con rapide citazioni di alcuni personaggi popolari nei primi anni '60 - si citano, ad esempio, Asterix (ideato nel 1959) e, per il Giappone, Sazae San di Machiko Hasegawa (cfr. pag. 464) -, in modo da creare un'opera i cui intenti sono quelli di offrire un punto di incontro tra lettori appartenenti a diverse generazioni, come espresso nella "Nota dell'editore" a pag. V:

René Clair (fonte)
Quali sono gli eroi felici, se non i primi eroi, quelli dell'infanzia? Allora l'impossibile è a portata di mano e il desiderio del mito nasce spontaneo, insieme all'humour, quasi per ristabilire un necessario e profondo senso della realtà e della vita. L'humour questo prodotto della più consumata cultura moderna, è istintivo nel bambino ed è per suo merito che il sorriso degli adulti si incontra spesso con lo slancio spontaneo dei bambini. Vorremmo che questo volume fosse come un grande, lungo spettacolo in cui ogni eroe rappresenta in modo diverso una diversa maniera di vedere la vita e appunto per questo, reso il debito omaggio ai grandi maestri del fumetto, abbiamo scelto il corso della vita come filo conduttore della nostra trama, dal sogno dell'impossibile all'incontro con gli amici, alla comica della realtà quotidiana. René Clair presenta i nostri eroi. Il suo nome è evocatore di sequenze ove il movimento e l'evasione hanno più valore della parola, di un'arte sottile e piena di humour che ci sembra l'introduzione ideale al mondo dei fumetti. Egli tiene a battesimo questo libro che, primo al mondo, raccoglie in un ampio panorama i documenti migliori di un'arte nuova, divenuti già spesso rari e introvabili come testi di antica letteratura.
Per quello che riguarda il fumetto giapponese, all'interno della sezione "Storia e Preistoria" dedicata alle origini del fumetto mondiale e alle forme di espressione artistica da cui è derivato, vengono riprodotti a pag. 374-375, i disegni realizzati su un rotolo attribuito all'artista nipponico Kakuyū, così presentato dalla didascalia di pag. 375:
Il giapponese Kakuyū, detto Toba Sōjō (1053-1140), è famoso per i disegni in cui satireggiava, sotto le sembianze di conigli, scimmie e ranocchi, il clero buddista. Le scene umoristiche, disegnate su rotoli, ci mostrano, forse per la prima volta, quello che sarà un motivo caratteristico del fumetto: la trasposizione nel mondo animale di azioni e tipi umani.
Frammento del rotolo "choju giga" (fonte) 
Oltre ad essere attivo come pittore di rotoli (uno dei quali, il "choju giga", è visionabile integralmente a questo link), Kakuyū era anche un monaco buddista e, come indicato dal sito web dell'enciclopedia Treccani, il suo soprannome "Toba Sōjō" (forma contratta di "Toba no Sojo") significa "rettore di Toba", carica che gli venne attribuita nel 1132. Sebbene attualmente Kakuyū sia poco noto al pubblico italiano che si interessa ai manga, egli, insieme al volume I Primi Eroi, venne citato da Teresa Buongiorno nel primo importante dossier italiano dedicato all'animazione e al fumetto giapponese, pubblicato sul n. 17 del Radiocorriere TV nell'aprile 1978, del quale si è parlato in questo articolo.

Yellow Kid
In quel dossier del Radiocorriere, è citato anche un altro importante autore nipponico presente in I Primi Eroi: Rakuten Kitazawa (pseudonimo di Yasuji Kitazawa). Influenzato da opere occidentali come Yellow Kid di Outcault, Kitazawa è presente in I Primi Eroi all'interno della sezione "Compagni d'Infanzia", così introdotta a pag. 61: "Il nostro eroe è nato! È ancora piccolo, ma già è nostro compagno d'infanzia ed ha dietro le spalle una tradizione, di cui abbiamo visto le origini. Infatti, ecco subito Bibì e Bibò che somigliano come fratelli a Max e Moritz. Da questa prima ideale parentela prende l'avvio la lunga discendenza dei nostri personaggi. Little Jimmy e i gattini tigrati di Swinnerton annunciano candidamente le creazioni di Antonio Rubino, la bécassine francese, i giapponesini di Kitazawa e di Nagasaki e gli animali-eroi, il pappagallo svizzero Globi, i galletti finlandesi Kieku e Kaiku, gli animali inglesi Pip, Squeak e Wilfred, e Tiger Tim con la brigata dei Bruin Boys. E Buster Brown? Per lui potremmo trovare una sorella minore in Little Lulu, la ragazzina molto saggia ed efficientissima. È un mondo di bambini - qui anche gli animali si comportano come bambini - ma in esso si specchia il mondo dei grandi. In ogni caso è il mondo della nostra infanzia".

