lunedì 12 giugno 2017

Jane Campion: la vittoria a Cannes nel 1993 e la perdita del figlio




All'interno della storia del festival di Cannes, la neozelandese Jane Campion (classe 1954) è per ora l'unica regista donna ad aver vinto la Palma d'oro per il miglior film, ottenuta per Lezioni di piano ("The Piano") nel 1993, in ex-aequo con il film cinese Addio mia concubina ("Farewell My Concubine") di Chen Kaige. A questo suo successo è però collegato un tragico evento che ha segnato la sua vita: la perdita del figlio Jasper, avvenuta pochi giorni dopo la sua nascita (nel giugno 1993), di poco successiva al festival, durante il quale la Campion era già molto avanti con la propria gravidanza, circostanza che la costrinse a lasciare Cannes senza potervi fare ritorno per ricevere personalmente la Palma d'oro durante la cerimonia conclusiva della kermesse francese.



Notizia della vittoria a Cannes di Jane Campion
Dal Corriere della Sera del 25/05/1993

Jane Campion (a destra) a Cannes, nel 1993
Dal documentario di Alexis Veller

È la stessa Jane Campion a raccontare ciò che le accadde nel corso del documentario francese La légende de la Palme d'or ("La leggenda della Palma d'oro", 2015, aka "The Legend of the Palme d'Or") di Alexis Veller, consistente in una raccolta di interviste a vari registi di diverse nazionalità che, come lei, hanno vinto la prestigiosa Palma d'oro per il miglior film a Cannes. Nel corso del documentario, dove viene fatta luce anche sul paese (la Colombia) e sul luogo di provenienza del materiale utilizzato per la creazione del premio dorato, intervengono registi come Wim Wenders, Quentin Tarantino (la cui testimonianza risulta assente nell'edizione italiana del documentario trasmessa da Sky Arte col titolo "Cannes - La leggenda della Palma d'oro"), Martin Scorsese, Emir Kusturica, Nanni Moretti, i fratelli Dardenne, Steven Soderbergh e il thailandese Apichatpong Weerasethakul (vincitore nel 2010 col film Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti), come anticipato dal trailer del documentario di Alexis Veller.

Locandina del documentario di Veller

Titolo del documentario di Veller

Come indicato nel pressbook di presentazione del documentario di Veller (reperibile nel web in formato pdf), la Campion viene intervistata nella sua casa a Glenorchy (Nuova Zelanda), la città dove è stata effettuata una parte delle riprese di Top of the Lake - Il mistero del lago (2013), una miniserie televisiva in 7 puntate prodotta dalla BBC, alla quale la Campion ha preso parte alla sua ideazione, scrittura e regia. Di Top of the Lake è stata inoltre prodotta una seconda stagione nel 2017, presentata in anteprima dalla regista neozelandese al festival di Cannes di quest'anno.


(fonte)

Locandina ufficiale di Cannes 1993
(fonte)

La Campion - che in seguito alla perdita del primogenito ha avuto un'altra figlia nel 1994, Alice Englert (attrice), dal marito Colin David Englert, dal quale ha poi divorziato nel 2001 -, a distanza di ormai molti anni dalla sua vittoria a Cannes, così ha raccontato quanto le accadde nel 1993:

Cannes... Mi viene in mente il mare. Per me è incantevole come il mar Mediterraneo. È il luogo perfetto per un festival. Una piccola cittadina in pietra bianca. Cannes è un luogo suggestivo per un regista. È emozionante essere selezionati tra tanti. Il proprio ego spicca il volo. (...)

Jane Campion in canoa in Nuova Zelanda
L'immagine dovrebbe risalire al 2014
Dal documentario di Veller

Credo che vincere la Palma d'oro sia un po' come essere incoronati, ma non me ne sono resa conto per anni. Ma questa è stata una costante della mia carriera. Essere la prima donna a vincere la Palma d'oro mi cambiò la vitaÈ come quando assisti a un fenomeno atmosferico perfetto. Come un arcobaleno, per esempio. Qualcosa di inaspettato, qualcosa di inimmaginabile, che non puoi catturare. Un raggio di sole in una foresta che ti illumina. È un momento unico e raro, e pensi: "Ecco, è proprio per questo che sono venuta qui. È importante, grazie". Più si avvicina il momento della proiezione, più l'ansia aumenta. Inizi a sentirti "terrorizzato" [risata]... o tremi di paura, oppure ti estranei dalla realtà: "Devi solo salire sulla scalinata..." [risata]. Ovviamente, poi emerge il problema del cosa indossare. Per una di quelle donne che, come me, non hanno l'abitudine di comprare abiti eleganti o di indossarli, richiede molto impegno.

