martedì 22 maggio 2018

Addio a Tony Wolf/Antonio Lupatelli, l'autore della saga "Storie del Bosco" che ispirò l'anime "La principessa dai capelli blu" (Bosco Adventure)



Il 18 maggio 2018 è scomparso l'autore e illustratore Antonio Lupatelli (nato a Busseto, provincia di Parma, nel 1930), a molti noto con il suo pseudonimo "Tony Wolf", con cui firmò negli anni '80 i volumi fantasy che compongono la saga delle "Storie del Bosco" (titolo internazionale: "The Woodland Folk"), pubblicati dalla Dami Editore nel nostro paese e da altre case editrici in varie nazioni di tutto il mondo riscuotendo molti apprezzamenti (in Gran Bretagna, Tony Wolf divenne famoso già a partire dagli anni '50 e '60), tanto da essere, insieme ad altre opere dell'artista, la fonte di ispirazione della serie animata giapponese La principessa dai capelli blu (titolo internazionale: "Bosco Adventure"), prodotta in 26 puntate tra il 1986 e il 1987 dalla Nippon Animation, per poi essere trasmessa per la prima volta in Italia nel 1988 da Italia 1.



Tony Wolf e la sua mostra a Genova
(fonte)

La notizia della morte di Tony Wolf (attivo anche con gli pseudonimi di "Oda Taro" [usato per il Giappone], "l'Alpino" e "Antony Moore") ha iniziato a circolare attraverso social network come facebook e twitter, avvenendo nel periodo in cui a Genova, presso i Musei di Nervi (sale espositive di Raccolte Frugone a Villa Grimaldi Fassio), è stata allestita, in collaborazione con l'associazione culturale Tapirulan di Cremona, una mostra dedicata alle sue opere (pubblicizzata come la sua prima mostra italiana), inserita all'interno della manifestazione "CIAO - Mostra internazionale di illustratori contemporanei", inaugurata sabato 3 marzo 2018 e poi aperta ufficialmente al pubblico dal 4 marzo fino al 10 giugno 2018.


Immagine promozionale della mostra di Genova dedicata a Tony Wolf

Il tweet della rivista Fumo di china relativo alla morte di Tony Wolf

Dai social la notizia si è poi diffusa attraverso i canali giornalistici più tradizionali dei mass media italiani, come l'Ansa, Repubblica, Rai News, ecc..., segnalando opere come Pingu, ricordando la collaborazione di Tony Wolf coi fratelli Pagot, ma solitamente senza citare il caso della serie animata giapponese Bosco Adventure (titolo che sottolinea il legame con la saga letteraria delle "Storie del Bosco"), chiamata in Italia La principessa dai capelli blu. Purtroppo si tratta di un anime poco noto e poco replicato nel nostro paese, dove finora non è mai stato pubblicato ufficialmente in home video (né in vhs, né in dvd). La sigla italiana venne cantata da Cristina D'Avena e fu inserita all'interno della compilation di sigle "Fivelandia 6", edita nel 1988 da Five Record.



Copertina dell'album di sigle "Fivelandia 6"
A destra, in un tondo, c'è il volto della protagonista della serie La principessa dai capelli blu.

Copertina del disco giapponese con la colonna sonora di Bosco Adventure/La principessa dai capelli blu
Il disco dovrebbe risalire al 1986.
(info e fonte)

45 giri giapponese con le sigle di testa e di coda della serie Bosco Adventure/La principessa dai capelli blu
Anche questo disco dovrebbe risalire al 1986.
(fonte)

In Italia, Bosco Adventure viene trasmesso a partire dal 24 maggio 1988, per poi concludersi il 10 settembre di quello stesso anno, collocato nella fascia oraria delle 20:00. Nel 1988, ogni episodio della serie venne trasmesso suddiviso in 2 due parti, in modo da ottenere un quantitativo maggiore di puntate da mandare in onda. Attualmente, stando alla pagina wikipedia italiana dedicata alla serie, risulterebbero completamente inedite 3 puntate nel nostro paese, corrispondenti agli episodi 9, 10 e 11. Per fare piena luce su questa situazione si auspica un'edizione ufficiale italiana in home video della serie, alla quale è dedicata una pagina wikipedia inglese da cui risulta essere stata molto popolare in vari paesi europei (come Francia, Bulgaria, Germania, Grecia, Spagna, Polonia e Ungheria), medio-orientali (Egitto, Israele) e asiatici (Corea del Sud), ma non negli USA e in Gran Bretagna dove non è stata trasmessa in tv.



