lunedì 11 gennaio 2016

Fuori Orario - Quando Enrico Ghezzi presentò "Akira" di Katsuhiro Otomo



Tra la fine del 1995 e l'inizio del 1996, in occasione dei 100 anni dalla nascita del cinema, il programma Fuori Orario - Cose (mai) viste di Raitre curò un'importante e indimenticabile iniziativa ("Cent'anni di un'invenzione senza futuro") che coinvolse i palinsesti notturni di tutte e tre le reti Rai. In ricordo di quell'evento e in omaggio a una trasmissione notturna - all'interno della quale largo spazio ha avuto il cinema giapponese d'autore -, che da decenni rappresenta un essenziale punto di riferimento per i cinefili italiani, si riporta una delle presentazioni di Enrico Ghezzi del film d'animazione Akira (1988) di Katsuhiro Otomo.


Raccolta di articoli di Ghezzi sul cinema

Per contestualizzare brevemente quel periodo, si ricorda che la pellicola di Otomo uscì nei cinema italiani nella primavera del 1992 (dal 20 marzo, cfr. qui), confrontandosi, durante il weekend pasquale, con una riedizione del film disneyano Biancaneve e i sette nani (1937). Il film di Otomo ottenne purtroppo uno scarso successo di pubblico, riscattandosi solo nel corso del tempo, grazie al passaparola tra appassionati e al settore dell'home video (la vhs venne pubblicata nel 1992 dalla Multivision). Sull'edizione italiana del film, inoltre, pesarono purtroppo alcuni tagli, come l'omissione del prologo, sostituito dalla semplice presenza dei titoli di testa su sfondo nero, al termine dei quali appare l'inquadratura di un'insegna luminosa. Se si aggiunge la traduzione infedele dei dialoghi originali giapponesi e alcune scelte errate nell'assegnazione delle voci dei personaggi - i bambini dal volto di vecchi hanno, nell'edizione italiana, voci di persone adulte, mentre nell'edizione originale hanno voci di bambini -, ci si rende conto di quanto la vicenda narrata dal film apparisse confusa e di difficile comprensione per lo spettatore.


Il titolo del film, nell'edizione cinematografica italiana

L'inquadratura dopo i titoli di testa dell'edizione cinematografica italiana di Akira

Oltre al prologo, vennero del tutto tagliati i titoli di coda, sostituiti dalla scritta "fine"

Oltretutto anche la pubblicazione del manga di Akira (firmato sempre da Otomo), iniziata nell'aprile 1990 ad opera della Glénat Italia, non venne portata a termine nel nostro paese a causa della chiusura dell'editore italiano, interrompendosi nel 1994 a 2 albi dalla fine (i numeri 37 e 38), che vennero distribuiti solo nel 1997 dalla Planet Manga/Panini Comics. Nel 1996, inoltre, avvenne anche il fallimento della casa editrice bolognese Granata Press, evento che segnò fortemente il settore dei manga e dell'home video dell'animazione giapponese in Italia. Quest'ultima, inoltre, stava vivendo uno dei suoi periodi più difficili nel nostro paese, a causa della crescente e massiccia quantità di censure imposte a molte delle serie tv animate trasmesse sulle reti televisive, come testimoniato da quanto accadde in quegli anni alla saga di Sailor Moon.


Akira n. 1, aprile 1990

Nonostante queste problematiche, quel periodo vide inoltre la pubblicazione della prima edizione italiana del manga di Dragon Ball ad opera della Star Comics, che inaugurò (nell'aprile 1995) la pubblicazione non ribaltata delle tavole originali, dando così il via a quel nuovo modo di leggere il fumetto giapponese nel nostro paese che, nel corso dei decenni successivi, riuscì ad imporsi come il formato standard dei manga in Italia. Sempre in quel periodo, infine, avvenne la nascita della Dynamic Italia, azienda "erede" della Granata Press nella pubblicazione delle (costose) videocassette di opere animate nipponiche.

Primo numero della prima edizione del manga di Dragon Ball

Passando al programma Fuori Orario, va ricordato come all'interno di esso Akira sia stato trasmesso in diverse occasioni - ad esempio nel febbraio 1996, come riportato in quest'articolo dell'Adnkronos -, la prima delle quali avvenne la notte tra sabato 9 e domenica 10 dicembre 1995, occasione in cui alla pellicola di Otomo fece seguito Tetsuo - The Iron Man (1989), film a basso budget in bianco e nero diretto da Shinya Tsukamoto, autore lanciato e sostenuto nel nostro paese proprio da Ghezzi, il quale ha incontrato e intervistato più volte il regista nipponico nel corso degli anni.

Numerosi sono gli elementi che accomunano Akira e Tetsuo, come l'appartenenza al genere fantascientifico cyberpunk, l'attenzione per una devastante mutazione dei corpi, e la ricorrenza del nome Tetsuo, assegnato anche a uno dei personaggi principali di Akira.


