lunedì 25 luglio 2016

Hiroshima e Nagasaki - Una lista di film giapponesi sulla bomba atomica (seconda parte)



Seconda e ultima parte (qui il link alla prima) della lista di film nipponici sul tema della bomba atomica.


Gen senza scarpe: si tratta di una trilogia cinematografica diretta da Tengo Yamada, filmata a colori, e basata sul manga Gen di Hiroshima ("Barefoot Gen", "Hadashi no Gen" in giapponese, edito in Italia da Planet Manga e poi da 001 Edizioni), di Keiji Nakazawa. I titoli internazionali dei tre film che la compongono sono: "Barefoot Gen" ("Hadashi no Gen", 1976), "Barefoot Gen: Explosion of Tears" ("Hadashi no Gen: Namida no Bakuhatsu", 1977), "Barefoot Gen: Battle of Hiroshima" ("Hadashi no Gen: Part 3 Hiroshima no Tatakai", 1980).

Locandina del secondo film, Barefoot Gen: Explosion of Tears
(fonte)

La trilogia racconta la vita del piccolo Gen, che vive in prima persona l'esplosione atomica di Hiroshima e tutte le difficoltà che ne conseguono.

Nel 1982 su Raiuno, all'interno del programma pomeridiano "Direttissima con la tua antenna", risultano essere stati trasmessi suddivisi in 8 parti di circa 45 minuti ciascuna (trasmesse di mercoledì e giovedì), i film di questa trilogia, attraverso il titolo cumulativo di "Gen senza scarpe". La messa in onda della prima puntata avviene il 10 marzo alle 17:30, mentre la trasmissione dell'ultima è datata il primo aprile. In occasione della messa in onda di "Gen senza scarpe", sul settimanale Radiocorriere TV venne pubblicato il seguente articolo di presentazione.

Dal Radiocorriere TV n. 10, 1982


- Children of Nagasaki ("Kono ko o nokoshite", 1983) di Keisuke Kinoshita. Girato a colori. Inedito in Italia, ma proiettato in alcune rassegne cinematografiche sul cinema giapponese. Si tratta di un nuovo film dedicato alla figura di Takashi "Paolo" Nagai, stavolta realizzato senza più i vincoli censori statunitensi.

Copertina dell'edizione dvd nipponica del 2013
(fonte)

La vita di Takashi "Paolo" Nagai, prima, durante e dopo l'esplosione atomica, trattando la devastazione da essa provocata, il tentativo di tornare a vivere della popolazione e di continuare a commemorare degnamente i propri morti, fino al momento dell'aggravarsi della malattia di Nagai, che lo costringe a letto, ma che non gli impedisce di scrivere libri su quanto accaduto, confrontandosi con la censura imposta dagli americani sui testi dedicati alla bomba atomica.

Una croce di legno in ricordo di chi è morto a causa della bomba atomica

Takashi Nagai, al centro, tiene un discorso durante una cerimonia funebre

Si riporta il testo della presentazione del film a cura dell'Istituto Giapponese di Cultura di Roma, dove la pellicola è indicata col titolo "I bambini di Nagasaki".

Scheda del film distribuita all'edizione 2007 dell'Ottobre Giapponese di Ravenna.
A questo link il programma di quell'edizione.


Barefoot Gen ("Hadashi no Gen", 1983) di Mori Masaki. Film d'animazione a colori, inedito in Italia, anch'esso basato sul manga di Keiji Nakazawa.

Copertina di un'edizione dvd britannica

A Hiroshima, la famiglia del giovane Gen vive i suoi ultimi momenti felici prima di essere travolta dall'esplosione atomica. Sopravvissuto all'esplosione, il piccolo Gen vaga per la città distrutta, facendo il possibile per cercare di salvare i componenti della sua famiglia e, in seguito, per continuare a vivere.

La scena dell'esplosione atomica è visionabile a questo link. Tra le altre opere d'animazione incentrate sull'esplosione atomica di Hiroshima, merita una menzione il breve cortometraggio Pika-Don (1978), realizzato in modo indipendente da Renzo Kinoshita e visionabile a questo link. Il titolo "Pika-Don" allude al modo in cui gli abitanti di Hiroshima si riferivano all'esplosione atomica, chiamandola "lampo" (pika) e "tuono" (don). Pika-Don è ritenuta la prima opera animata ad aver trattato esplicitamente l'esplosione atomica di Hiroshima. In precedenza, la città di Hiroshima e il ricordo dei tragici eventi della seconda guerra mondiale, erano apparsi nell'ep. 16 della serie animata di fantascienza Cyborg 009 (1968, inedita), suscitando molte proteste e critiche, come spiegato in questo articolo del blog.

