mercoledì 19 aprile 2017

1954, Bikini: Il test nucleare "Castle Bravo" e il peschereccio giapponese "Daigo Fukuryu Maru"



Il primo marzo 1954 all'Atollo Bikini viene effettuato dall'esercito statunitense il test "Castle Bravo", consistente nel fare esplodere una devastante bomba all'idrogeno (Bomba H). La deflagrazione dell'ordigno termo-nucleare supera le previsioni degli scienziati che l'hanno progettato, coinvolgendo l'equipaggio di un peschereccio giapponese presente in quella zona. Da questa tragica vicenda traggono ispirazione i film Godzilla (1954) di Ishiro Honda e Lucky Dragon No. 5 (1959, inedito) di Kaneto Shindo, quest'ultimo incentrato sul racconto drammatico della vita dei membri dell'equipaggio del peschereccio, uno dei quali viene intervistato dalla Rai, offrendo un'importante testimonianza diretta di ciò che accadde quel giorno del 1954 e delle conseguenze per le persone coinvolte nell'esplosione.


Yoshio Misaki, pescatore-capo del peschereccio nipponico "Drago Fortunato"
Dalla quarta puntata del programma Rai Prima e dopo la bomba (1984)

Quella testimonianza viene rilasciata da Yoshio Misaki (scomparso nel marzo 2016 a 90 anni), pescatore-capo dell'imbarcazione chiamata "Daigo Fukuryu Maru" (lett. "Drago Fortunato n. 5"). Il giorno dell'esplosione, Misaki era la persona con più esperienza a bordo della sua nave, poiché il capitano era assente per malattia, venendo sostituito da Hisakichi Tsutsui (22 anni), uno tra i membri più giovani dei 23 uomini che componevano l'equipaggio del peschereccio. Misaki - insieme a Matashichi Oishi, autore del libro The Day the Sun Rose in the West: Bikini, the Lucky Dragon, and I (2011) -,  è anche una delle poche persone della sua nave ad aver parlato pubblicamente di ciò che avvenne quel giorno del 1954, mentre molti dei suoi compagni dell'equipaggio preferirono evitare dichiarazioni pubbliche e contatti con i giornalisti, a causa dei pregiudizi e delle maldicenze che potevano investirli creando loro problemi lavorativi o sociali, come la possibilità di essere ritenuti portatori di una "malattia contagiosa" in seguito alla loro esposizione alle radiazioni (atteggiamento che può culminare nella "radiophobia"), lo stesso pregiudizio di cui furono vittime molte delle persone sopravvissute alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, i cosiddetti "hibakusha".


Copertina del libro di Matashichi Oishi
Traduzione del titolo: "Il giorno in cui il sole sorse a ovest - Bikini, il Drago Fortunato e io"

Leandro Castellani intervista il segretario di una associazione pacifista giapponese
Alle loro spalle c'è il relitto del peschereccio "Drago Fortunato"
Dal Radiocorriere TV n. 46, 1969

Presentazione del programma Dopo Hiroshima di Leandro Castellani
Dal Radiocorriere n. 46, 1969

Misaki viene intervistato da Leandro Castellani nel 1968 a Yaizu in Giappone, per il programma Dopo Hiroshima, andato in onda in 6 puntate sul Secondo Programma (Raidue) in prima serata, a partire dalla prima serata 
(ore 21:15) del 18 novembre 1969. Nel 1984, Castellani ripropone la testimonianza di Misaki all'interno della quarta puntata del reportage in 6 parti Prima e dopo la bomba. Realizzato in un periodo in cui la tensione tra gli USA e l'Unione Sovietica torna a salire, Prima e dopo la bomba viene originariamente trasmesso tra il 2 ottobre e il 6 novembre 1984, su Raiuno, venendo poi replicato in anni più recenti su Rai Storia. Da quel programma deriva, sempre nel 1984, anche un libro dal titolo "La grande paura - Storia dell'escalation nucleare", firmato da Castellani e pubblicato da Edizioni Rai Eri.