Harvey Keitel (protagonista di Lezioni di piano) e Jane Campion a Cannes nel 1993
(fonte)
Uno dei momenti migliori fu camminare sul red carpet. Allora il presidente del festival era Gilles Jacob, un tipo molto calmo ed elegante, che sa come accoglierti. Pensai: "Bene, sa come metterti a tuo agio". Ho ancora l'immagine di lui che ci guarda dall'alto della scalinata, come Dio [risata]. Dopo la proiezione di Lezioni di piano, ci fu un lungo applauso in sala. È difficile da accettare per noi neozelandesi... Vedete, noi ci consideriamo persone umili che non meritano attenzioni particolari. Perfino quell'applauso mi mise in imbarazzo.
Articolo-intervista su Jane Campion a Cannes.
Da La Stampa, 17/05/1993

Jane Campion lascia Cannes prima della cerimonia conclusiva
Dal Corriere della Sera, 24/05/1993
Per le donne è più complicato. Quando arrivano al punto della carriera in cui hanno maturato la giusta esperienza, devono iniziare a pensare ai figli e alla famiglia. Questi due aspetti erano molto presenti nella mia vita. E naturalmente credo che... Lezioni di piano era la mia creatura, ma un figlio è più importante. Fu stressante essere così avanti con la gravidanza e dedicarsi alla promozione del film e tutto il resto... Ero stravolta, sì... Il mio bambino morì dieci giorni dopo la nascita. Quel successo fu davvero molto, molto complicato per me. Il mio maggior successo arrivò insieme al mio dolore più grande. I sei mesi successivi furono un vero inferno. Fu molto doloroso, ci volle parecchio tempo per capire. Dovevo superare il dolore per la perdita di un figlio... È l'esperienza più sconvolgente che si possa provare, più della vittoria di un premio. C'è voluto parecchio tempo, forse dieci anni, per accettare quella Palma d'oro.

Dal Corriere della Sera del 03/07/1993
Guardandomi indietro, ora posso dirmi che feci un buon lavoro. Quello che ho passato io accade di rado, magari non si verificherà mai più. Solo ora che è acqua passata, ho apprezzato quel premio e ho capito che avere amato tanto quel film mi ha aiutata ad andare avanti. (...)
[Riguardo al mondo in cui conserva la Palma d'oro, la Campion aggiunge che] La tengo in una credenza. È il mio piccolo segreto. La mia gioia segreta. Ciao Palma! 
(cfr. il sopracitato documentario di Alexis Veller)
Jane Campion a Glenorchy
L'immagine dovrebbe risalire al 2014
Dal documentario di Veller

Alla luce di tutto questo acquista maggiormente valore l'aver visto Jane Campion tornare a Cannes nel 2017 in occasione della settantesima edizione del festival, in compagnia di altri registi che in passato hanno vinto la Palma d'oro, come David Lynch (ottenne il premio nel 1990 con Cuore Selvaggio), col quale è apparsa sorridente mentre lo abbracciava, manifestando come lui - che nel 2017 ha potuto riscattare se stesso e la serie Twin Peaks dalle contestazioni ricevute nel 1992 al festival dal film Fuoco cammina con me - una ritrovata e importante serenità d'animo, perlomeno nel corso di quella kermesse francese a cui entrambi sono profondamente legati.

Jane Campion e David Lynch a Cannes nel 2017
(fonte)

P. S. Alla scomparsa di Jasper è dedicato il film Ritratto di signora ("The Portrait of a Lady", 1996), diretto da Jane Campion basandosi su un romanzo di Henry James (autore della ghost story Il giro di vite) e avvalendosi della partecipazione di Nicole Kidman nel ruolo della protagonista. Anche il personaggio interpretato dalla Kidman, Isabel Archer, perde un figlio, circostanza che permette di comprendere la seguente dichiarazione dell'attrice: "Credo che tutto ciò che viene vissuto da Isabel, sia stato provato a un certo punto anche da Jane nel corso della sua vita. Isabel dice che tutto ciò che vuole dalla vita sono opportunità e rischi. E penso che sia così anche per Jane". Dalla stessa fonte da cui provengono le parole della Kidman - il libro Jane Campion Interviews (1999) curato da Virginia Wright Wexman -, si riporta quanto detto dalla Campion in merito a ciò che ha appreso dall'esperienza della sua vittoria a Cannes e dalla perdita del figlio, facendole riconsiderare tutta la sua vita: "Comprendi che quello che vuoi non è sempre sotto il tuo controllo".




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