Dvd nipponico di Barefoot Gen 2

- Barefoot Gen 2 ("Hadashi no Gen 2", 1986) di Toshio Hirata. Film d'animazione a colori, inedito in Italia.

Tre anni dopo l'esplosione della bomba, continua la disperata lotta per la sopravvivenza di Gen, che entra in contatto con altri suoi coetanei rimasti orfani, che vivono da emarginati senza frequentare la scuola e commettendo dei furti per tentare di continuare a vivere. Tra di essi vi è anche una ragazza che ha sul viso delle cicatrici provocatele dalla bomba atomica. Nel frattempo, la madre di Gen inizia a stare male a causa delle radiazioni.

Il film tratta una parte meno nota del manga di Keiji Nakazawa, in cui si pone l'attenzione su ciò che accadde alla società nipponica anni dopo l'esplosione atomica, affrontando temi difficili come l'emarginazione degli hibakusha (lett. "persone affette dall'esplosione"), cioè delle persone rimaste esposte alle radiazioni che, in casi come quello della ragazza presente nel film, possono avere sul loro corpo anche delle vistose cicatrici che le rendono facilmente riconoscibili. A causa di questo e di altri argomenti ritenuti tabù dalla società giapponese, il manga di Nakazawa dovette affrontare un cammino editoriale molto tortuoso (iniziò nel 1973, per poi terminare nel 1985), venendo sospeso dalla rivista settimanale Shonen Jump della Shueisha dopo circa un anno, per poi trasferirsi su testate di piccoli editori di sinistra legati al sindacato degli insegnanti (cfr. il saggio Il manga - Storie e universi del fumetto giapponese, di Jean-Marie Bouissou, edito da Tunué nel 2011, pag. 191).

Dvd del film Pioggia nera

Pioggia nera ("Kuroi Ame", 1989) di Shohei Imamura. Girato in bianco e nero, tratto dal romanzo omonimo di Ibuse Masuji, pubblicato in Giappone nel 1965 e in Italia da Marsilio nel 1993. Non risultano edizioni italiane in home video di questo film.

Cinque anni dopo il giorno dell'esplosione atomica di Hiroshima, una coppia cerca di continuare a vivere, ma deve fare i conti con le dicerie che incombono sulla giovane nipote, ritenuta una persona malata a causa delle radiazioni e quindi inadatta a sposarsi o ad avere dei bambini.



Copertina del libro da cui è tratto il film

Il film venne presentato in concorso al Festival di Cannes nel 1989, come testimoniato da questa recensione del quotidiano La Repubblica. La distribuzione nei cinema italiani fu affidata alla Academy. Stando a quanto indicato su il Morandini - Dizionario dei film 2008, l'opera di Imamura venne distribuita in sala in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

Il titolo del film si riferisce alla pioggia nera (altamente radioattiva) che a Hiroshima scese dal cielo in seguito all'esplosione atomica.

I protagonisti di Pioggia nera

Sulla sua decisione di girare il film in bianco e nero, il regista Imamura ha dichiarato che lo ha fatto per tre ragioni: "Primo per meglio rendere l'epoca in cui si svolge la storia, gli anni Cinquanta; secondo per citare lo stile di tanti filmati e documenti d'attualità; terzo perché il bianco e nero fa meglio da cornice a un soggetto così austero" (cfr. l'articolo-intervista "Quel 6 agosto ero incollato alla radio", di Giuseppina Manin, Corriere della Sera, 19/05/1989). Per ciò che concerne l'adozione di uno stile grottesco in alcuni momenti del film, Imamura ha spiegato che "anche nei momenti più drammatici, a ben guardare, nella vita c'è sempre qualche risvolto ridicolo" (cfr. il già citato articolo-intervista di Giuseppina Manin).

Per quello che invece riguarda il personaggio della giovane ragazza del film, Imamura ha detto che "Moltissimi giovani giapponesi di oggi (...) non sanno neppure che c'è stata la Seconda Guerra mondiale, ma con quella ragazza possono identificarsi ed attraverso di lei possono capire l'orrore di questa morte lenta" (cfr. Hiroshima: la pioggia atomica che assolve il Giappone, di Tiziano Terzani, Corriere della Sera, 07/05/1989). A sostegno delle parole di Imamura, si possono vedere le interviste ad alcuni giovani giapponesi presenti all'inizio del documentario White Light/Black Rain: The Destruction of Hiroshima and Nagasaki (2007, inedito) di Steven Okazaki, prodotto dalla statunitense HBO.