Dal Radiocorriere n. 40, 1984
Pubblicità del libro di Leandro Castellani
Dal Radiocorriere n. 34, 1984

Dalla quarta puntata (intitolata "La grande corsa") di
Prima e dopo la bomba, si fornisce la trascrizione integrale delle parole di Misaki (la sua testimonianza si trova in questo video di YouTube):
Il 28 febbraio 1954, i miei 22 uomini dell'equipaggio ed io, stavamo navigando al largo delle isole Hawaii ed eravamo giunti al nostro posto di pesca, al largo delle isole Marshall. Buttammo le reti, e quando finimmo di pescare prendemmo a navigare verso il Giappone.
Foto del peschereccio "Drago Fortunato"
Venne scattata prima del tragico viaggio del 1954
(fonte)
Il primo marzo 1954 alle 3:50 del mattino (ora locale giapponese), io mi trovavo sul ponte e stavo osservando le stelle per sapere il punto esatto in cui si trovava il peschereccio, quando avvertii da destra qualcosa di strano e vidi una luce molto chiara. Mancavano ancora 10 minuti all'alba, quindi era ancora buio, ma sembrava che tutto il mondo fosse diventato chiaro come in pieno giorno. Dopo circa 8 minuti sentii un gran boato, somigliante a quello di una valanga. Osservai la direzione e capii che doveva essere accaduto qualcosa nell'isola di Bikini, ma quel giorno non eravamo stati informati di nessun esperimento atomico e quindi non sapevamo niente. Comunque, dopo quella luce chiara e quel boato, cercammo di allontanarci al più presto possibile da quella zona. Ci dirigemmo verso il Giappone, per rientrare, ma dato che la nave era piccola anche la velocità era bassa e quindi impiegammo circa 2 settimane per raggiungere il nostro posto.
Durante tutto quel periodo di navigazione, provammo strane sensazioni: mal di testa, nausea, e molti di noi avevano delle scottature sulla pelle. Questi mali erano stati provocati dai frammenti bianchi dell'atollo di Bikini, che caddero sull'imbarcazione tre ore dopo la visione della grande luce chiara. Quando fummo vicini al porto, sulla parte scoperta del nostro corpo il cambiamento era visibile, cioè il colore era diventato scuro mentre le scottature sono rimaste più chiare.
Arrivammo in Giappone prima dell'alba del 14 marzo, nel porto di Yaizu; dove tutti fummo ricoverati immediatamente. Speravamo che non fosse nulla di serio, ma la cosa era molto più grave di quanto pensassimo, sia per i danni fisici che subimmo, sia per le conseguenze dell'episodio. Persi un solo uomo dell'equipaggio, che morì 6 mesi dopo il nostro ricovero in ospedale. Si chiamava Aikiki Kuboyane [il nome corretto è Aikichi Kuboyama, morto all'età di 40 anni], era un bravo telegrafista, gli piaceva cucinare, era... allegro e vivace, aiutava sempre gli altri. Era amato dai suoi compagni e noi tutti fummo molto addolorati dalla sua morte.
Due membri dell'equipaggio del "Drago Fortunato" in ospedale
Da Prima e dopo la bomba
La lapide di Aikichi Kuboyama
Da Prima e dopo la bomba

Le parole di Misaki rendono più comprensibile perché i sopravvissuti delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, si riferissero a quegli ordini con il termine "pika-don", cioè "lampo-tuono". Analogamente a quanto accade durante un violento temporale, infatti, durante l'esplosione nucleare prima videro una forte luce improvvisa e solo in seguito udirono il boato dell'esplosione. Conoscere tutto ciò rende anche più comprensibile la rappresentazione del Nulla come gigantesco e devastante temporale (in realtà metafora dell'olocausto nucleare, come spiegato in questo articolo del blog) nel film La Storia Infinita (1984) di Wolfgang Petersen, tratto dal romanzo di Michael Ende, il quale però criticò aspramente la pellicola. Va inoltre aggiunto che il nome del "fortunadrago" nel libro e nell'edizione tedesca del film, non è "Falkor", ma "Fuchur" ("Fùcur" nell'edizione italiana del libro), il che può essere interpretato come un riferimento al termine giapponese "fukuryu", cioè "drago fortunato", lo stesso nome del peschereccio di Misaki.


