sabato 19 ottobre 2013

Dietro le quinte del film "La fattoria degli animali" (1954) di Halas e Batchelor (prima parte)



Approfondire i retroscena della produzione, della distribuzione e dell'impatto sul pubblico internazionale di un film, può far scoprire aneddoti simpatici o curiosi, ma in certi casi può far emergere una realtà incredibile, capace di superare anche la più fervida delle fantasie. A quest'ultima categoria appartiene la ricostruzione della produzione del film La fattoria degli animali (1954) di John Halas e Joy Batchelor, pellicola che vede coinvolti individui legati alla seconda guerra mondiale e che diviene un punto di riferimento in Giappone per un'intera generazione di animatori, rappresentata simbolicamente da Hayao Miyazaki.


John Halas,
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Basta approfondire la vita di John Halas, per avere le prime sorprese legate a questo film e ai suoi autori. Il suo vero nome è János Hálasz ed è nato a Budapest, in Ungheria, il 16 aprile 1912, settimo figlio di una donna ebrea e di un uomo cattolico. Halas diviene ebreo come la madre e purtroppo molti suoi parenti muoiono nei lager nazisti. L'essere figlio di persone appartenenti a religioni diverse, l'aver vissuto in prima persona un clima di ostilità crescente verso gli ebrei in Ungheria, l'aver perso delle persone a lui care a causa dell'intolleranza verso il prossimo e del totalitarismo, e il vedere la sua patria occupata (per ragioni diverse) prima dai nazisti e poi dall'Unione Sovietica, lo spingono a produrre, nel corso della sua carriera, opere animate in cui sono presenti temi come la ricerca della libertà (The Magic Canvas del 1948), la denuncia della pericolosità e degli orrori della guerra (Dilemma, 1981), e il chiedersi se l'inevitabile progresso scientifico e tecnologico dell'umanità, culminerà nell'autodistruzione del genere umano (Automania 2000, 1963).

Halas e Joy Batchelor,
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Dopo aver studiato pittura a Budapest restando affascinato dalla corrente artistica ed architettonica del Bauhaus (in particolare dalle opere di László Moholy-Nagy), Halas muove i primi passi come animatore in Ungheria, collaborando con George Pal, esperto in animazione ed effetti speciali, nonché futuro produttore de La guerra dei mondi (1953) e regista de L'uomo che visse nel futuro (1960). Dato che la sua situazione lavorativa ed economica in Ungheria è molto difficile, Halas si trasferisce a Londra nel 1936, dove conosce l'animatrice Joy Batchelor, con la quale si lega sentimentalmente e professionalmente. Dopo un breve periodo in cui i due vanno a vivere e lavorare a Budapest, essi decidono di stabilirsi definitivamente a Londra (1939), aprendo lo studio Halas & Batchelor Cartoon Films nel 1940, per poi convolare a nozze.

Mentre infuria la seconda guerra mondiale e Londra viene bombardata dall'esercito tedesco, Halas e Batchelor producono circa 70 cortometraggi animati pubblicitari, educativi e di propaganda in collaborazione con il Ministero Inglese dell'Informazione. Dopo aver creato, nel 1943, una serie di cortometraggi rivolti ai paesi del Medio Oriente con protagonista un ragazzo arabo, Abu, alle prese con la minaccia rappresentata da Hitler e Mussolini, Halas e Batchelor realizzano, nel 1945 con la tecnica della stop motion (animazione a passo uno), un primo lungometraggio (Handling Ships), su richiesta dell'Ammiragliato della Marina del Regno Unito. Questo film, nonostante ottenga una proiezione al festival di Cannes del 1946, non è però destinato alle sale cinematografiche, ma si rivolge ai giovani membri della Marina, per fargli capire, secondo le parole dello stesso Halas, che guidare una nave non è come guidare un'auto, ma necessita di maggiore attenzione e cautela, poiché in mare è tutto molto più complesso e rischioso.

In seguito alla conclusione del conflitto mondiale, Halas e Batchelor continuano a produrre opere animate legate a volontà politiche, ad esempio collaborando con l'ECA (Economic Cooperation Administration), un ente con sede principale a Parigi che, attraverso i fondi del Piano Marshall (varato nel 1947), ha il compito di promuovere la ricostruzione dell'Europa Occidentale, in modo da opporsi politicamente ed economicamente all'area europea sotto l'influenza dell'Unione Sovietica. Tra le attività dell'ECA, vi è anche quella di produrre opere cinematografiche per contribuire alla ricostruzione materiale, morale e politica dell'Europa. All'interno del materiale audiovisivo finanziato dall'ECA, vi è anche un gruppo di opere di Halas e Batchelor, di cui è importante ricordare il corto The Shoemaker and the Hatter (lett. "Il calzolaio e il cappellaio", 1949; opera umoristica in cui si spiega come il libero mercato sia più redditizio del protezionismo), commissionato da Lothar Wolff, membro dell'ECA, amico e collega di Louis de Rochemont, nonché futuro partecipante alla sceneggiatura del film La fattoria degli animali, la cui produzione viene curata proprio da de Rochemont. Questa rete di contatti e di collaborazioni tra de Rochemont, Wolff, Halas e Batchelor, è una delle ragioni alla base del coinvolgimento della coppia di animatori nella produzione del film basato sul romanzo di George Orwell. Tutte quelle persone erano inoltre accomunate dall'aver già partecipato, in modi e tempi diversi, alla produzione di materiale audiovisivo anti-nazista e anti-comunista.