La pioggia nera cade sul volto della giovane protagonista

Nello stesso anno in cui venne prodotto Pioggia nera (titolo internazionale: "Black Rain"), il 1989, negli USA venne realizzato il film Black Rain - Pioggia sporca ("Black Rain" in originale), diretto da Ridley Scott, il quale, a proposito di questa "coincidenza" dei titoli dei due film, ha dichiarato: "Lo so che esiste un altro film intitolato "Black Rain", diretto da Shohei Imamura: una coincidenza, nessun problema, non ci può nuocere, la storia è diversa: là si parla della bomba atomica" (cfr. l'articolo "Eccomi poliziotto a Osaka", di Valerio Cappelli, Corriere della Sera, 10/10/1989).

Per ulteriori informazioni sul film di Imamura e sul libro di Masuji si consiglia la lettura di questo articolo del blog.

Dvd del film Rapsodia in Agosto

Rapsodia in Agosto ("Hachigatsu no kyoshikyoku", 1991) di Akira Kurosawa. Film a colori dedicato al ricordo della bomba atomica di Nagasaki, in cui è presente il noto attore statunitense Richard Gere.

Durante un'estate dei primi anni anni '90, i membri di una famiglia (incluso un parente americano interpretato da Richard Gere) si riuniscono nella casa di un'anziana donna, sopravvissuta alla bomba atomica di Nagasaki (da lei ricordata associandola a un gigantesco occhio), ma rimastane fortemente traumatizzata.

L'occhio, nella locandina nipponica di Rapsodia in Agosto

Nel film viene mostrato l'autentico Parco della Pace di Nagasaki, a cui fanno visita i giovani discendenti della donna. Essa, riguardo alla bomba atomica e agli americani, dichiara nel corso del film: "Ho odiato la guerra, non gli americani... (...) Gli americani ci avevano assicurato che la bomba doveva porre fine alla guerra (...) ma il "lampo" ha continuato a mietere vittime... Se l'umanità continuerà a uccidersi così, finirà per autodistruggersi..." (queste frasi sono riportante nel libro Akira Kurosawa di Aldo Tassone, edito da Il Castoro nel 2001, pag. 122).

Per ulteriori informazioni sul rapporto tra Kurosawa, la minaccia dell'esplosione atomica e un disastro provocato dall'energia nucleare, si consiglia la lettura di questo articolo del blog.


Vhs del film Hiroshima - Inferno di cenere
(fonte)

In conclusione di questa lista, si segnala il primo film televisivo di produzione statunitense ad aver trattato il tema della bomba atomica dal punto di vista di chi ha subito il bombardamento. Si tratta di Hiroshima - Inferno di cenere ("Hiroshima: Out of the Ashes", 1990), diretto da Peter Werner, basandosi sul libro Diario di Hiroshima (1955) di Michihiko Hachiya e avvalendosi della collaborazione di Kaz Suyeishi, donna nippo-americana sopravvissuta alla bomba e componente della Committee for Atomic Bomb Survivors, avente sede a Los Angeles. La Suyeishi, in seguito, ha anche preso parte al cortometraggio statunitense Hibakusha (2012) di Choz Belen e Steve Nguyen.

Vhs italiana del film
(fonte)

Uno degli attori principali di Hiroshima - Inferno di cenere è Max Von Sydowa molti noto per il ruolo di padre Merrin nel film L'esorcista (1973), che anche in quest'occasione interpreta il ruolo di un sacerdote cattolico. Nella pellicola si racconta Hiroshima partendo dal 5 agosto 1945, mostrando la vita di varie persone che in essa vi abitavano e il punto di vista di alcuni soldati statunitensi catturati dall'esercito nipponico, venendo anch'essi coinvolti nelle conseguenze dell'esplosione atomica. Nel nostro paese il film venne distribuito direttamente in home video dalla Multivision nel 1993, che lo pubblicò in vhs.

N. B. Per ulteriori informazioni sul cinema giapponese, si consiglia la lettura dei libri Storia del cinema giapponese di Maria Roberta Novielli (edito da Marsilio nel 2001) e Breve storia del cinema giapponese di Max Tessier (pubblicato da Lindau, nel 1999), entrambi consultati per la preparazione di questo articolo. Per ulteriori informazioni sulle opere della cultura nipponica dedicate alla bomba atomica, si può consultare quest'altro articolo del blog, mentre un approfondimento sulla vicenda del peschereccio giapponese che il primo marzo 1954 fu coinvolto nell'esplosione di una bomba termo-nucleare all'Atollo Bikini, è disponibile in questa pagina del blog.


2 commenti:

  1. Non trovo le parole per dirti quanto siano stupendi e interessanti i tuoi articoli, né per farti adeguati complimenti. Amo moltissimo il tuo blig e ti ringrazio davvero per il tuo lavoro.

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  2. Prego Orlando, grazie a te per seguirmi sempre con attenzione e per apprezzare così tanto le cose che scrivo!

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