La trama del trafiletto corrisponde a quella dell'ep. 11, ritenuto inedito in Italia sulla pagina wikipedia della serie
Dal Radiocorriere n. 27, luglio 1988

Dal Radiocorriere n. 34, agosto 1988

Palinsesto di Italia 1 del 10 settembre 1988
Dal Radiocorriere n. 36, settembre 1988

Logo originale della serie nipponica Bosco Adventure

Logo italiano di Bosco Adventure

Bosco Adventure in The Anime Encyclopedia (2015), di Jonathan Clements e Helen McCarthy
(fonte)

La storia di Bosco Adventure racconta del viaggio della giovane principessa elfica Apricot ("Lucilla" nell'edizione italiana) verso il suo regno chiamato Fontaine Land, dove è destinata a divenire la Regina della sorgente dell'Acqua della Vita, facendo rinascere quella terra divenuta arida e inospitale a causa del malvagio Scorpion, un misterioso individuo responsabile della morte dei genitori di Apricot. Nel suo viaggio a bordo dell'aero-nave "Bosco", Apricot - personaggio femminile intraprendente che non accetta le discriminazioni (cfr. ep. 2) e vuole essere considerata uguale agli altri - è accompagnata dalla rana Croak the Frog ("Cra-Cra") e da altri animali antropomorfi che convivono in quel mondo insieme a draghi, gnomi, unicorni, esseri umani e altre creature fantastiche. Il ritorno di Apricot a Fontaine Land deve però avvenire entro l'eclisse di sole, per poter scongiurare definitivamente i piani di Scorpion.


Copertina del primo box blu-ray giapponese di Bosco Adventure
In essa sono presenti alcuni dei personaggi principali della serie
L'edizione in blu-ray della serie risale al 2017

Secondo e ultimo box blu-ray dedicato a Bosco Adventure

Nel corso della serie non mancano i momenti "dark", coerenti con la produzione cinematografica fantasy degli anni '80, decennio in cui vennero prodotti film come The Dark Crystal, Labyrinth, Nel fantastico mondo di Oz, Legend e lungometraggi d'animazione come il disneyano Taron e la pentola magica e Brisby e il segreto di NIMH diretto da Don Bluth. Va ricordato, inoltre, che negli anni '80 nelle edicole italiane erano distribuiti fascicoli illustrati di fiabe e racconti in allegato ad audiocassette, come nel caso delle collane I Raccontastorie (edizione italiana di "Story Teller") e C'era una volta..., attraverso le quali erano presentati ai bambini storie provenienti da tutto il mondo, dove spesso nei testi e nelle illustrazioni non mancavano i risvolti macabri, come nei casi di Gobbolino, il gatto della strega (Gobbolino, the Witch's Cat, di Ursula Moray Williams) e Gorgo l'orco (Grogre the Golden Ogre, di Kevin Cariás, incentrato su una storia con alcune analogie con quella narrata in Bosco Adventure).



Gorgo l'orco
Illustrazione di Peter Dennis
Da I Raccontastorie n. 15
(fonte)

Dall'ep. 26 di Bosco Adventure

Persino il finale di Bosco Adventure non è del tutto rassicurante, poiché per sconfiggere definitivamente Scorpion e ridare la vita al proprio regno, Apricot è costretta a immolarsi, rinunciando al proprio corpo per trasformarsi nell'acqua e nella natura che risorgono dal deserto e dalla siccità, lasciando come sua eredità il proprio ciondolo alla rana Croak, rassicurandolo con la propria voce che lei resterà sempre accanto a lui e ai suoi amici. Si tratta dunque di un compromesso narrativo realizzato dallo staff dell'anime per evitare di rappresentare in modo troppo crudo e realistico il suicidio della protagonista e le sue conseguenze psicologiche sugli altri personaggi positivi della serie.


