martedì 19 agosto 2014

Ricordando Robin Williams: Toys (1992), il film che profetizzò l'avvento dei Droni da guerra


La notizia del suicidio dell'attore Robin Williams ha scosso nel profondo tutti coloro che ne hanno apprezzato le interpretazioni al cinema e in televisione, esortandoli a ricordare sui social network e sui mass media alcuni dei suoi ruoli più celebri, come l'insegnante del film L'attimo fuggente (1989) di Peter Weir. Per rendergli un doveroso omaggio nel blog, si è scelto di parlare di un suo film poco ricordato in questi giorni, nel quale si pone l'attenzione sull'importanza dei giocattoli e sulla pericolosità del vivere la guerra come se fosse un gioco, riuscendo perfino a rivelarsi profetico nell'immaginare un futuro in cui aerei da guerra vengono guidati a distanza, utilizzando la stessa modalità di comando di un videogioco. Si tratta di Toys - Giocattoli (1992), di Barry Levinson.


Nonostante l'ottimo cast di attori, l'imponente apparato scenografico che include anche riferimenti ai quadri di René Magritte (autore ben approfondito in questa sezione del sito web newyorkese Artsy), l'audacia nell'avanzare critiche all'esercito statunitense e i numerosi spunti di riflessione sull'evoluzione dell'industria del giocattolo negli USA (incluso tutto ciò che ruota intorno all'ideazione e al relativo marketing promozionale dei giochi), la pellicola di Levinson non riscosse particolari consensi da parte del pubblico e della critica, venendo considerata da molti un fallimento e facendo ottenere a Levinson una candidatura ai sarcastici Razzie Awards, come peggior regista dell'anno. Tuttavia, già dalla visione del trailer del film, se ne possono apprezzare alcune qualità che, a distanza di anni, risaltano maggiormente, come la già citata cura meticolosa nella costruzione degli ambienti scenografici.


(fonte)

Il film narra la storia di Kenneth Zevo, proprietario dell'azienda di giocattoli Zevo Toys, che in punto di morte lascia le redini della sua ditta al fratello Leland, generale dell'esercito (in passato impegnato in Vietnam) figlio di un ufficiale militare verso il quale nutre un forte complesso di inferiorità, derivante dai maggiori gradi ottenuti dal padre e dal ridimensionamento economico dell'esercito statunitense in seguito al crollo dell'Unione Sovietica, come da lui stesso raccontato al genitore: "Il comunismo è finito nel cesso e l'intero maledetto bilancio dell'esercito è stato ridotto all'osso. L'esercito non è più quello di una volta. (...) Non ci sarà un'altra guerra, non almeno quella che conosciamo noi, la guerra è cambiata. Non puoi più fidarti neanche del tuo stesso squadrone. Sai papà, una notte in Vietnam, uno dei miei stessi uomini ha cercato di fottermi. (...) Non ho detto fottermi nel senso di incu... Quell'uomo ha tentato di spararmi! Ti prego, cerca di capirmi, papà. Io non sto rinunciando all'esercito, è l'esercito che ha rinunciato a me. (...) Non ci sono nemici con i quali schierarsi. Non ho altra scelta, mi ritrovo senza lavoro".


Una scena del film

Mentre i due figli di Kenneth, Leslie (Robin Williams) e Alsatia, proseguono il loro lavoro creativo all'interno della ditta paterna progettando nuovi giocattoli nel tentativo di rimanere coerenti con la tradizione di gioia e innocenza del gioco cara al proprio padre, Leland invece si interessa ai giocattoli da guerra e in particolare ai videogiochi di guerra, dai quali rimane affascinato durante una visita in una sala giochi affollata di ragazzini attratti da quei giochi bellici in cui, come provato dallo stesso Leland, si può provare perfino l'ebbrezza di sparare volontariamente ai mezzi dell'ONU, per toglierseli dai piedi. In seguito a quella visita, avvenuta in compagnia di suo figlio Patrick (soldato esperto in mimetizzazione), Leland ha un'idea su come coniugare videogiochi e guerra, usando i primi come interfaccia per effettuare dei veri bombardamenti:
Che succederebbe se il pilota non servisse? Che succederebbe se ci fossero aerei telecomandati che trasportano armi mortali? (...) Immagini cosa succederebbe se mettessimo a punto un aereo della dimensione di un giocattolo in grado di eseguire combattimenti mortali? (...) Hai visto quei ragazzi in quella sala giochi? Quei ragazzi hanno la migliore coordinazione mano/occhio di tutti i piloti mai esistiti sulla Terra. I bambini possono far volare gli aerei telecomandati. (...) Piccoli carri armati, piccoli aerei, piccoli elicotteri. Un esercito giocattolo con armi da combattimento mortali. (...) Hai presente quei ragazzi davanti agli schermi video che facevano saltare tutto per aria? Che differenza fa se è vero o falso, per loro è la stessa cosa. È la stessa cosa sugli schermi video. Per loro è solo un altro gioco, è la guerra senza coscienzaÈ il più grande concetto mai espresso. È geniale!
Al tempo dell'uscita nel film negli USA e in Italia, questo monologo di Leland - a cui va aggiunta un'allusione all'esercito israeliano, effettuata da un suo collega: "gli israeliani stanno usando aeromodelli dotati di piccole telecamere per la vigilanza" - appariva come un puro delirio militare del tutto privo di agganci con la realtà, ma attualmente con i mass media che raccontano continuamente di missioni belliche (solitamente bombardamenti, ma anche ricognizioni o altro) compiute attraverso l'uso dei Droni ("aeromobili a pilotaggio remoto", cioè guidati a distanza da soldati, solitamente attraverso comandi di un pc non molto diversi da quelli utilizzati per un videogioco), quelle parole generano tutt'altro tipo di effetto sullo spettatore, costringendolo a fare un confronto con la realtà in cui viviamo e a vedere sotto un'altra luce questo lungometraggio, specie se si pensa alle già numerose vittime civili provocate da vari attacchi condotti attraverso l'uso di Droni (qui e qui, se ne trovano indicati alcuni casi avvenuti in Pakistan e Yemen), i quali hanno suscitato anche le critiche dell'ex-presidente degli USA Jimmy Carter.