Copertina di un libro a fumetti sulla bomba atomica di Hiroshima
Edito nel 2010 da Stanford Graphic Novel Project
(info)

Libro realizzato da Iri Maruki insieme alla moglie Toshi Maruki (link alle info su di loro)
Pubblicato per la prima volta nel 1952 (info)
I coniugi Maruki sono anche gli autori degli "Hiroshima Panels", composti da 15 pannelli
Un pannello è dedicato alla vicenda del peschereccio "Drago Fortunato"

Tornando al racconto di Misaki, dopo di esso, nella quarta puntata di Prima e dopo la bomba sono presenti le seguenti parole della voce narrante di Leandro Castellani, con le quali si descrivono alcune delle conseguenze dell'esplosione della Bomba H a Bikini:

Il 3 aprile 1954, nel porto di Yaizu, il porto del "Drago Fortunato", 32 tonnellate di pesce vengono eliminate perché radioattive. "Il pesce piange", commenta la gente sentendo il crepitio del contatore Geiger che rivela la fortissima radioattività. La sorte del "Drago Fortunato" provoca le reazioni di numerosi scienziati e uomini politici. Si moltiplicano le manifestazioni di protesta, le prese di posizione più coraggiose contro la politica della violenza adottata dagli americani e dai sovietici.
Pesce contaminato dalle radiazioni.
Dalla quarta puntata di Prima e dopo la bomba

Ulteriori informazioni su ciò che accadde in seguito all'incidente del peschereccio in Giappone, vengono fornite nel documentario Fukushima: A Nuclear Story (2015), diretto da Matteo Gagliardi e curato dal giornalista Pio d'Emilia, dove una voce narrante femminile racconta quanto segue:
Ben presto si diffuse il panico da radiazioni e l'opinione pubblica giapponese iniziò a schierarsi nettamente contro il nucleare. Il Governo americano, temendo che il Giappone (paese di enorme importanza strategica) potesse entrare nell'Unione Sovietica, corse subito ai ripari intervenendo sui mezzi di comunicazione nipponici associando parole come pace, giustizia e sicurezza, alla promozione dell'energia nucleare.
Shoriki Matsutaro, ex criminale di guerra riabilitato dagli occupanti americani e divenuto nel frattempo un tycoon dei media e potente lobbista, ebbe un ruolo fondamentale. Era un grande ammiratore della cultura americana ed era convinto che la prosperità economica della nazione dipendesse dall'amicizia con l'America. Dalle colonne del suo giornale, lo Yomiuri Shimbun, e dalla sua emittente, la NTV [Nippon Television Network Corporation, o Nippon TV], Matsutaro lanciò una potente ed efficace campagna a favore dell'energia nucleare, riuscendo in pochi anni a ridurre ai minimi termini il movimento anti-nuclearista del suo paese e a convincere la maggioranza dei cittadini che si trattava non solo di una scelta saggia, ma anche indispensabile.
Proteste contro armi ed energia nucleare.
Dal documentario Fukushima: A Nuclear Story
Per spazzar via il ricordo delle bombe sul Giappone, il presidente Eisenhower annunciò il programma "Atoms for Peace" [Atomi per la pace], e a soli 2 anni dall'incidente della Fukuryu Maru fu inaugurato un grande simposio sul nucleare civile, simbolicamente proprio a Hiroshima [si tenne nel maggio del 1956]. A Matsutaro venne conferito l'incarico di presidente della nuova commissione per l'energia atomica [la Japanese Atomic Energy Commission, JAEC, fondata nel 1956] e la costruzione della prima centrale nucleare della nazione fu presto annunciata. Così, il paese che avrebbe probabilmente dovuto essere l'ultimo al mondo a sposare l'energia nucleare ne divenne uno dei primi e più convinti sostenitori.
Atoms for Peace
Dal documentario Fukushima: A Nuclear Story