Il vero aspetto di Apricot/Lucilla, dall'ep. 26 di Bosco Adventure

Attraverso il suo ciondolo, Apricot/Lucilla rassicura i suoi amici dopo la sua "scomparsa"
Dall'ep. 26 di Bosco Adventure

I volumi che compongono la saga delle "Storie del Bosco" erano originalmente 6, pubblicati in Italia da Dami Editore e così intitolati nelle loro prime edizioni degli anni '80: Storie del BoscoStorie del Bosco e di GnomiStorie del Bosco, di Gnomi e di Giganti; Storie del Bosco, di Gnomi, di Giganti e di Fate; Storie del Bosco, di Gnomi, di Giganti, di Fate e di FollettiStorie del Bosco, di Gnomi, di Giganti, di Fate, di Folletti e di Draghi. A queste pubblicazioni se ne aggiungono poi altre come il libro sonoro Cra-Cra Rana sportiva, dedicato alla rana Cra-Cra, uno dei personaggi positivi principali della serie animata giapponese.



Edizione italiana anni '80 del quarto volume delle "Storie del Bosco"

Edizione americana degli anni '80
(fonte)

Edizione ungherese
(fonte)


Edizione del 2001
Cra-Cra/Croak è uno dei personaggi principali di Bosco Adventure

Di seguito si forniscono alcuni esempi di personaggi della serie giapponese Bosco Adventure con aspetti simili a quelli creati da Tony Wolf per i suoi libri delle "Storie del Bosco".



Croak/Cra-Cra in Bosco Adventure (ep. 1)

Fumetto inglese di Tony Wolf
Compaiono Croak/Cra-Cra/Freddie Frog e la tartaruga Tutty/Terry Tortoise
Entrambi i personaggi sono presenti in Bosco Adventure

Tutty e Croak/Cra-Cra in Bosco Adventure (ep. 1)

Il gigante di Storie del Bosco nella copertina anni '80 del terzo volume della saga

Il gigante di Tony Wolf rielaborato graficamente nell'ep. 2 di Bosco Adventure

La nascita di un unicorno bianco, dal quinto volume della saga
Illustrazione tratta dall'edizione francese dei libri di Tony Wolf
In Francia la saga è noto col titolo "Contes du Joli Bois"
(fonte)

L'ambiguo unicorno bianco di Bosco Adventure (ep. 11)

L'unicorno volante, lo gnomo dall'abito nero (Franz) e un drago
Illustrazione di Tony Wolf tratta dal sesto volume di Storie del Bosco
Franz appare anche sulla copertina dell'edizione anni '80 del volume collocata sotto al titolo dell'articolo

Lo gnomo dall'abito nero riproposto fedelmente in Bosco Adventure (ep. 1)
Il personaggio mantiene il nome "Franz" anche in Bosco Adventure

I draghi secondo Tony Wolf
(fonte)

I draghi in Bosco Adventure
Dall'ep. 26 della serie giapponese

Il legame tra la saga delle "Storie del Bosco" e il mondo dell'animazione internazionale era comunque già presente prima della produzione della serie giapponese, poiché per realizzarla Tony Wolf si ispirò alle opere di illustratori come 
Arthur Rackham (1867-1939) e Gustaf Tenggren (1896-1970), quest'ultimo uno svedese emigrato negli USA dove collaborò con Walt Disney alla produzione di Biancaneve e i sette nani (1937), nonché alla lavorazione di altri importanti film e cortometraggi disneyani, come Bambi (1942), Pinocchio (1940) e la silly symphonie Il vecchio mulino (1937). Tutto ciò non è che un ulteriore elemento che sottolinea quanto sia importante riscoprire e rivalutare in Italia l'attività professionale e artistica di Antonio Lupatelli/Tony Wolf, in modo da poterne meglio comprendere il valore e l'importanza a livello internazionale.


La Biancaneve disneyana, secondo Gustaf Tenggren
(fonte)

Illustrazione di Gustaf Tenggren per il Pinocchio disneyano
(fonte)

Pinocchio illustrato da Tony Wolf
Edizione inglese del 2009

Copertina del box dvd nipponico di Bosco Adventure
L'edizione in dvd risale al 2003

P.S. Una lunga video intervista a Antonio Lupatelli/Tony Wolf, realizzata nel 2017 in cui si parla anche del suo legame con il Giappone (senza però trattare Bosco Adventure), è disponibile a questo link di youtube. È stata realizzata dall'associazione culturale Tapirulan.



Pubblicazione giapponese di Tony Wolf.
Dalla video-intervista realizzata da Tapirulan nel 2017
(fonte)

Come ulteriore esempio di collaborazione tra Italia e Giappone, si segnala quest'articolo del blog dedicato alla serie Il fiuto di Sherlock Holmes (Sherlock Hound), a cui parteciparono Marco Pagot e Hayao Miyazaki, mentre nella produzione fu coinvolta la Rai.


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