Nel film, i membri della tradizionale industria del giocattolo non sembrano essere in grado di comprendere quanto siano coinvolgenti i videogiochi per i ragazzini (ai quali Leland ricorre per testare l'efficacia dei videogiochi bellici), senza riuscire a porre freno all'avanzare dei videogiochi incentrati sulla guerra (sia essa relativa a conflitti del passato o a ipotetiche guerre future), la cui continua fruizione da parte dei più giovani contribuisce a rendere molto labile il confine tra mondo reale e "realtà fantastica o simulata" del gioco.


Esempio di videogioco 18+,
incentrato sulla guerra in Vietnam

Nella realtà, per tentare di prevenire questa difficoltà e tenere distanti i più giovani dai giochi più violenti, va segnalato come già da diversi anni sulle confezioni dei videogiochi sia indicata, attraverso un numero, l'età del giocatore a cui essi si rivolgono: ad esempio 18+ indica un videogioco rivolto a persone di età uguale o superiore ai 18 anni, per via dell'alto (e spesso efferato) tasso di violenza in esso contenuto. Indicazione anagrafica che va tenuta seriamente in considerazione prima di effettuare l'acquisto di un videogioco per un bambino o un ragazzino.

Tuttavia va tenuto conto come il mondo dei videogiochi - così come quello dei Droni, utilizzati anche per scopi civili -, non si limiti alla produzione di giochi di guerra, ma sia estremamente vasto e variegato, al punto da poter offrire un efficace intrattenimento ludico per persone di ogni età. Lo stesso Robin Williams era un grande ammiratore della saga fantasy di Zelda prodotta in Giappone - paese del quale l'attore apprezzava molto anche la produzione animata, come il film Princess Mononoke di Hayao Miyazaki -, al punto da dare quel nome a sua figlia, con la quale girò degli spot promozionali (visionabili qui e qui) per alcuni dei giochi appartenenti a quella saga.


Robin Williams e la figlia Zelda.
Pubblicità del videogioco "The Legend of Zelda - Skyward Sword" (2011).
(fonte)

Dunque è importante conoscere, prima di effettuare l'acquisto per un minorenne, i contenuti del videogioco prescelto, in modo da effettuare una scelta adeguata e corretta, senza sottovalutare l'impatto che un videogioco potrebbe avere in chi ne fa uso. I videogiochi possono infatti avere numerosi risvolti positivi, come l'esortare a conoscere e ad approfondire la lingua inglese, ma vanno scelti con molta attenzione. Sui videogiochi, inoltre, andrebbe incentivata la ricerca universitaria, per conoscerne più approfonditamente gli effetti sui loro utilizzatori, in modo da cercare di migliorarne il più possibile la fruizione positiva e cognitiva (come nel già citato caso della lingua inglese, o in quello, qui trattato, della prevenzione nipponica ai terremoti).

Per ciò che invece riguarda Toys, esso, vista la trasformazione dell'industria dei giocattoli avvenuta nel corso degli ultimi decenni e l'utilizzo dei Droni nella realtà, merita di essere riscoperto e visionato con molta attenzione, poiché costituisce uno di quei casi in cui la percezione di una pellicola da parte dello spettatore, muta radicalmente per via dell'evoluzione storica e sociale del mondo in cui viviamo, la quale consente di attribuire a un film un valore maggiore rispetto a quello che possedeva al momento della sua prima distribuzione nelle sale cinematografiche.

P. S. Come accennato nel testo dell'articolo, per conoscere in modo approfondito le opere di René Magritte - artista belga spesso fonte di ispirazione per il cinema, dato che a una sua serie di quadri chiamata "L'impero delle luci" (L'Empire des Lumières), il regista William Friedkin si ispirò per la creazione di una celebre inquadratura del suo film L'esorcista (1973; si tratta del momento dell'arrivo di Padre Merrin nella casa della bambina posseduta, utilizzato anche per la locandina cinematografica del film) -, il loro significato e la loro importanza, si rimanda all'apposita sezione dedicata all'autore nel sito web newyorkese Artsy, prezioso e ben strutturato punto di riferimento on-line per chi effettua delle ricerche sul mondo dell'arte, e per i collezionisti. Artsy, come si legge in questa pagina del sito, è infatti un progetto divulgativo statunitense che si pone come obiettivo quello di rendere tutto il mondo dell'arte accessibile a chiunque abbia una connessione internet. La pagina ufficiale su facebook di Artsy è disponibile a questo link.

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