Di questa presentazione, è importante prestare attenzione al metodo di individuazione ed evidenziazione dei legami esistenti tra personaggi di diverse nazionalità, tecnica utilizzata anche da Nicoletta Artom, Sergio Trinchero e dagli altri autori del programma Gli eroi di cartone, trasmesso dalla Rai negli anni '70 e per il quale molto probabilmente si era attinto anche alle informazioni contenute in I Primi Eroi.


Una storia completa di Tonda Haneko,
presente in I Primi Eroi (fonte)

All'interno di quel volume, a pag. 94, viene effettuata una
 più specifica e dettagliata introduzione, intitolata "Tonda Haneko e Doncia", degli estratti a colori delle due opere nipponiche di Kitazawa presenti in quella sezione del volume (Haneko a pag. 95/97 e Doncia a pag. 98/101), le quali sono composte da storie di un'unica tavola:
Doncia, storia completa
(fonte)
Il giapponese Rakuten Kitazawa (1876-1955) ha elaborato uno stile personalissimo che gli consente di raccontare, servendosi del disegno tradizionale, storie in cui poco a poco si fanno strada le abitudini occidentali cui il suo popolo va assuefacendosi. Nel 1905 egli fondò il giornale satirico Tokyo Puck; nel 1912 il quotidiano Jiji Shimpo gli offerse la direzione del supplemento della domenica Jiji Manga, illustrato e a colori, ("manga" è il nome con cui vengono chiamati i disegni umoristici di ogni genere, le caricature e i fumetti). Tutti i migliori disegnatori giapponesi collaborano alla realizzazione di quelle pagine e il disegno umoristico divenne in Giappone sempre più popolare. Rakuten Kitazawa si dedicò anche alla satira politica, ma pubblicò numerose "strips", fra le quali fa spicco la signorina Tonda Haneko, una giapponesina senza kimono, ma con le gonne corte che, nel 1929, smaniava per le novità venute dall'Occidente e per il Charleston. Doncia [o "Donsha"], il monello di Batten Nagasaki, fu, negli anni trenta, un altro degli eroi più popolari del Jiji Manga, sul quale apparvero molti "comics", perfino alcuni americani, come ad esempio Fortunello.
Sotto a questa presentazione, è riportata l'immagine del titolo della testata Jiji Manga, accompagnata dalla seguente didascalia: "La testata del Jiji Manga, supplemento settimanale del quotidiano Jiji Shimpo".

Titolo di Jiji Manga,
presente in I Primi Eroi (fonte)