Il testamento del dottor Mabuse
Wolff, ad esempio, è un ebreo tedesco attivo, come montatore e addetto stampa, nella produzione cinematografica della Germania, dalla quale è costretto a fuggire in seguito alla presa del potere di Hitler nel 1933. Wolff scappa dal suo paese rifugiandosi in Francia e portando clandestinamente con sé la pellicola - di cui cura, in seguito, il montaggio definitivo -, della versione francese del film Il testamento del dottor Mabuse (1933) di Fritz Lang, opera la cui versione tedesca viene proibita in Germania da Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda del Terzo Reich. In seguito ad un colloquio personale intercorso tra il Ministro e Lang avente come oggetto quel film, anche il regista decide di lasciare la Germania. Circa 10 anni dopo la produzione del film, Lang dichiara pubblicamente negli USA che esso era stato realizzato "per denunciare i metodi terroristici di Heydrich, Himmler e Hitler" (cfr. Stefano Socci, Fritz Lang, Il Castoro, 1995, p. 52).
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Nel frattempo Wolff, dopo diversi spostamenti in giro per l'Europa, si trasferisce definitivamente negli USA - paese in cui si prodiga di far arrivare anche la propria madre, rimasta in Germania e che, grazie all'aiuto a distanza e ai contatti politici del figlio, si rifugia prima in Inghilterra e poi negli USA -, dove collabora come montatore alla serie di cinegiornali mensili The March of Time. Nata inizialmente come giornale radiofonico, The March of Time è divenuta celebre per essere stata omaggiata da Orson Welles nel suo film Quarto Potere (1941), dove appare un cinegiornale chiamato News on the March. Prodotta e scritta dal 1935 al 1951, da Louis de Rochemont insieme al fratello Richard, The March of Time è caratterizzata da un'esplicita critica al fascismo, al comunismo e alla demagogia.

La casa della 92ma strada
Oltre ai cinegiornali, Louis de Rochemont si occupa della produzione di film dal forte contenuto politico e sociale, ispirati a eventi realmente accaduti e dal taglio semi-documentaristico, come La casa della 92ma strada (1945) di Henry Hathaway - film incentrato sulla caccia alle spie naziste negli USA dei primi anni '40, e realizzato in collaborazione con l'FBI -, Boomerang - L'arma che uccide (1947) di Elia Kazan - storia di un giovane disoccupato, accusato ingiustamente dell'omicidio di un prete dalla polizia, sulla quale hanno pesato forti influenze politiche nel trovare in fretta un colpevole -, La tragedia di Harlem (1949) di Alfred L. Werker - ispirato alla vita del medico meticcio Albert Chandler Johnston, che per un periodo della sua vita finse di essere un bianco per poter lavorare -, e Il Delitto del secolo (1952) diretto ancora da Walker - vi si narra della lotta dell'FBI alle spie comuniste negli USA, ispirandosi al caso dei coniugi Rosenberg, condannati a morte negli USA con l'accusa di essere spie sovietiche -.

De Rochemont è un fervente oppositore del comunismo e attraverso i suoi contatti con le autorità statunitensi, si impegna per sostenere le indagini sulle persone dell'industria cinematografica sospettate di essere comuniste. Questa e le sopra citate esperienze lavorative di de Rochemont, fanno sì che egli sia scelto per curare la produzione di un film d'animazione basato sul romanzo di Orwell.

Copertina del libro di Leab
L'identità del vero committente del film è stata a lungo oggetto di discussione, fino ad essere stabilita con accuratezza nel saggio di Daniel J. Leab (docente di Storia presso la Seton Hall University negli USA), dal titolo Orwell Subverted: The CIA and the Filming of Animal Farm (lett. "Orwell Sovvertito: La CIA e la produzione della fattoria degli animali", 2007, edito da Pennsylvania State University Press). In questo libro, inedito in Italia ma parzialmente leggibile in inglese su Google Libri, si chiarisce - nei limiti del possibile, in quanto vari dettagli sulla produzione del film restano ancora oscuri - come a fornire a de Rochemont i fondi necessari per acquisire i diritti del romanzo dalla vedova di Orwell e per produrre un film d'animazione ad esso ispirato, sia la OPC (Office of Policy Coordination, lett. "Ufficio del coordinamento tattico" o "Ufficio del coordinamento della linea di condotta"), una divisione interna della CIA interessata ad utilizzare l'opera dello scrittore inglese per adattarla, con alcuni cambiamenti (in particolare nel finale e nella caratterizzazione di alcuni personaggi), in un film da distribuire nei paesi sotto l'influenza statunitense o in buoni rapporti con gli USA, in modo da usarlo come strumento di contrasto e di critica socio-culturale nei confronti dell'Unione Sovietica di Stalin.

In precedenza, durante la seconda guerra mondiale, erano già stati realizzati negli USA cortometraggi animati con evidenti scopi patriottici e di critica all'alleanza tra Germania, Italia e Giappone, come nel caso di The Ducktators (1942), prodotto dalla Warner Bros. La decisione di finanziare un film d'animazione per contrastare il nuovo avversario degli USA, l'URSS di Stalin, è dunque in continuità con quanto prodotto fino ad allora dalla cinematografia statunitense e con la creazione di film di fantascienza in cui è presente una minaccia aliena proveniente dal pianeta "rosso" (La guerra dei mondi), e/o capace di privare le persone della loro individualità (vedasi Gli invasori spaziali o L'invasione degli ultracorpi).


FINE PRIMA PARTE









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