L'argomento dei pericoli dell'energia nucleare, delle conseguenze delle esplosioni atomiche sulla popolazione di Hiroshima e Nagasaki, dell'emarginazione degli hibakusha, fu per tanti anni un vero e proprio tabù in Giappone e anche in altri paesi del mondo, come avvenne al festival di Cannes del 1953 con il film Children of Hiroshima (1952, inedito) di Kaneto Shindo, il cui inserimento in concorso suscitò le proteste della delegazione americana presente al festival, come approfondito in questo articolo del blog. Una sorte difficile l'ha avuta anche il film Godzilla di Ishiro Honda, del quale in Occidente è nota soprattutto la versione americana intitolata "Godzilla - King of the Monsters!", frutto di tagli, alterazioni del montaggio, e dell'inserimento di scene interpretate dall'attore Raymond Burr. In Italia, la versione di Honda viene distribuita per la prima volta in vhs nel 1998 da Yamato Video, in lingua originale con sottotitoli in italiano (maggiori informazioni sono disponibili in questo articolo del blog).


Una recensione positiva del film Children of Hiroshima di Kaneto Shindo.
Estratto dall'articolo Cannes: Atto Primo, di Giulio Cesare Castello.
L'articolo è presente nel n. 106 (marzo 1953) della rivista Cinema
(fonte)

Locandina cecoslovacca del film Lucky Dragon no. 5 (1959) di Kaneto Shindo.
La pellicola racconta gli eventi accaduti all'equipaggio del peschereccio giapponese.
La locandina giapponese del film è quella inserita in alto, sotto al titolo dell'articolo.
(fonte)

Analogamente, anche per l'animazione giapponese non era semplice trattare l'argomento della bomba atomica e degli effetti sulle persone delle esplosioni nucleari, poiché si correva il rischio di scontrarsi con la censura e con proteste politiche, di genitori o di insegnanti, come avviene durante la messa in onda della serie animata televisiva in bianco e nero Cyborg 009 (1968, prodotta dalla Toei Animation, inedita in Italia), nel cui episodio n. 16 - intitolato "Ghost of the Pacific" ("Lo spettro del Pacifico"), basato su una sceneggiatura originale e non sul manga omonimo di Shotaro Ishinomori a cui la serie si ispira - si mostra apertamente il ricordo dell'attacco giapponese a Pearl Harbor e della bomba atomica di Hiroshima, facendo apparire anche l'edificio simbolo della città distrutto dalla bomba. Insieme ad altre puntate della serie, l'ep. 16 di 
Cyborg 009 suscitò molte proteste in Giappone, al punto da non essere più trasmesso e da non essere reperibile per decenni, provocando anche la preventiva conclusione della serie con la ventiseiesima puntata, poiché lo staff creativo, tra cui lo sceneggiatore-capo Masaki Tsuji, non volle semplificare ed edulcorare eccessivamente gli argomenti da trattare nella serie (il cui filo conduttore, secondo Tsuji, era lo schierarsi contro la guerra), preferendo concluderne la produzione.

La città di Hiroshima.
Dall'ep. 16 della serie Cyborg 009
L'edificio simbolo di Hiroshima.
Dall'ep. 16 della serie Cyborg 009

A scontrarsi con l'ostilità censoria sull'argomento della bomba atomica e degli effetti negativi dell'energia nucleare, è anche il film Hiroshima mon amour (1959) diretto da Alain Resnais e sceneggiato da Marguerite Duras. La pellicola viene esclusa dal concorso del festival di Cannes nel 1959, venendo proiettata solo come opera fuori-concorso. Tuttavia, nella sequenza iniziale del film, Resnais e Duras riuscirono a trattare la pericolosità della bomba atomica e la vicenda del peschereccio "Drago Fortunato", come risulta dalle seguenti parole pronunciate dalla protagonista nella versione italiana:

Le donne rischiano di partorire figli mal nati, dei mostri, ma ciò si ripeterà. Gli uomini rischiano di essere colpiti dalla sterilità, ma ciò accadrà di nuovo. La pioggia fa paura. Piove cenere sulle acque del Pacifico. Le acque del mare uccidono. Dei pescatori nel Pacifico ne muoiono. Il cibo fa paura. Si getta via il cibo di intere città e una città si ribella. Molte altre città si ribellano. Contro chi la rivolta delle genti?
La collera di intere città, che esse lo sappiano o no, è contro l'ineguaglianza, decisa come inalterabile, da certi popoli verso altri popoli.
Contro l'ineguaglianza, ritenuta inviolabile da certe razze contro altre razze.
Contro l'ineguaglianza, indiscutibile come un dogma, di certe classi contro altre classi.
Il pesce contaminato.
Dal film Hiroshima mon amour, dove quest'immagine accompagna le parole della protagonista
Proteste per i danni alla pesca in Giappone, causati dagli esperimenti nucleari.
Dal film Hiroshima mon amour

Anche se ormai è passato molto tempo dalla vicenda del "Drago Fortunato", è comunque importante conoscerla più approfonditamente, per rendersi maggiormente conto di ciò che accadde nel mondo durante il periodo della Guerra Fredda tra USA e Unione Sovietica, e della pericolosità delle armi nucleari, le quali sono purtroppo tornate di stretta attualità nel periodo in cui stiamo vivendo.

Articolo sulla mobilitazione contro le armi nucleari.
Dal Radiocorriere n. 45, 1984

P. S. Sul tema della bomba atomica, si consiglia la lettura di un articolo in due parti (disponibili qui e qui) dedicato ai film giapponesi drammatici incentrati sul racconto delle bombe di Hiroshima e Nagasaki, a cui si aggiunge anche quest'altro articolo del blog, dove sono citati romanzi e fumetti nipponici sul tema dell'atomica. Si segnala, inoltre, che a partire da questa pagina è disponibile sul blog un approfondimento dedicato al reportage Rai Hiroshima, quel giorno (1975) di Francesco De Feo.
Sul test nucleare di Bikini che coinvolse il peschereccio nipponico, è inoltre disponibile un servizio giornalistico italiano 
dell'Istituto Luce risalente al primo aprile 1954 e visionabile a questo link. Si segnala anche il reportage giornalistico italiano Ritorno a Bikini (1972), realizzato da Filippo De Luigi e Catherine Grallet, disponibile sul sito di Rai Teche a questo link e anche in questa pagina di Rai Play. La sinossi del reportage, tratta dalla pagina di Rai Play, è la seguente:
"Noi siamo i pellerossa del XX secolo": queste le parole degli abitanti dell'atollo Bikini, evacuati nel 1946 dagli Stati Uniti a causa dei test nucleari culminati nell'esplosione della bomba H il 1° marzo 1954. Il reportage realizzato da Filippo De Luigi e Catherine Grallet raccoglie le testimonianze degli abitanti dell'isola, raccontando il dramma di un popolo e di una terra usurpata.
Una foto relativa al reportage Rai Ritorno a Bikini (1972)
Dal Radiocorriere n. 10, 1972

Una presentazione del reportage Ritorno a Bikini è presente sul Radiocorriere Tv n. 10 del marzo 1972, all'interno dell'articolo Una finestra per guardare il mondo di Giuseppe Bocconetti, dal quale si riporta il seguente estratto:

Bikini è uno degli atolli del Pacifico, come ce ne sono a migliaia. Fa parte del gruppo delle isole Marshall. Nel '46, e nel giro di qualche settimana, la popolazione fu obbligata a trasferirsi altrove. Il 1° luglio dello stesso anno venne sperimentato sulla piccola isola il primo di ventitré "test" atomici consecutivi da parte degli Stati Uniti. Ancora oggi, dopo venticinque anni, Bikini è considerata un'isola proibita, perché pericolosa. (...) Avventura descriverà non solo come la troupe italiana è potuta arrivare a Bikini, ma (attraverso la testimonianza di quanti le vissero) le vicissitudini della popolazione.


4 commenti:

  1. Molto interessante questo articolo sulla vicenda del "Drago fortunato", che non conoscevo. Stimolante come abbia affrontato un discorso ormai tornato attuale con questa storia, destando curiosità e voglia di saperne di più nonostante le informazioni presenti qui siano già molto soddisfacenti. Veramente un ottimo articolo.

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