Proseguendo nella lettura de I Primi Eroi, si giunge alla sezione "Viaggio nell'impossibile", al cui interno si trova il manga Son Goku, attribuito a Shifumi Yamané - storpiatura di Hifumi Yamane -, datato (forse erroneamente) 1930 e pubblicato in edizione non ribaltata, proprio come preannunciato al termine della presentazione di questa sezione (cfr. pag. 127):
Il grande Georges Mélies, il primo che intuì le possibilità magiche e le risorse comiche del cinematografo dei fratelli Lumière, realizzò nel 1904 un film intitolato: Voyage à travers l'impossible ["Viaggio attraverso l'impossibile", durata: 14 minuti; probabile fonte di ispirazione per la novella Una notte sul treno della Via Lattea di Kenji Miyazawa e per il manga Galaxy Express 999 di Leiji Matsumoto].
Treno spaziale volante,
dal film Viaggio attraverso l'impossibile
Libero dalle costrizioni del realismo, il disegno può, come il cinema, varcare la soglia del paese delle meraviglie. Dalle immagini accettiamo quello che respingiamo dalle parole: l'incredibile, il fantastico, l'assurdo, l'incoerente, la poesia, la favola, la follia. Ecco perché ai bambini piacciono i fumetti, ecco perché solo i fumetti possono ricondurci al mondo incantato dell'infanzia.
Prepariamoci a entrare nel regno del sogno, della magia, della fantascienza, della leggenda. Il film di Mèlies cominciava con un'immagine di Epinal uscita dai torchi di Pellerin, lo stampatore che si faceva raccontare dai suoi operai quello che avevano sognato la notte. Tutto ci sarà consentito, perfino di vivere nei sogni del piccolo Nemo, il viaggiatore, o di assistere alle incredibili catastrofiche conseguenze degli starnuti del piccolo Sammy. Vedremo Bilbolbul per il quale ogni iperbolico modo di dire diventa realtà; Felix e Rupert ci introdurranno nel mondo della magia bianca; Manca e Robledano ci faranno conoscere i loro dotti inventori di miracolose vernici; vedremo Meggendorfer e Steub disegnare fantasmagorici "bilderbogen"; vedremo come i piccoli giapponesi ridano con Songoku, un personaggio parodiato dalla fiaba cinese della scimmia pellegrina; vedremo infine Krazy Kat, il gatto pazzo, che, una pagina dopo l'altra, con le sue assurdità e il suo buffo linguaggio s'ingegna di ricreare inesauribilmente, in una cornice inverosimile e folle, una situazione che è sempre la stessa.
Nessuna meraviglia dunque se in questo capitolo, dedicato al fantastico e all'assurdo, ci toccherà ogni tanto girare il libro per guardare le figure o se, addirittura, dovremo sfogliarlo all'incontrario!
Little Nemo (fonte)
Il manga di Yamane non è tuttavia l'unico fumetto che richiede una forma di lettura insolita, poiché anche per lo statunitense Little Nemoideato nel 1905 da Winsor McCay, è necessario girare il libro, in quanto le tavole che lo compongono sono state pubblicate in orizzontale (cfr. pag. 132/141). Riguardo a Little Nemo è importante ricordare come il personaggio sia molto amato anche in Giappone, al punto che, nei primi anni '80, il regista Isao Takahata lavorò, insieme a Yasuo Otsuka e Hayao Miyazaki, al progetto di un film d'animazione basato su di esso e realizzato in coproduzione tra USA e Giappone, che purtroppo saltò e venne realizzato solo successivamente da un diverso staff creativo nippo-americano (si tratta del film Piccolo Nemo - Avventure nel mondo dei sogni, diretto da Masami Hata e William Hurtz nel 1989), mentre del progetto di Takahata è visionabile un video, qui disponibile.

Tornando a I Primi Eroi e Son Goku, a pag. 180, viene così presentata la sotto-sezione "La scimmia pellegrina", contenente il manga di Yamane preceduto da un fumetto cinese sempre ispirato all'opera letteraria Il Viaggio in Occidente:
Il Viaggio verso l'Occidente è uno dei testi più celebri della tradizione cinese. I quattro viaggiatori personificano le qualità e i difetti dell'uomo: il pellegrino a cavallo, è la personificazione dell'intelligenza; la scimmia, dell'astuzia; il porcello, delle voglie e dei desideri; l'uomo barbuto, della forza brutaIl teatro tradizionale cinese ha conservato a questi personaggi il più celebre dei quali è la scimmia, i loro attributi e le loro maschere. La Cina Popolare continua, per mantenere in vita le antiche leggende, a ristampare, a milioni di copie, libri di formato assai ridotto in cui ogni immagine con la sua didascalia riempie una pagina. La scimmia, questo superman mitologico, compie con i suoi compagni un viaggio ricco di imprevisti, di cimenti, di meravigliose avventure. Ci accorgeremo subito, però, che, se in Cina il racconto ha perso gran parte del suo significato metafisico, neanche i piccoli giapponesi lo prendono molto sul serio: lo prendono come una gustosa satira degli eroi mitologici del buddismo e si divertono alle caricature dei samurai, sciocchi e buoni a nulla.

I Primi Eroi, pag. 180 (foto personale)

Al termine del fumetto cinese (inserito nelle pag. 180/183) a pag, 183, in basso a destra, viene così avvertito il lettore che si appresta a sfogliare il manga di Yamane (presente a pag. 187/184):
Sul verso di questa pagina troverete la fine della parodia giapponese. Abbiamo riprodotto l'originale tale e quale: le immagini vanno guardate da destra a sinistra e le pagine voltate all'incontrario. Bisogna quindi incominciare da pagina 187.
Dragon Ball n. 1 (1995)
Questo tipo di avvertenza anticipa nettamente quella che, a partire dalla metà degli anni '90, sarà inserita nelle edizioni italiane di molti fumetti nipponici, pubblicati riproducendo l'ordine di lettura originale delle edizioni giapponesi, in modo da non stravolgere i disegni delle storie a fumetti: col "ribaltamento" delle tavole, qui ben spiegato da Luigi Bernardi (direttore della Granata Press, casa editrice attiva nella pubblicazione dei manga nei primi anni '90), accade infatti che le immagini appaiano come riflesse in uno specchio, trasformando, ad esempio, in mancino un personaggio che usa la mano destra nell'edizione originale. Curiosamente, è proprio un manga con protagonista un altro Son Goku a rappresentare il primo caso di fumetto giapponese ad essere stato pubblicato, in versione ufficiale e integrale, in modo non ribaltato in Italia: si tratta di Dragon Ball di Akira Toriyama, edito dalla Star Comics a partire dall'aprile 1995.