Dal Radiocorriere TV n. 49, dicembre 1995


Ai legami esistenti tra le due pellicole allude anche la seguente presentazione di Akira da parte di Enrico Ghezzi, realizzata per la messa in onda del film avvenuta nella notte tra domenica 10 e lunedì 11 novembre 1996, ad un orario insolito (le 00:45 circa) per Fuori Orario, il cui inizio solitamente avveniva all'01:00 o alle 02:00. Prima dell'introduzione di Ghezzi, vennero mostrate alcune scene tratte da Ghost in the Shell (1995) di Mamoru Oshii, lungometraggio animato di fantascienza presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1996, per poi essere distribuito nel nostro paese, in quello stesso anno, direttamente in vhs dalla Manga/Polygram Video.

Vhs italiana di Ghost in the Shell

Al termine delle immagini di Ghost in the Shell, fece seguito la presentazione di Ghezzi, il quale, dopo aver spiegato che si trattava dell'ultimo passaggio di Akira all'interno di Fuori Orario, così introdusse il film di Otomo:

Grandissimo film popolare di culto in Giappone, da noi non è riuscito a esserlo nonostante la diffusione dei manga, o è rimasto un cult di mezzanotte. Per l'appunto lo vediamo in una mezzanotte, aprendosi uno spazio prima del Fuori Orario classico. Akira è uno di quei film giapponesi che vanno oltre l'animazione, sottraendosi in qualche modo a essa, disseccandola, non curandola naturalisticamente, riducendola - pur mantenendo il segno antropomorfo -, riducendola a segno di segni. È come una doppia astrazione che poi proprio per questo ridà invece concretezza all'animazione fantastica dell'autore del cinema d'animazione post-disneyano. Qui fantastici sono i temi, i crismi, i racconti, le trame evidentemente, tutte nella linea-Tetsuo, e qui troverete addirittura il personaggio dell'uomo metallico. È questa la cultura della mutazione, ma appunto è come se il cartone disneyano fosse già passato attraverso 2, 3, 4 Roger Rabbit [riferimento a Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988) di Robert Zemeckis], fosse già diventato corpo umano, e questo cartoon diventato corpo umano - e lo è stato nel nostro fantastico, nel nostro vivere fantastico degli ultimi decenni [vedasi l'emblematico Fuga dal mondo dei sogni (1992) di Ralph Bakshi] -, questo stesso tornasse a essere un ri-disegno elementare, di un segno unico che ha già compiuto questi tragitti circolari.
Anche Akira, quindi, è un abisso anche se racconta gli altri abissi, e noi non riusciamo a raccontare bene l'abisso che è il cinema. Buona visione.
Poster nipponico di Akira
(fonte)

A distanza di ormai due decenni da quella notte, è purtroppo amaro constatare come quello che pareva un evento eccezionale per un film d'animazione (cioè la messa in onda notturna), sia purtroppo diventata una consuetudine nel corso degli anni successivi, che hanno spesso visto film animati nipponici mandati in onda in piena notte (vedasi, ad esempio, i casi di Metropolis [2001], Cowboy Bebop - Il film [2001] e Tokyo Goodfathers [2003], tutti trasmessi più volte di notte da Italia 1), ai quali ha fatto seguito anche la messa in onda notturna del 30/12/2015 su Raidue del film disneyano Mulan (1998), discutibile scelta che purtroppo testimonia l'ormai estrema difficoltà per i film d'animazione di riuscire a trovare spazio nei palinsesti delle tv generaliste.


Poster nipponico di Akira
(fonte)

N. B. Per una corretta visione del film Akira, si consiglia l'edizione in dvd e blu-ray della Dynit, nella quale è possibile seguirlo in lingua giapponese con dei sottotitoli italiani che ne traducono fedelmente i dialoghi originali.

N. B. 2: Un approfondimento sulle reazioni della critica cinematografica italiana all'arrivo di Akira nel nostro paese, è disponibile a questo link.

4 commenti:

  1. Bellissimo articolo che rievoca perfettamente il clima di quel periodo, che ricordo ancora adesso con piacere, assieme a tutti i suoi limiti e contraddizioni. Anche io riuscii a vedere Akira solo con la prima tv di Fuori Orario.

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  2. Splendido articolo, come sempre!
    Per me Fuori Orario ha segnato un'epoca: durante tutti gli Anni 90 il mio videoregistratore non smetteva mai di funzionare e grazie alla lungimiranza di Ghezzi vidi decine e decine di film bellissimi e interessanti (o una sola di queste due cose, che era già molto!). Riempii decine di vhs con splendidi film russi, indiani, thailandesi, brasiliani, giapponesi...
    Essendo totalmente ignorante e impreparato, di tutti questi film assorbii a bocca aperta la magia, la diversità, la stranezza, la non convenzionalità, i differenti linguaggi.
    Poche altre cose produssero in me un tale sconvolgimento estetico e favorirono inoltre una serie di interessi che da allora non mi hanno più abbandonato!
    E, grazie al cielo, oggi i film di Yasujiro Ozu o di Satyajit Ray - che grazie a Ghezzi divennero due tra i miei registi preferiti di sempre - sono disponibili in dvd!
    Ancora complimenti e a presto rileggerti!
    Orlando

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    1. Ciao Orlando,
      grazie mille per l'apprezzamento e per questo tuo commento appassionato. Anch'io sono molto affezionato a Fuori Orario, poiché è un programma televisivo che mi ha permesso di scoprire o riscoprire tanti importanti registi e film di tutto il mondo!
      Grazie ancora, a presto, ciao!!

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