Istruzioni sulla lettura di un manga,
da Dragon Ball n. 1 (1995)
Tornando al manga Son Goku di Hifumi Yamane, si coglie l'occasione per fornire alcune informazioni su di esso e sul suo autore. Effettuando ricerche sul web, si possono trovare informazioni su di un'edizione nipponica in un unico volumetto (lunghezza complessiva: 94 pagine) di questo manga, edita nel 1960 dalla Shueisha col titolo "Son Goku, the magic monkey" - del quale si trova traccia di una prima edizione risalente al 1948, della quale è visionabile anche la copertina a questo link -, e sull'esistenza di un secondo manga di Yamane con protagonista nuovamente lo scimmiotto: si tratta di Shin Son Goku (aka "The New Magic Monkey"), edito in un volumetto di 84 pagine sempre dalla Shueisha nel 1955. Di Yamane è inoltre disponibile un elenco delle sue opere, dal quale risulta come esso sia anche autore di un manga del 1955 chiamato "Shonen Sarutobi Sasuke", stesso titolo di un film d'animazione prodotto nel 1959 dalla Toei, peraltro molto simile al titolo originale, "Manga Sarutobi Sasuke", della serie animata Il piccolo guerriero, prodotta dalla Knack nel 1979/1980. Di Yamane è inoltre noto che visse per un periodo nel quartiere Toshima di Tokyo, un tempo celebre per ospitare famosi fumettisti come Osamu Tezuka (aneddoto ricordato su questo sito dedicato a Tezuka).


Da Tezuka secondo me,
di Tadao Yaguchi

Su Yamane esiste infine un breve articolo biografico in spagnolo, dal quale (come dal sopra citato elenco di opere) risulterebbe essere nato nel 1924, anno che farebbe di lui una persona troppo giovane per poter pubblicare, nel 1930, il manga Son Goku presente ne I Primi Eroi. Probabilmente si tratta di un'errore di datazione dell'opera fumettistica, oppure di attribuzione, poiché anche il fumettista Shigeo Miyao (1902-1983, attivo come fumettista già dagli anni '20) pubblicò un manga, intitolato "Saiyuki", con protagonista Son Goku (qui si trova la copertina di un'edizione in volume del 1946), come ricordato da Tezuka ("Durante la seconda guerra mondiale, Kodasha distribuì un Son Goku a fumetti di Miyao Shigeo") e dal fumetto autobiografico Tezuka secondo me (Kappa Edizioni) di Tadao Yaguchi. Purtroppo al momento non è possibile fare ulteriore chiarezza in proposito.


Nonostante alcuni dubbi che tuttora permangono sul manga Son Goku presente nei Primi Eroi, è importante sottolineare come questo volume risalente agli anni '60 sia pienamente riuscito a raggiungere il suo obiettivo, cioè quello di creare un'opera che potesse servire da punto di riferimento per lettori appartenenti a diverse generazioni, ma accomunati dall'interesse per il fumetto internazionale, rappresentando inoltre una prestigiosa pubblicazione che ha fatto dell'Italia un paese cruciale nello studio e nella divulgazione della cultura fumettistica, che attende solo qualcuno che, nel nostro paese, ne sappia cogliere pienamente il valore e l'eredità culturale, per sottoporla efficacemente alle nuove generazioni e proseguirne gli intenti culturali e divulgativi.

N.B. Per la stesura di questo articolo, è stata consultata la riedizione del 1965. L'indice completo della riedizione è disponibile a questo link.
Per completezza va segnalato che, oltre agli autori trattati nell'articolo, al termine dell'edizione del 1965 de I Primi Eroi, vi sono alcuni ulteriori autori nipponici segnalati nell'appendice a pag. 468-469, accompagnati dall'anno in cui erano attivi e, in certi casi, dal titolo di una loro opera. Essi sono: Toten Hozumi e Rynichi Yokohama (abbinati all'anno 1922 e citati a pag. 468); Hisao Kawamori (abbinato all'anno 1929, pag. 469); Suiho Tagawa (autore di "Norakutoro Nitchei"), Yataka Aso (autore di "Akatchan Kakéka"), Hekoten Shimokawa, Hisara Tanaka (tutti loro sono abbinati al 1930, a pag. 469); Kaoru Akiyoshi (1937, autore di "Todoriki", pag. 469).

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